Capitolo 1

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DURANTE IL COMA

quando si parla di coma, dicono tante cose senza senso, perché finché non ci sei cosa ne sai cosa succede?;
ma una cosa vera c'è: la pace e la serenità.
quando sono entrata in coma ho sentito per la prima volta tutto il dolore che avevo in corpo, non riuscivo a respirare e avevo un forte dolore alla testa, poi tutto ad un tratto mi sono trovata in un posto tutto bianco senza nessuno intorno a me e non provavo più dolore, però se abbassavo lo sguardo potevo vedere me stessa dentro la stanza dell'ospedale e tutte le persone che mi venivano a trovare.
ora vi starete chiedendo "dove diavolo era andata a finire?", beh sinceramente non lo so manco io, o almeno non lo sapevo finché un giorno dopo la visita quotidiana dei miei genitori e dei miei amici, è arrivato un ragazzo.
un ragazzo dai capelli castani né chiari né scuri, dei occhi verdi smeraldo, indossava un pantalone nero con una maglia bianca che metteva in risalto i suoi muscoli, aveva una gamba ingessata e una ferita profonda alla testa. insomma un ragazzo niente male.
lo guardavo con sguardo interrogatorio mentre lui mi raccontava la sua giornata e poi ha iniziato a parlare dell'incidente, quanto pare ero insieme a lui.
è per quell'incidente che sono qua? continuavo a chiedermi
mentre allo stesso tempo mi chiedevo chi diavolo fosse questo ragazzo.
è stato in quel momento che ho capito: ero in coma.
il posto in cui stavo era solo una luce bianca che mi divideva tra la vita e la morte, ero li in mezzo.
più i giorni passavano più questo ragazzo, che poi ho capito che si chiama Mason grazie ad una converazione che ha avuto con mio padre, veniva a farmi visita tutti i giorni portandomi una rosa rossa, la cosa mi faceva davvero piacere, mi sedevo a gambe incrociate e ascoltavo tutto ciò che aveva da dirmi e raccontarmi, a volte mi rimproverava perché non mi svegliato, ma niente di cosi esagerato da riuscire a farmi smuovere qualcosa dentro.
un giorno è entrato nella mia stanza con sguardo perso, probabilmente se ero sveglia gli avrei chiesto cosa avesse, ma la risposta non tardo ad arrivare: mi aveva confessato i sentimenti che provava per me, ed è stata quella la prima volta in cui ho desiderato risvegliarmi, ho urlato e ho sentito il mio cuore iniziare a battere veloce, l'ho visto agitarsi e chiamare i dottori inutilmente visto che non sono riuscita a svegliarmi.
lui è innamorato di me, io ero innamorata di lui? perché non mi ricordo di lui?

oggi

osservo il ragazzo davanti a me: i suoi capelli castani sono spettinati, occhi verdi limpidi che mi fanno venire i brividi, indossa un paio di jeans chiari e una maglia nera.
mi sembra di averlo già visto non so dove ne quando, ma il fatto di averlo cosi vicino mi mette in estemo imbarazzo

<<Char?>> mi chiama con un filo di voce, lo sento appena e quasi mi chiedo se me lo sono immaginata ma mi giro  comunque verso di lui e lo guardo, faccio una smorfia confusa mentre sposto lo sguardo da lui al muro bianco della stanza, alla armadio, al bagno e alla porta per poi ritornare con lo sguardo su di lui
<< cos'è successo? perché sono in ospedale?>> dico con voce impastata e roca.
a stento riesco a riconoscere la mia voce, quanto tempo è passato? quanto tempo sono stata in coma?
mi porto una mano alla testa e faccio una smorfia di dolore quando tocco una ferita chiusa con i punti, riporto la mia attenzione su di lui visto che ancora non mi ha risposto, mi guarda con occhi sognanti e si avvicina a me con un sorriso a trentadue denti e si china per mettersi vicino al mio viso, ha intenzione di baciarmi? è il mio ragazzo?
gli metto una mano sul petto facendolo allontanare da me e lo guardo confusa, si stacca da me e fa un piccolo passo indietro guardandomi confuso a sua volta, lo guardo e sembra abbastanza sorpreso da questo mio allontanamento e non ne capisco il motivo! non lo conosco neanche!
<< scusa, ma...tu chi sei?>> provo a chiedere, la sua espressione cambia: i suoi occhi si spengono diventando scuri e duri come la notte, arruga la fronte e serra la mascella, fa dei passi indietro come a volersi proteggere
<< tu non....tu non ti ricordi chi sono?>> balbetta dopo dieci minuti buoni di silenzio, si porta la mano tra i capelli passandola nervosamente tra di essi, la sua maglietta si alza leggermente a quel gesto facendomi rimpiangere di non ricordarmi di lui
scuoto la testa e lo sento mormorare un 'cazzo'
<< vado a chiamare i dottori ok? tu resta qui.>> dice e io quasi rido, ma ha visto come sono conciata?
<< dove potrei andare?>> dico facendogli un sorriso e alzando le braccia con tutti i fili, lui mi guarda e fa un piccolo sorriso
<< sei sempre la solita>> dice ridendo e io lo seguo, poi esce dalla porta e io resto sola.

a reason to Love [COMPLETA MA NON CORRETTA]Geschichten, die süchtig machen. Entdecke jetzt