Never click suspicious links
Reminder: Wattpad will never ask for passwords, payment information, or other sensitive account security details.

Voce

100 21 4
                                        

Lavoravo come scrittore, le mie storie andavano a ruba; ero famoso, bello, desiderato, avevo tutto...eppure sentivo che mancava qualcosa, la mia vita era incompleta.
Stavo tranquillamente scrivendo una della tante storie che avevo in mente, un altro bozzetto da buttare da qualche parte nella stanza, non riuscivo più a concludere niente.
Il giorno lo passavo rinchiuso in casa, aspettando l'ispirazione che non voleva arrivare e la sera uscivo con i miei amici. Insomma, sempre la stessa storia. La mia vita era monotona.

Presi la lattina di birra vicino al portapenne e né bevetti un pò, la mia gola fu subito invasa dal suo sapore metallico, ma in fondo non mi dispiaceva, non era male. Era l'unica cosa che mi facesse distaccare dal mondo, mi sentivo più leggero, più libero.

Come in altre occasioni, non avevo voglia di uscire, i miei amici non erano con me. La mia casa, così vuota come la lattina di birra appena finita che giaceva sul pavimento, mi portava alla mente tristi ricordi. Un brivido, qualcosa mi attraversò la schiena, come ad ordinarmi di correre fuori, un impulso irrefrenabile, come se qualcuno mi stesse chiamando.
Corsi sotto il sole per più di un'ora, senza una meta, senza un proposito. Corsi, corsi, corsi, non avevo un posto dove andare, nè un buon motivo.
Quando, pensandoci, un posto c'era, un posto vuoto, che diceva tutto senza mostrare nulla di eccessivo.
Un posto di eterna quiete.
Era il vecchio cimitero.
Esso era tanto affascinate quanto lugubre e tralasciato, era molto che non vi facevo visita, troppo.
La senzazione di desolazione mi rabbrividì, era strano come potesse farmi provare questi sentimenti così contrastanti.

Il cimitero era in aperta campagna, i cespugli senza forma e le lapidi ormai distrutte davano sensazioni di clichè, come se si trattasse di una delle mie tante storie dove il lettore ti ordinasse di non fare qualcosa in specifico, ma in fondo sa di non poter controllare il personaggio che opera all'interno dello scritto. O forse può?
Ovvio che non può.
Non avevo motivo di essere in quel cimitero, però mi sentivo come se fossi parte di quel luogo.
L'aria era pesante, fredda.
La mia testa diceva di tornare indietro, ma le mie gambe no.
Cosa dicevano loro, cosa volevano ?
Dicevano di correre verso quel fottuto portone e spalancarlo.
L'impulso è stato troppo forte, irrefrenabile.
La mia vista era come bloccata da paraocchi, riuscivo solo a vedere quel grosso portone nero.
Lo spalancai con un violento calcio, era pieno di bare, bare, nient'altro che bare. -Perchè sono venuto qui?- chiedevo a me stesso
Una sottile voce mi graffiò il collo, era un sussurro freddo, morto.
Poi un vento gelido mi attraversò lo stomaco, mi fece drizzare i capelli.
-Perchè controllarti?- erano le sue parole, ma che cazzo sto dicendo, sue?
A chi apparteneva quella voce?
Sto forse diventando matto?
Non può essere.
-Chi sei?- Urlai
-Perchè saperlo?- rispose essa, non ha senso, perchè non dovrei saperlo?
-Dove sei?- Urlai più forte
-Perchè non lo chiedi a te stesso.-
-Che vuoi dire?- ero confuso.
-Tyler, io sono nella tua testa, nel tuo sangue, nelle tue azioni, io sono la tua aria, la tua acqua, sono la tua storia.-
Era così complicato, non capivo, non capivo perchè mi sentivo così, quasi in confidenza con quella voce.
Eppure sarei dovuto scappare, era pur sempre una voce in un cimitero.
Qualcuno mi sta controllando?

Qualcuno mi sta vedendo?

Qualcuno, sta leggendo la mia storia!?

Non può essere!!!

CONTROLStories to obsess over. Discover now