Nella vita possono capitare le cose più strane e assurde, ti puoi ritrovare nelle situazioni più bizzarre. Si possono vivere avventure che nemmeno la persona con il più alto tasso d'immaginazione potrebbe mai inventare, e fare incontri al limite del reale, che però ti possono cambiare la vita. Quindi non dare mai nulla per scontato, ogni piccolo gesto, ogni singola azione, potrebbe portarti a vivere qualcosa di speciale, di grande, perché nella vita può succedere di tutto e quando accade, c’è sempre un motivo. Prima di iniziare a raccontare quello che mi è successo un paio di settimane fa, lasciate che mi presenti, mi chiamo Maurizio Buoncuore e credetemi, nel mio caso mai cognome fu più azzeccato, ho diciassette anni e frequento il terzo anno di Ragioneria in un istituto poco lontano da dove abito. Come ho detto prima, tutto ebbe inizio un paio di settimane fa, in un pomeriggio d’inizio Maggio, la scuola stava quasi per terminare, ed io verso le 17, stavo ritornando a casa dopo un pomeriggio passato insieme ad alcuni amici per preparare al meglio l’ultimo compito di matematica che si sarebbe svolto il giorno successivo. Ricordo che a metà strada, una bellissima giornata quasi estiva si trasformò in una giornata invernale, il cielo si coprì di nubi nere, ed all’improvviso iniziò a piovere a dirotto. D’istinto, mi riparai sotto l’ampia balconata di un palazzo nelle vicinanze e nella speranza che da un momento all’altro la pioggia diminuisse d’intensità iniziai ad aspettare,prima 5, poi 10 ed infine 20 minuti ma niente, le goccia scrosciavano incessanti e quindi mi feci coraggio ed alzando lo zaino sulla mia testa,nell'inutile tentativo di ripararmi almeno un po' dall'acqua, iniziai a correre all’impazzata, visto che casa mia era a "soli" 5 minuti distanza. Per mia sfortuna riuscii a fare solo pochi metri visto che nella fretta scivolai su di una lattina e caddi a terra inzuppandomi dalla testa ai piedi e scorticandomi un po’ le mani. Intanto la pioggia continuava a scendere incessante, quindi incurante del doloro, se non volevo rischiare di prendermi un malanno, in un paio di secondi mi rimisi in piedi e stavo per riprendere a correre ma la mia attenzione fu rapita da una luce bianca proveniente alle mie spalle, era la lattina sulla quale ero scivolato, stava brillando, poi all’improvviso dal suo interno iniziò a fuoriuscire del fumo bianco, il mio primo pensiero fu quello di scappare, ma avevo le gambe completamente bloccate dalla paura, che ad un tratto mi cedettero e mi ritrovai di nuovo a terra. Dopo alcuni secondi il fumo si disperse e vicino alla lattina comparve una ragazza con capelli biondi legati in una treccia, gli occhi azzurri ed un fisico mozzafiato, era vestita con un jeans chiaro ed una maglietta a mezze maniche gialla, vedendola, piano piano, la paura si trasformò in stupore, sentimento che non potetti condividere con nessuno visto che per strada, tenendo conto anche del tempaccio, non c’era nessuno. Fu la ragazza a prendere l’iniziativa, ed avvicinandosi mi tese la mano per aiutarmi a rialzare, poi in modo amichevole e solare disse:
“Grazie per avermi evocata”
“Di niente”, risposi, poi afferrando la sua mano mi misi in piedi e guardandomi intorno, provai subito a trovare una spiegazione logica dell’accaduto:
“Tu sei un illusionista, una strega, una maga oppure questa è una Candid Camera?”
“Mi chiamo Wish e sono una maga dei desideri, il nostro spirito è vincolato a lattine di alluminio sparse in tutto il mondo, chiunque entri in contatto con il nostro recipiente ha il diritto di esprimere quattro desideri”
“Davvero? Che fortuna!”, dissi non tanto convinto di quello che stava accadendo;
“Non la chiamerei fortuna. Quando si ha a che fare con il mondo della magia la fortuna non esiste. Di solito è la lattina a scegliere colui o colei che potrà usufruire del nostro potere”.
Magia, potere, maghi in lattina, la cosa non mi convinceva più di tanto e quindi in modo diretto dissi:
“Guarda, in tutta sincerità stento a credere a questa storia dei desideri, è tutto troppo assurdo. Ed in più, ora che ti guardo meglio, tu sei Fabiana Desi, frequenti la mia stessa scuola, quindi deve trattarsi sicuramente di uno scherzo”
“Effettivamente è quello il nome che uso nel vostro mondo”
“Nostro mondo?”
