Mi attiri affettuosamente a te passandomi un braccio intorno alla vita e appoggi la fronte alla mia: mi aggrappo forte alla tua camicia, come se non riuscissi a stare in piedi senza di te, e inspiro profondamente il tuo profumo: mela verde e pane appena sfornato, come se fossi appena tornato dal forno di tuo nonno, magari portandomi quei piccoli dolcetti che adoro. Mi guardi, con quegli occhi che hanno lo stesso colore dei prati dell'Irlanda, e avvicini le labbra alle mie, talmente vicino che sento il tuo respiro sulla pelle. Chiudo gli occhi e desidero che questo momento non finisca mai...
Ma quando li riapro, tutto quanto è scomparso: sono seduta sul sedile di pelle di un aereo, dopo due anni passati senza di te, con l'odore di chiuso e di stoffa scadente che hanno gli aerei, il rumore dei motori che mi fischia vicino alle orecchie, il cielo azzurro che scorre veloce fuori dal mio finestino, punteggiato qua e là da paffute nuvole bianche, simili a zucchero filato. Mi rannicchio tirandomi le ginocchia al petto, sperando di recuperare almeno un poco del mio sogno, ma non mi rimane nulla a parte un dolce calore al petto. James, mi manchi: il tuo sorriso sbarazzino, il calore di un tuo abbraccio, il sapore di un tuo bacio, il colore dei tuoi occhi, la dolcezza di un tuo sguardo, semplicemente ogni cosa in te...
Per quanto stessimo insieme da pochi mesi, era come se ci fossimo innamorati l'uno dell'altra dal primo giorno. Mi pento di ogni singolo giorno in cui non mi sono resa conto dei tuoi sentimenti, accecata dalle tue frecciatine e dalla tua incapacità nel mostrarmi ciò che provavi...
Mentre guardo spuntare la mia Parigi, rivivo velocemente gli ultimi due anni: per cercare di scacciare il dolore, ho deciso di finire con un anno di anticipo la scuola, grazie alla mia eccellente media scolastica, e di prendermi un periodo sabbatico lontano da tutto e tutti, accettando uno sfiancante lavoro come modella nella casa di moda della mia famiglia. Mamma non ha battuto ciglio su questa mia decisione, essendo passata anche lei in una situazione simile e capendo il mio bisogno di "staccare la spina". Anche il mio ruolo di protettrice di Parigi è stato messo in stand-by, facendo posto a molteplici tappe in tutto il mondo, tra una passerella e un servizio fotografico. Londra, Hong Kong, New York, Tokyo, Sydney, Città del Capo, Milano, Berlino, Mosca, Rio de Janeiro, Santiago, Barcellona... Tutte queste città erano brevi e sfocate soste tra continui viaggi seduta su maleodoranti aerei. Ma ora sto tornando a casa!
Chissà se Lottie continua a disegnare abiti, o se ha deciso di intaprendere una diversa strada... Lei e Denny staranno ancora insieme? Lui avrà continuato a scattare quelle foto meravigliose? Kiki sfornerà ancora i suoi deliziosi bignè alla crema? Amber si sarà iscritta a quella prestigiosa scuola di danza come tanto desiderava? Chissà come saranno cresciute Aggie e Mer... Non avevo voluto tenermi in contatto con nessuno, avevo bisogno di fuggire dalla "città delle luci", e parlare con qualcuno che mi legava a quel posto mi avrebbe reso solo più infelice... Di tanto in tanto ricevevo telefonate dai miei genitori, che mi chiedevano come stavo, ma i miei amici avevano capito che avevo bisogno di tempo e non mi avevano mai disturbato.
Katherine, la mia manager, completa di tallieur blu e chignon, mi avvisa che mancano pochi minuti all'atterraggio. Chiudo gli occhi e prendo un bel respiro: the show must go on, ed io devo continuare la mia vita, anche senza avere James al mio fianco.
