DURANTE IL COMA
quando si parla di coma, dicono tante cose senza senso, perché finché non ci sei cosa ne sai cosa succede?;
ma una cosa vera c'è: la pace e la serenità.
quando sono entrata in coma ho sentito per la prima volta tutto il dolore che avevo in corpo, non riuscivo a respirare e avevo un forte dolore alla testa, poi tutto ad un tratto mi sono trovata in un posto tutto bianco senza nessuno intorno a me e non provavo più dolore, però se abbassavo lo sguardo potevo vedere me stessa dentro la stanza dell'ospedale e tutte le persone che mi venivano a trovare.
ora vi starete chiedendo "dove diavolo era andata a finire?", beh sinceramente non lo so manco io, o almeno non lo sapevo finché un giorno dopo la visita quotidiana dei miei genitori e dei miei amici, è arrivato un ragazzo.
un ragazzo dai capelli castani né chiari né scuri, dei occhi verdi smeraldo, indossava un pantalone nero con una maglia bianca che metteva in risalto i suoi muscoli, aveva una gamba ingessata e una ferita profonda alla testa. insomma un ragazzo niente male.
lo guardavo con sguardo interrogatorio mentre lui mi raccontava la sua giornata e poi ha iniziato a parlare dell'incidente, quanto pare ero insieme a lui.
è per quell'incidente che sono qua? continuavo a chiedermi
mentre allo stesso tempo mi chiedevo chi diavolo fosse questo ragazzo.
è stato in quel momento che ho capito: ero in coma.
il posto in cui stavo era solo una luce bianca che mi divideva tra la vita e la morte, ero li in mezzo.
più i giorni passavano più questo ragazzo, che poi ho capito che si chiama Mason grazie ad una converazione che ha avuto con mio padre, veniva a farmi visita tutti i giorni portandomi una rosa rossa, la cosa mi faceva davvero piacere, mi sedevo a gambe incrociate e ascoltavo tutto ciò che aveva da dirmi e raccontarmi, a volte mi rimproverava perché non mi svegliato, ma niente di cosi esagerato da riuscire a farmi smuovere qualcosa dentro.
un giorno è entrato nella mia stanza con sguardo perso, probabilmente se ero sveglia gli avrei chiesto cosa avesse, ma la risposta non tardo ad arrivare: mi aveva confessato i sentimenti che provava per me, ed è stata quella la prima volta in cui ho desiderato risvegliarmi, ho urlato e ho sentito il mio cuore iniziare a battere veloce, l'ho visto agitarsi e chiamare i dottori inutilmente visto che non sono riuscita a svegliarmi.
lui è innamorato di me, io ero innamorata di lui? perché non mi ricordo di lui?
oggi
osservo il ragazzo davanti a me: i suoi capelli castani sono spettinati, occhi verdi limpidi che mi fanno venire i brividi, indossa un paio di jeans chiari e una maglia nera.
mi sembra di averlo già visto non so dove ne quando, ma il fatto di averlo cosi vicino mi mette in estemo imbarazzo
<<Char?>> mi chiama con un filo di voce, lo sento appena e quasi mi chiedo se me lo sono immaginata ma mi giro comunque verso di lui e lo guardo, faccio una smorfia confusa mentre sposto lo sguardo da lui al muro bianco della stanza, alla armadio, al bagno e alla porta per poi ritornare con lo sguardo su di lui
<< cos'è successo? perché sono in ospedale?>> dico con voce impastata e roca.
a stento riesco a riconoscere la mia voce, quanto tempo è passato? quanto tempo sono stata in coma?
mi porto una mano alla testa e faccio una smorfia di dolore quando tocco una ferita chiusa con i punti, riporto la mia attenzione su di lui visto che ancora non mi ha risposto, mi guarda con occhi sognanti e si avvicina a me con un sorriso a trentadue denti e si china per mettersi vicino al mio viso, ha intenzione di baciarmi? è il mio ragazzo?
gli metto una mano sul petto facendolo allontanare da me e lo guardo confusa, si stacca da me e fa un piccolo passo indietro guardandomi confuso a sua volta, lo guardo e sembra abbastanza sorpreso da questo mio allontanamento e non ne capisco il motivo! non lo conosco neanche!
<< scusa, ma...tu chi sei?>> provo a chiedere, la sua espressione cambia: i suoi occhi si spengono diventando scuri e duri come la notte, arruga la fronte e serra la mascella, fa dei passi indietro come a volersi proteggere
<< tu non....tu non ti ricordi chi sono?>> balbetta dopo dieci minuti buoni di silenzio, si porta la mano tra i capelli passandola nervosamente tra di essi, la sua maglietta si alza leggermente a quel gesto facendomi rimpiangere di non ricordarmi di lui
scuoto la testa e lo sento mormorare un 'cazzo'
<< vado a chiamare i dottori ok? tu resta qui.>> dice e io quasi rido, ma ha visto come sono conciata?
<< dove potrei andare?>> dico facendogli un sorriso e alzando le braccia con tutti i fili, lui mi guarda e fa un piccolo sorriso
<< sei sempre la solita>> dice ridendo e io lo seguo, poi esce dalla porta e io resto sola.
DU LIEST GERADE
a reason to Love [COMPLETA MA NON CORRETTA]
Romantikè sorprendente come la vita possa cambiare da oggi al domani, come tutto ciò in cui credevi si sgretola davanti ai tuoi occhi. Charlotte stava per iniziare un nuovo cammino ed era pronta ad ammettere i propri sentimenti nei confronti di Mason, ma un...
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