"un nuovo inizio"

14 2 0
                                        

Sento la sveglia sunare e apro gli occhi,non voglio svegliarmi. Questa mattina dovro andare via dalla mia citta per traslocare,che strazio dover andare via e lasciare tutti indietro,NON VOGLIO!. Rigiro e rigiro piu volte su me stessa per poi alzarmi. Scendo giu e guardo i miei sorridendo,faccio colazione e vado a cambiarmi. Appena uscita di casa per posare la mia roba nel furgone vengo travolta da tutti i miei amici che tra abbracci e pianti mi danno un addio strappalacrime,soprattutto per Carlo a cui piacevo molto. Entro nel camion e gia sento la loro mancanza. Mi faccio posto fa degli scatoloni e mi addormento.
Approfitto di questo per parlavi un po di me ok? Bene.
Io Mi chiamo Delayla Hakw e ho 16 anni,vivo anzi vivevo in un paesino della puglia,molto tranquillo con gente molto simpatica, anche se ho solo 16 anni ho gia coscienza di cosa molti ragazzi vogliano e pensino, di fatti ho fatto delle lezioni di auto-difesa e quasi 3 anni di Judo quindi non sono per nulla una ragazza facile. Non ho mai avuto un ragazzo e sinceramente posso vivere senza,non dico di non voler provare amore nella mia vita ma Hey! Ho 16 anni ho una vita davanti non devo innamorarmi per forza ora. Oh bhe ho detto tutto,torniamo alla nostra storia siamo quasi arrivati nella nuova citta.

Mi sveglio da quel sonno chei ha ammazzato,dormire su degli scatoloni non e il massimo. Inizio a portare fuori la mia roba e intravedo una ragazza che mi guarda dalla casa affianco alla mia. Poso la mia roba e mi avvicino a lei,le mi guarda e io la guardo e dopo qualche secondo entrambe ridiamo. Ci stringiamo la mano e ridacchiando ancora iniziamo a parlare:-
-io mi chiaml Delayla Hakw,tu?-dissi sorridendo
-Anastasia Flavi,piacere- disse anche lei sorridendo
-il piacere e mio,credevo che essendo una nuova citta avrei faticato a trovare degli amici e- mi intetrompe
-e invece eccomi qua- disse ridacchiando
-ehh gia- ridacchio anche io e iniziamo a raccontarci un po di cose. Anche lei e arrivata qui da poco ma mi ha assicurato che e una bella citta con gente simpatica,anche se in piccola parte perche il resto,ahime, e parecchio simile a tutta la massa. Sto tutto il giorno da lei e dopo aver preso dei soldi da mia madre esco con lei. Mi presenta molta gente tra cui Matias;un ragazzo spagnolo che parla l'italiano meglio di me,Amy;una ragazza fanatica di informatica ma anche curata nel suo aspetto,Cris;quello che fa ridere senza nemmeno aprir bocca,e infine Tony. Oddio quel Tony, non dovette nemmeno presentarsi che avevo gia visto che si stava mangiando con gli occhi Amy. Dopo essermi presentata a tutti loro ci andiamo a mangiare una pizza per poi fare un giro in paese. Dopo un oretta un gruppo di 3 ragazzi vestiti di nero,pieni di tatuaggi e di muscoli dovuti solo agli integratori ci ferma. Iniziano a fare i bulletti ma gli altri non reagiscono per paura. Uno di loro mi si avvicina e sta per toccarmi un fianco quando gli prendo la mano scuotendo la testa. Lui mi squadro e sta per tirarmi un ceffone quando lo guardo cosi male che si rende conto che non e una buona idea. Se ne vanno qualche secondo dopo e tutti mi guardano. Matias si avvicino e mi mise una mano sulla spalla:
-non ho mai visto tanto coraggio cara Delayla- disse con quel suo accento spagnolo da paura
-g..grazie ma non ho fatto nulla di che- arrisco un po per il complimento balbettando
-non serve ringraziare- mi sorrise
Mi squilla il telefono,era mio padre,voleva che tornassi a casa. Salutai tutti con un abbraccio conpreso Matias che sembro leggermente in imbarazzo e non solo io lo notai vedendo lo sguardo degli altri. Mi avviai verso casa e arrivata li vidi i miei che avevano appena finito di scaricare la roba dal camion. Mi avvicino e prendo la mia roba salutandoli per poi andarmi a chiudere in camera mia sistemando le mie cose in modo imoeccabile,capitemi adoro la simmetria. Mi stendo nel letto leggermente stanca e mi arriva un messaggio da Matias:
-Hey Delayla,sono Matias. Stiamo organizzando una festa a casa mia tra una settimana,ci sarai?-
-ovvio che si- risposi
-mi fa piacere,buonanotte Dely-
-non chiamarmi Dely!- ridacchiai inviandogli un audio -comunque buonanotte- sorrisi e mi addormentai mettendo il telefono in carica. Il solito sogno in cui ero in camera da sola a suonare la chitarra che ormai era diventato una cosa a me naturale e poi solo sonno.
[To Be Continued...]

Just...meWhere stories live. Discover now