"Allora dove le tieni le sacche?"
"Ah, ancora! Ti ho detto che non ci vengo!"
"Forse sei tu, che non hai capito...tu VIENI!"
"Cosa non riesci a capire della parola: NO?"
Milo alzò gli occhi al cielo, quando Sam si metteva in testa una cosa era peggio di un mulo, ostinata ed irremovibile.
"Senti Samina cara e bellina, o mi dici dove tieni le sacche e ne scegli una o io ti metto a soqquadro tutta la stanza finché non le trovo...e in questa camera, che pare più una reggia per dimensioni, sai quante cose posso tirare fuori?..." disse Milo con uno sguardo che lasciava poco spazio all'immaginazione.
Sam si guardò attorno. In effetti la sua camera era piuttosto grande, con la zona notte e il salottino, e la sola idea delle lamentele di sua madre la face rabbrividire, poiché lei sapeva essere piuttosto odiosa quando le stanze, che la filippina aveva pulito e riordinato, venivano messe in disordine, visto che seguire la servitù era un compito così gravoso per una donna come lei.
"No, per carità Milo! Dai mi arrendo...terza anta dell'armadio in alto...certo che sei insistente pero!" fece Sam seccata.
"Insistente io? Ti ricordo che la reclusa da un paio di mesi a questa parte sei tu! Dopo che quel coglione di Flavio ti ha mollata, hai deciso di fare l'eremita. L'unico sole che hai visto è quello che filtrava dalle finestre della facoltà, per dare gli ultimi esami..." la sua voce echeggiava da dentro l'armadio, mentre era in piedi, in bilico, su una sedia "Senti, ma quante cianfrusaglie hai??? Dici che se vado più in fondo sbuco a Narnia?"
Sam scoppiò in un'argentina risata, la prima dopo tanti, troppi giorni.
Sì, la fine della storia con Flavio l'aveva messa davvero K.O.
Dopo tre anni e tanti progetti insieme, tutto si era infranto davanti a una valchiria di un metro e ottanta che lo cavalcava felice nella sua camera e i balbettii imbarazzati di lui, che cercava di convincerla che quello che stava vedendo era solo un equivoco. E che razza di equivoco poteva esserci?
Da quel giorno non aveva voluto più sentire o vedere nessuno, tranne Milo ovviamente, che aveva asciugato le sue lacrime e ascoltato tutti i suoi silenzi, e non aveva fatto altro che buttarsi a capofitto nello studio, per non pensare, per non ricordare.
"No, Narnia no, ma magari in un luogo un po' più caldo e con delle belle fiamme alte..." disse vagamente acida.
"Oh eccole qui! Allora...gigante e verde, media e fucsia o piccola e nera?"
"Ma devo proprio?" frignò infantile
"Sì! Devi ricominciare a vivere! Non puoi tumularti qui per tutta l'estate nell'attesa dell'ultimo esame che devi dare ad ottobre!"
Milo scese dalla sedia tipo equilibrista con la sacca fucsia sospesa sulla testa e la pose sul letto di Sam, invitandola con un gesto della mano a cominciare a riempirla.
Sam obbedì al gesto perentorio dell'amico e cominciò a tirare fuori un po' di maglie dal comò.
"Ma tu, Milo, ti rendi conto che passeremo due mesi con quel simpaticone di mio cugino e il suo degno compare?"
Milo sbuffò sonoramente "Sam, piccola piattola, che ti dissi io a inizio giugno? Prenotiamo in quel B&B a Mykonos, ti farà bene! E tu: No, la mia vita è finita!!! Quindi se non vogliamo far finire la nostra estate qui a Pontereggio, non ci resta altro che raggiungere tuo cugino ad Ischia!"
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Schegge
RomanceCome può una breve vacanza sconvolgere una vita intera? Come può un gioco, quello che potrebbe sembrare una piccola vendetta tra "amici", distruggere la vita di tante persone? Se vuoi una risposta a queste domande, leggi la mia storia e cerca di sa...
