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|capitolo 1|

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Supero i 18o chilometri orari e continuo a tenere premuto il piede sull'acceleratore, nonostante le varie minacce da parte di Alessia.

Victoria è seduta accanto a me e guarda la strada parecchio divertita mentre si accomoda meglio sul sedile della mia auto.
Una Chevolet Camaro SS del 1968 e, per la precisione, il mio gioiellino.

<Haily! Questa è la volta buona in cui ci fai ammazzare!> Urla dai sedili posteriori Alessia.
<Volevi arrivare puntuale alla festa, no?> Le chiedo ironica, ridacchiando leggermente.
<Ti ho chiesto di farci arrivare puntuali, non di guidare come una dannata!> Risponde alterandosi.
<Alessia! Sai benissimo come guida Haily, e sai anche di non poterci far niente.> Interrompe Victoria, sorridendomi.
Le faccio un occhiolino ringraziandola, per poi riportare l'attenzione sull'asfalto.

<Eccoci a questa fottuta festa Ale!> Dico ad Alessia.
Mi hanno costretta a partecipare a una di quelle feste piene di adolescenti in preda agli ormoni, una di quelle feste che non sopporto.
Perché ci sono venuta? Per un solo motivo: alcool gratis. So di non poter bere troppo, dato che sta sera tocca a me riportare a casa sane e salve le mie amiche, quindi porterò a casa qualche bottiglia di birra.

Entriamo nella villa, straboccante di ragazzi ubriachi e ci facciamo strada verso il tavolo dell'alcool, per prendere da bere.
Un paio di ragazzi ci osservano con occhi pieni di desiderio, al contrario dei miei che osservano loro pieni di indifferenza.

Osservo le diverse bevande, finché il mio sguardo non viene catturato dal mio vero e unico amore: la birra. Prendo due bottiglie, stappandone già una e bevendone un sorso.
Victoria opta per quello che invece è il suo di vero amore, ovvero la vodka e se ne versa un po' in un bicchiere per poi scolarselo tutto in una volta.
Alessia, d'altro canto, sorseggia un Sex on the beach.

<Ragazze, che ne dite di farci strada in pista?> Chiede Alessia.
Victoria annuisce.
<Io invece penso di farmi un giro in giardino. Ci vediamo dopo.> Dico io.
<Avanti, Haily! Vieni a ballare insieme a noi!> Mi dice Vicky.
<Per questa volta passo!> Le rispondo allontanandomi.

Una volta giunta nel giardino della villa, nel quale non c'è quasi nessuno, cerco un posto dove stare tranquilla per poter bere da sola.
Trovo quasi subito un bel posticino isolato e al buio, sotto un grande albero.

Mi tolgo il felpone nero di mio papà e lo appoggio per terra, sedendomici sopra.
Sorseggio un po' di birra e guardo l'ora sul telefono, 23:58.
Faccio su una sigaretta dopo di che me l'accendo.
Aspiro il fumo, per poi buttarlo fuori. Mi rilasso all'istante.
Osservo le poche persone che si trovano nel giardino: una ragazza che parla con un tipo, anzi, una ragazza che scambia saliva con un tipo...Un gruppetto di ragazzi che fumano e scherzano ridacchiando e...un tipo con una birra in mano e che, come me, osserva ciò che ha intorno. Sfortunatamente non riesco a scorgere bene la sua figura, é troppo buio ma da qui posso vedere che ha le spalle larghe ed é moro.

Bevo l'ultimo sorso di birra proprio nell'istante in cui il telefono comincia a squillare.
"Victoria" appare nello schermo.
<Si?> Rispondo.
<Haily, torna dentro! C'è Jack che vuole parlare con Alessia!> Dice allarmata.
Jack? Proprio sta sera doveva farsi vivo?
Tre mesi fa, a capodanno, Alessia era ad una festa ed era fidanzata con Jack da qualche mesetto. Era appena rientrata alla festa dopo aver fumato una sigaretta, quando si trovò davanti Jack che baciava una brunetta. Alessia non fu in grado di fare niente, se non rimanere a guardare il suo ragazzo paralizzata, rovinandosi così il capodanno.
Qualche giorno dopo me lo disse e rimasi scandalizzata il primo minuto, finché la sorpresa non lasciò posto alla rabbia.
Abbandono i miei pensieri e torno con i piedi per terra.

Cerco con lo sguardo Victoria e Alessia e finalmente scorgo la chioma bionda di quest'ultima.
Mi avvicino e noto subito Jack che parla ad Alessia, e lei che lo guarda impaurita.
<Ragazze! Allora, andiamo?> Chiedo, cercando di riuscire a portarle via facilmente.
<Ecco qui la rompi palle incompresa. Sparisci Johnson!> Dice Jack sbuffando.
Lo fulmino con lo sguardo per poi portare l'attenzione su Alessia.
<Ale, andiamo.> Le dico rassicurandola con gli occhi.
Lei annuisce piano, dà un'ultima occhiata a Jack e poi si volta.
Ci incamminiamo, finché Jack non attira la mia attenzione.
<Dai Alessia! Un'ultima scopata puoi concedermela, poi magari passo a Haily, dato che siete entrambe facili.> Ci urla dietro.
Cesso la camminata di colpo, prendo un lungo respiro e mi volto verso di lui.
<Cos'hai detto?> Gli chiedo avvicinandomi piano.
<Haily lascia...> Victoria non fa in tempo a finire che Jack la interrompe.
<Ho detto: dato che anche tu sei una facile come Alessia, potrei concedere anche a te l'onore di stare nel mio letto.> Dice sfidandomi.
Sta scherzando, no?
Arrivo a pochi centimetri di distanza da lui, e non abbasso lo sguardo.
<Rimangiati le parole che hai detto.> Sputo acida.
Lui scoppia a ridere sonoramente, attirando l'attenzione di un paio di persone.
<Non vedo il motivo per cui dovrei ritirare ciò che ho detto. Avanti, è la verità. Tu e le tue amichette siete delle troiette ambulanti.>
Ok, ha superato il limite.

Gli assesto un bel destro in faccia, per poi dargli una ginocchiata all'altezza dello stomaco.
Jack si accascia a terra dolorante, appoggiandosi una mano sul naso ormai sanguinante.
I suoi amici corrono ad aiutarlo, ma il mio sguardo viene catturato da un ragazzo in particolare, che se ne sta in disparte e mi guarda indifferente. È il ragazzo misterioso che c'era in giardino.
E ora che lo osservo meglio, noto che ha i lineamenti del viso ben definiti e gli occhi sono di un grigio metallico, occhi con il quale mi sta studiando.
Quello sguardo...

Tolgo l'attenzione dal ragazzo e riprendo a guardare Jack, che ora è in piedi grazie al sostegno dei suoi amici. Mi guarda sprezzante, cerca di aprire bocca ma lo precedo.
<Non sprecare fiato.>
Mi allontano verso l'uscita, seguita da Alessia e Victoria.
<Sei una grandissima stronza, Johnson!> Sento urlare da Jack.
Un sorriso cattivo si fa strada sul mio volto.
<E mi va bene così.> Sussurro.

FULMINEStories to obsess over. Discover now