Eccomi, a parlare per la prima volta qui, in questo fiume di parole che fluisce. Innanzitutto vorrei spiegarvi il perché del titolo. E' un estratto del mio diario digitale ed è la terza giornata aggiunta a quelle da ricordare. E' pur vero che ogni giorno andrebbe ricordato, bello o soprattutto brutto che sia, ma quando segna la fine, almeno apparente, di un periodo tanto nero allora sì, più di tutti va impresso nella memoria della mente per il resto della vita, per far fronte, ove possibile, a nuovi periodi oscuri. Detto questo, cominciamo.
Caro diario, eccomi di nuovo qui a scriverti dopo tanto tempo: manco da tanto. Anche se ho trovato altri modi per veicolare le mie emozioni tramite scrittura, mi è mancato aprire questo piccolo diario che possiede spezzoni davvero importanti della mia vita. Ti scrivo con l'intento di raccontarti la mia giornata che sta volgendo al termine. Oggi era il giorno della mia per così dire...rinascita, sia da un punto di vista mentale che spirituale. Sai benissimo quanti periodi io abbia passato, bui, oscuri, senza uno straccio di luce che mi facesse vedere il cammino e non sentirmi disorientata, come un'anima persa che vaga, lenta, nel vuoto, divorata da se stessa. Uno di questi periodi stava avvenendo dentro di me, trascinandomi nelle tenebre più totali, senza sapere dove cercare, dove trovare una fonte di luce che mi permettesse, ancora una volta di salvarmi, ancora una volta di sopravvivere e non cadere a brandelli. Davvero come poche altre volte nella mia vita non riuscivo a trovare via di fuga, con la pressione degli esami e di voler lanciare tutto per aria, mollare tutto e sprofondare, chiudermi in me. Intanto, in quella concentrazione che andava e veniva come turbine, cercavo di studiare e di acquisire le informazioni necessari alla riuscita di quell'esame. Ma stavolta avevo deciso di affidarmi un po' di più alle mie capacità, in maniera del tutto inconscia ovviamente. Non mi rendevo conto di quanto fossi effettivamente pronta e di quanto, come poche volte, fossi riuscita a sfruttare al meglio tutto il mio tempo. Ultimamente andavo nel panico per niente, una cosa che al momento non sovveniva, un qualcosa non avevo fatto per tempo o che semplicemente non mi era entrata in testa. Mi rifiutavo che potesse accadere o peggio bloccarmi e scappare via come successe l'ultima volta. Fino a ieri praticamente ero in condizioni a dir poco pietose...o fino a stamane. Non mi reggevo in piedi e avevo dormito poco e male, non sapendo con quale forza fossi riuscita a prendere sonno e a svegliarmi col suono dolce di quella sveglia, solo più presto del solito, quel freddo mattino. Stesso treno "nuovo" (uno straccio di treno oserei dire, anche se in dialetto sarebbe più bello ma mi astengo almeno per ora), stessa apparente voglia di morire, stessa ansia, stesso terrore di fallire ancora. Mi ripetevo, come una frase affatto nuova alla mia mente: "Se non passo manco questa volta dico addio a tutto, basta così, non credo potrò sopportare ancora". Le mie gambe, già stanche ed esauste di buon mattino mi portarono in stazione e subito dopo in metro, correndo per prenderlo, prima che si chiudessero le porte. Io affermo che la vita decida di farti incontrare persone a caso come se ti mandasse segni che una cosa debba andar bene o male; ero pur certa che io le conoscenze le avevo ma che al momento vuoto totale. Incontrai una ragazza di un anno più grande di me, per di più del mio stesso dipartimento che, alle mie paranoiche domande rispose "e vabbè non se ne cade il mondo se non passi, c'è sempre il prossimo appello, non devi smettere di aver fiducia in te". Quelle parole mi diedero coraggio; ringrazio, prima di dimenticarlo, ogni persona che ha voluto esserci, ancora una volta, oggi e sempre per me, per questa ragazza un tantino pesante e un po' troppo rompicoglioni. Quando arrivai lì mi tremavano le gambe e, paradossalmente, non vedevo l'ora di cominciare e finire in fretta, possibilmente promossa. E nulla, quel tempo passò, lento, lentissimo, e la mia paura aumentava quando finalmente cominciai, e partii a macchinetta, non so ancora come. 30. 30. 30. Lo ripeto ancora a gran voce dentro di me, senza crederci, senza realizzarlo ma con l'umore tanto più su, prima di abbracciare i miei amici e il mio splendido gruppo, meravigliose ragazze e ragazzi, prima del giro di chiamate ai parenti, in pace con me, per quel lasso di tempo che non volevo finisse mai. La felicità, quella luce, era mia, appartenente solo a me, una stella nascente da cumuli della sua stessa cenere, come un esplosione, rinascente, con un'altra opportunità davanti a sé. Me l'ero creata da sola, non un fiammifero, non altra sostanza che mi illuminava, da sola, a brillare nel cielo della mia stessa ombra, che tanto in quei giorni così tetri mi aveva tenuto compagnia e che faceva bene ad andarsene, volatilizzarsi, scomparire per un po', come se non mi avesse mai risucchiato davvero, come se non fosse mai realmente esistita...ma ahimè era sempre lì ad attendermi ma insieme a quella luce ancora splendente che come in una stella piena di idrogeno, combustione ed energia, sembrava non volersi esaurire, almeno per quei momenti. Ecco il momento perfetto: prendeva il nome di equilibrio. Ecco dunque il perché questa giornata inequivocabilmente va aggiunta al mio #rememberthisday, numero 3.
«Ale, meravigliosa ragazza, hai raggiunto un obiettivo che mai avresti creduto possibile e lo hai fatto da sola, con l'aiuto di chi non se ne è mai andato perché chi decide di restare nonostante tutto è perché, in modi diversi, ma ti ama, come noi due. Era da tanto che non ti lasciavi andare, anche se come le tue lacrime, piene qui dentro di te, si fossero prosciugate, probabilmente dalla stessa luce accecante che le ha investite e lentamente fatte evaporare da te, e da me. Visto, che quando vuoi, puoi fare tutto? Be proud of you, as me of you. Saremo sempre insieme, te lo prometto, è sicuro che mai andrò via, visto che saremo morte entrambe quando succederà. Buonanotte amica mia e possa la fortuna essere sempre a nostro favore.»
Benvenuto a te, nuovo giorno e davvero una serena notte a me, al mio intero corpo, a questa meravigliosa giornata appena andata.
Ps. per chi leggerà, no non sono una pazza bipolare, quando ci sono le virgolette basse è come se dessi slancio alla mia anima.
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Walking inside me - the diary
SpiritualEssa non è una storia ben definita, potranno esserci frasi sconnesse, dialoghi interiori che terminano con un finale totalmente diverso dal punto di partenza, racconti che come vuole il titolo, camminano semplicemente dentro di me. Il mio scopo non...
