1. Mistery

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Era un venerdì sera come gli altri, durante il quale Luhan se ne stava sul divano, in uno stato di semi incoscienza, cercando in qualsiasi modo di scacciare mentalmente il caldo di giugno.

Le tapparelle quasi del tutto abbassate erano volte a tentare di filtrare l'opprimente cappa umida che circondava la città, senza riuscirci.

Il ragazzo non aveva altri programmi per la serata, se non quello di guardare la TV, magari mangiando del cibo spazzatura.

Il tutto senza mai alzarsi dal suo comodo divano, chiaramente.

Il ragazzo aveva già l'acquolina in bocca, al solo pensiero del cibo, quando l'improvviso trillo del suo cellulare lo riportò bruscamente alla realtà.

Si alzò dal sofà, sentendo il suo corpo staccarsi lentamente dalla superficie in pelle su cui si era appiccicato (o, più presumibilmente, insieme alla quale si stava fondendo) in precedenza; si trascinò faticosamente fino al suo iPhone, che giaceva abbandonato a terra, e rispose.

Una voce squillante gli trapanò il timpano destro, arrivando dritta al suo cervello:

"RENNA! HO AVUTO IN'IDEA"

"Oh Dio, ho già paura, dimmi tutto, Chanyeol"

"Stasera, anzi, fra un'ora, anzi, appena puoi, vieni a casa mia; ci facciamo una pizza e un gioco divertente, io, te, gli altri e un mio nuovo compagno d'università. Ci stai vero?"

Al solo pensiero di VESTIRSI, dato che era in mutande, Luhan cominciò a sudare il doppio del normale.

Per di più, ci mancava solo quella pertica dalle orecchie a sventola del suo amico con un'altra delle sue pazze idee.

"Certo che ci sto, Chan. A patto che tu non riproponga il poky game. Non mi va affatto di vedere di nuovo te e Baekhyun che cercate di estirparvi i denti a vicenda"

"Taci renna, tu non sai cos'è l'amore, sbrigati a prepararti e precipitati qua" concluse il palo della luce dai capelli argentati, attaccando la cornetta in faccia al biondino.

LuHan si diresse quindi in camera sua, spalancando l'armadio e pescando, quasi ad occhi chiusi, qualcosa da indossare, optando alla fine per dei jeans bianchi, con una t-shirt a righe blu e uno zainetto nero (nel quale aveva infilato un lungo cardigan blu, conoscendo la temperatura polare che regnava 24/7 365 nell'appartamento dell'amico); uscì poi dal suo appartamento, chiudendosi la porta alle spalle.

Una volta fuori dal condominio fu investito da un'ondata d'aria calda che odorava d'asfalto bagnato, misto al profumo che usciva dai vari negozi di abbigliamento che si trovavano sull'altro lato della strada, dirimpetto al grattacielo dove abitava il ragazzo.

Camminò fino alla stazione della metropolitana e, una volta salito sul mezzo, si sedette comodamente e si infilò le cuffiette nelle orecchie.

Durante il viaggio osservò i posti vuoti di fronte a lui, a quell'ora non c'era quasi nessuno lì: era troppo presto perché la gente tornasse dal lavoro o perché uscisse a cena.

Si stava chiedendo che razza di gioco fosse venuto in mente a Chanyeol quando il convoglio frenò ad una fermata e le porte si aprirono.

Fece il suo ingresso un ragazzo che Luhan giudicò più o meno della sua età.

Era bellissimo, per quanto la mascherina e il cappello che portava calati sul viso permettessero di osservarlo.

Si sedette di fronte a Luhan e cominciò a fissarlo, senza dire una parola; il biondino ricambio gli sguardi, solo, molto più timidamente.

Il ragazzo misterioso era vestito di nero da capo a piedi: il cappellino da baseball, la mascherina, la maglietta infilata nei jeans stretti, decorati da una cintura in pelle con un anello argentato, le scarpe eleganti, persino i capelli erano del colore della notte.

L'unico accessorio erano gli orecchini e gli anelli che, nel loro color argento puro, decoravano tanta bellezza.

Rimasero seduti a scrutarsi, finché non arrivò la sua fermata e Luhan dovette scendere.

Si sentì quasi dispiaciuto quando fu il momento di alzarsi, notando però con piacere che anche l'altro ragazzo si stava alzando per andarsene.

Camminò quindi fino all'uscita, convinto di essere seguito dal moro, quando però si voltò, non trovò nessuno alle sue spalle.

Si avviò dunque verso casa di Chanyeol, ora circondato quasi da un lieve alone di delusione.

Fece il suo ingresso nell'atrio del grattacielo dove abitava l'amico e si diresse davanti all'ascensore; scrisse velocemente un messaggio a Chanyeol, dicendogli che stava salendo e, nel caso, di smetterla di fare sconcerie con il suo ragazzo; quando vide una mano allungarsi da dietro di lui, per premere il pulsante dell'apparecchio.

Una mano adorna di anelli argentati.

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Buonasera!
Sono tornata con una nuova ff che ho deciso sarà una hunhan a capitoli *piange già dall'ansia di scrivere un'oscenità*
Comunque, questo è il primo di una serie di capitoli che non so quanti saranno
Non credo aggiornerò con una frequenza precisa, ma cercherò di farlo il più possibile in questi giorni, essendo piuttosto libera vista la prossimità delle vacanze di pasqua
Spero che la ff vi piaccia, in caso lasciate una stellina e un commento, mi renderebbe molto felice~

Oh... un'ultima cosa, dedico questa ff alle mie più care amiche *le mie piccine* e a G. Perché le voglio tanto bene

Ancora un grazie immenso a tutti coloro che leggeranno questa storia, anche solo per casualità

Vi auguro buona lettura

Vostra,
Diamond ~

OuijaHistorias para obsesionarse. Descúbrelo ahora