Capitolo 1.

8 0 0
                                        

Canzone consigliata per il capitolo: 'Hot' (Avril Lavigne).

//FLASHBACK:
- 'Signorina Fileni, mi rendo conto che lei non è in grado di mantenere un comportamento adatto all'ambiente in cui si trova. La prego, si sieda e cerchi di rimanere attenta durante la lezione, senza dormire o ascoltare la musica con gli auricolari.'
-'Posso uscire di qua? Come dice lei, non è il posto adatto a me.//
Queste sono le ultime parole che ho detto davanti alla mia professoressa, prima di uscire e poter finalmente respirare. Poi ho preso il casco nero, lucido come sempre, e ho cercato di domare la mia chioma riccia ed infilarcela dentro. Dopo il 'click' del cinturino, sono salita in sella e via. Non so bene per dove sono partita, avevo intenzione di seguire l'istinto e di andare dove mi portava la moto. Il mio sogno era quello di girare il mondo, trovare lavori provvisori per guadagnarmi da vivere, e stare da sola, senza dovere tener conto a nessuno.
Ma partiamo dall'inizio.
Mi chiamo Emma Filani, ho diciassette anni e non ho i genitori. Mi hanno abbandonato appena nata e ho sempre vissuto in casa famiglia. Non ho mai provato a cercarli, perchè se mi hanno lasciato da sola, vuol dire che pensavano che ce l'avrei fatta. E infatti è cosí, magari non me la cavo con la scuola, ma non è un problema. O almeno 'avere voti alti' non rientra nei miei obbiettivi e vivo bene lo stesso.
Il 28 giugno, dell' estate scorsa sono andata via da Amsterdam, quella che era sempre stata la mia città, anche se lí di mio non c'è proprio niente. Adesso sono arrivata in Italia e ho deciso di fermarmi a Milano per un po'. Ho attraversato l'Olanda, sono stata in molte città Tedesche e Francesi, ma nessuna di queste mi aveva affascinato come questa città italiana.
È molto diversa rispetto ad Amsterdam e la preferisco.
Mi piace soffermarmi a guardare le persone che lavorano in ufficio, oppure che mangiano in un fastfood, o si siedono a leggere in un parco. Mi capita di incantarmi a guardare le famiglie felici che fanno le lunghe camminate la Domenica, ma poi distolgo lo sguardo e anche io mi sdraio sull'erba verde del parco. I fiorellini mi solleticano la testa e si incastrano nei miei riccioli grigi. Guardo il cielo, le nuvole che si muovono e immagino di poterle modellare, di poter dare delle forme a quelle masse bianche soffici tanto simili allo zucchero filato.
Poi mi viene da ridere, o forse da piangere, quando penso che la natura è uno spettacolo e le persone per sentirsi libere ed essere felici hanno bisogno della droga. Mi fa pensare il fatto che c'ero sempre anche io in mezzo a quei giri, con gli amici sbagliati, che poi amici non erano.

You've reached the end of published parts.

⏰ Last updated: Mar 17, 2017 ⏰

Add this story to your Library to get notified about new parts!

Kiss me, gently.Where stories live. Discover now