“Si, quello dei mortali. Noi esseri magici, anzi per dirla meglio noi maghi dei desideri, fino all’età di quindici anni viviamo una vita normale, come tutti gli esseri umani, poi il giorno del nostro quindicesimo compleanno riceviamo poteri magici e la nostra anima viene associata ad una lattina, di solito ci vogliono quasi trent’anni prima che un novellino sia evocato ma nel mio caso ne sono passati appena due, si vede che sono una maga speciale”
“Stento ancora a crederci”, di fronte al mio ennesimo rifiuto di guardare in faccia la realtà, la ragazza schioccando le dita fece smettere di piovere, poi muovendo la mano destra verso il cielo, allontanò le nuvole nere e fece risplendere il sole, infine con un nuovo schiocco delle dita, i miei vestiti si asciugarono, poi con aria soddisfatta e compiaciuta disse:
“Ora mi credi?”
“Certo”, risposi sorridendo, poi aggiunsi “Ora capisco perché sei la ragazza più intelligente della scuola …”, ma la ragazza prima mi fulminò con lo sguardo, poi avvicinandosi con tono forte, ribadì: “Non ti permettere mai più di dire una cosa del genere, io ci tengo molto allo studio e non ho bisogno di usare i miei poteri per andare bene a scuola, basta la buona volontà e l’impegno”
“Scusami, non ti arrabbiare, prometto che non dirò mai più una cosa del genere”, poi cercando di cambiare argomento chiesi: “Come funziona questa storia dei desideri? Ho qualche limite di tempo?”
“Puoi chiedere quello che vuoi e quando vuoi. Soldi, Potere, Ragazze, Fascino, Fama, Auto di Lusso. Io continuerò la mia vita normalmente e sarò legata a te fino a quando non esprimerai l’ultimo desiderio. Quando mi vorrai evocare, ti basterà dire Wish ed io comparirò”.
In quel momento la mia mente fu affollata da tanti pensieri ma la prima cosa che mi venne da dire fu:
“Effettivamente mi ci vorrebbe proprio una bella fidanzata”, poi ci pensai meglio e sorridendo precisai: “Però che senso avrebbe stare insieme ad una persona che non ti ama, anzi, che crede di amarti per colpa di un incantesimo. Se non c’è amore non ci può essere nemmeno una vera coppia, sarebbe tutto un imbroglio. Per dirla meglio, io sono una di quelle persone semplici, odio avere cose senza che me le sia guadagnate, non sono ne avido e tanto meno un megalomane, quindi mi sa che hai trovato un brutto cliente", poi sempre rivolto alla ragazza aggiunsi:
“Per ora non ho niente da esprimere, se vuoi, puoi anche andare”
“Non ti preoccupare, oggi non ho nulla da fare, ed essendo il mio primo giorno da maga dei desideri effettivo, ho deciso che lo passerò con te che sei il mio padrone”
“Ti prego chiamami Maurizio, e comunque sto andando solo a casa”
“Non si sa mai, forse strada facendo potresti avere bisogno di un desiderio”, rispose la ragazza facendo l’occhiolino. Detto fatto, sulla strada verso casa ci imbattemmo in una signora e sua figlia, la bambina che avrà avuto all’incirca quattro o cinque anni, stava camminando in modo più svelto rispetto a sua madre, e sorridendo stava gustando un cono gelato quando ad un tratto inciampò e cadde a terra facendo rovesciare il cono. La prima ad avvicinarsi alla bambina fu Wish che rimettendola in piedi vide se stava bene, poco dopo si avvicinò la madre ed infine io, per fortuna la ragazzina stava bene ma guardando il cono spiaccicato sul marciapiede, iniziò a piangere, quindi rivolgendomi alla piccola dissi:
“Lo sai che questa ragazza”, ed indicai Wish, “sa fare le magie?”
“Davvero?”, domando la ragazzina abbozzando un timido sorriso:
“Si”, poi mi voltai verso la maga e dissi:
“Desidero un super cono gelato con gli stessi gusti di quello che è appena caduto a terra”, la ragazza, anche se con aria un po’ diffidente, schioccò le dita ed un super cono gelato comparve nelle mani della ragazzina che tutta contenta iniziò a mangiare. Dopo che sia la madre e sia la piccola ci ringraziarono, riprendemmo il cammino verso casa, in silenzio, fino a quando Wish non disse:
“Lo so che sei tu che comandi ma è stato un po’ stupido come desiderio”
“Non è vero, se è servito a far tornare il sorriso a quella ragazzina ne è valsa la pena”, risposi sorridendo.
BINABASA MO ANG
L'ULTIMO DESIDERIO
Short StoryProvate ad immaginare di trovarvi al cospetto di un genio che vi concede di esprimere 4 desideri senza limitazioni ne di tempo e ne di potere. Cosa gli chiedereste? Forse è difficile pensarci cosi su due piedi. Nel frattempo vediamo come si è compo...