L'aereoporto pullula di gente: famiglie con bambini che corrono da una parte e dall'altra, distinti uomini in giacca e cravatta, già attaccati alla cornetta di un telefono, giovani con un pesante zaino in spalla, pronti a girare il mondo nel loro anno sabbatico. Inforcati i miei occhiali da sole, prego che i giornalisti per una volta si facciano gli affaracci loro e lascino la mia vita privata proprio come dovrebbe essere: privata...
Ma ad aspettarmi c'è invece un cartellone colorato di bentornato, con la scrittura e l'amore per i glitter che distinguono la mia sorellina. Ed infatti eccola lì, sotto quel cartellone leggermente eccentrico, a braccetto con Meredith, che sposta la testa a scatti, cercandomi tra la folla. Ma non è l'unica: mia madre picchia il piede per terra, guardandosi nervosamente in giro, con mio padre che le appoggia la mano sulla spalla come per calmarla, ma visibilmente emozionato dalla situazione. Poco lontano ci sono i miei amici: Kirsten si tormenta una ciocca di capelli, Amberly si rigira intorno a un polso un nastro colorato, Charlotte e Daniel si tengono per mano. Appena mi vedono comparire nel gate, si buttano tutti su di me e vengo sommersa da un insieme indistinto di braccia che tentano di abbracciarmi. Tutte le mie insicurezze sul mio ritorno svaniscono in un istante e scoppio in una risata liberatoria: la mia famiglia, i miei amici, la mia città mi sono mancati così tanto! Quando di scioglie questo abbraccio collettivo, i ragazzi mi raccontano di quello che è successo negli ultimi anni: Kiki si è iscritta ad una prestigiosa scuola di cucina, Amber è appena tornata da uno stage di danza classica in Russia, ed è pronta per ricominciare i corsi all'Opéra, Lottie e Dennis si sono invece iscritti la prima all'Ecole de la Chambre Syndicale, il secondo alla facoltà di Belle Arti. Ed è lì che ho intenzione di andare per completare i miei studi prima di lanciarmi nel mondo del lavoro. Sono felice per tutti loro e sono pronta ad affrontare questa nuova avventura!
Quella sera...
I raggi della luna mi baciano dolcemente la pelle nuda delle braccia, mentre io apro la scatola dei miraculous e mi appunto la mia vecchia spilla a forma di farfalla. Subito, dopo un'accecante luce violetta, compare un piccolo esserino alato: il kwami della farfalla, Nuru. Mi sorride e mi abbraccia:- Bentornata, Bella! Sono felice di rivederti!
Sorrido: il mio vecchio kwami sa sempre donarmi serenità...
-Mi dipiace per quello che ti ho fatto...
Mi sembrano parole vaghe quelle che escono dalla mia bocca: con il potere della farfalla ho creato un esercito che ha quasi devastato Parigi, ma grazie ai miei amici sono ritornata in me. Non ricordo ciò che è successo esattamente, mi è stato solo raccontato, ma io non passo un singolo giorno senza avere i sensi di colpa per quello che è successo. Nonostante tutto, Nuru mii sorride:- Bella, non provo alcuna rabbia verso di te, ma credo che sia giusta la decisione prendere strade diverse. Il tuo dolore ti ha bruciato per troppo tempo ed è ora di rinascere dalle ceneri. Non far di me e James le catene che ti impediscono di spiccare il volo: va' e sii la grande supereroina che entrambi sappiamo che sei!
Mi bacia sulla fronte e scompare in un lampo di luce violetta. Stacco la spilla dal vestito e prendo il fermaglio dorato, il miraculous della fenice. La mia immagine si riflette sulla superficie lucida della pietra ovale incastonata su di essa, e solo allora mi rendo conto che Nuru ha ragione: sono pronta ad aprire le mie ali e a volare, perché io sono la nuova Phoenix!
KAMU SEDANG MEMBACA
Miraculous Ladybug-Noi due, nient'altro conta [SOSPESA]
Fiksi PenggemarDopo l'apparente morte del fidanzato, Arabella non riesce più a riprendere facilmente la vita di tutti i giorni, consumando il proprio dolore accettando un faticoso lavoro come modella nella casa di moda della famiglia, decidendo di lasciare momenta...
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