Non ero pronta per niente, non volevo rivedere l'uomo che ha distrutto la mia famiglia in mille pezzi. Non volevo rivedere mio padre.
Per i prossimi 3 mesi d'estate sarei rimasta a casa sua, in California, nella sua lussuosa casa. Avevo voglia? Per niente. Volevo soltanto restare a casa mia, con mia mamma ed i miei amici, invece eccomi qui, su una stupida auto in viaggio per le prossime tre ore.
Straziata mi appoggiai sul finestrino e chiusi gli occhi per un tempo indeterminato, e non mi mossi finchè la macchina non si fermò, segno che eravamo arrivate. "Jhoe, scendi che siamo arrivate" mi sussurrò mia mamma strattonandomi leggermente la spalla, "Che gioia" risposi ironica con un finto sorriso sul volto. Lei mi rispose scuotendo la testa e avviandosi all'entrata della casa. Mi alzai dal mio comodo sedile e mi diressi anche io all'entrata pronta per rivedere l'uomo che ci aveva abbandonate.
Mia mamma suonò più volte alla porta, e dopo infiniti attimi mio padre venne ad aprire. Era lo stesso uomo di 11 anni fa, solo con più barba. Non osai aprire bocca.
"Ciao Helena" disse mio padre rivolto a mia madre, "Travis, da quanto tempo!" disse a sua volta mia madre. Proprio non riuscivo a capire come mia madre potesse ancora rivolgergli la parola. Rimasi invisibile finchè mio padre non si girò verso di me e il sorriso si allargò, poi disse "Jhoe, guarda come sei diventata grande e bella", stizzita e antipatica risposi "Non lo sono scuramente diventata grazie a te", e così lo scansai e mi avviai alla ricerca della mia camera non prima di aver salutato mia madre.
Dopo aver vagato 15 minuti per la casa, finalmente trovai la mia camera.
Era davvero enorme.
Aprii gli armadi ed iniziai a sistemarci dentro le mie cose, lo stesso feci con gli sportelli in bagno. Era tutto pronto.
***
Quando mia madre se ne andò sentii un vuoto nello stomaco. Come poteva lasciarmi qui con lui?
"Jhoe, la cena è pronta, se ti va di venire.." disse mio padre.
"Vado a fare un giro" risposi semplicemente, mettendo le scarpe ed una felpa. Uscii di casa e l'odore del mare inondò le mie narici. Notai la spiaggia davanti a me, con varie persone ed un falò che emanava calore.
"Una festa" pensai subito.
Curiosa andai a vedere come procedeva.
Appena misi i piedi nella sabbia mille brividi pervasero il mio corpo, adoravo la sabbia. Continuai a camminare fino ad arrivare alla festa, ed avere una visuale della situazione.
Molte persone stavano bevendo, altre ballando ed altri giocando a giochi strani.
Continuai a camminare finché non notai un campo da beach volley. Molte ragazze e ragazzi stavano giocando. Mi avvicinai sempre di più, finché un ragazzo mi venne addosso facendomi cadere.
"Idiota, guarda dove vai" gli dissi poco gentilmente.
"Io? ma sei cieca o no? Qua c'è una partita di pallavolo" rispose stizzito.
"Ah quindi dato che c'è una partita di pallavolo scaraventarsi addosso alle persone è normale, no?" risposi io.
Vidi il ragazzo passarsi più volte le mani nei capelli, e poi porgermela.
"Mi dispiace..."
"Jhoe" dissi afferrandogli la mano.
"Oh, io sono Cameron" disse tirandomi su, fino a scontrarmi contro il suo petto.
"Sei nuova qui?" disse Cameron con aria curiosa.
"Si sono venut..."
"Cameron Dallas se non muovi il culo sarai espulso dalla partita!" urlò un ragazzo dal campo.
"Beh, io devo andare. É stato un piacere, Jhoe" disse lui sorridendomi.
"Lo è stato solo per te" gli dissi mentre lo vidi andare via.
-
Buongiorno, questo é il mio primo capitolo ee spero che vi piaccia. Questa fanfiction é ispirata al film "The last song", anche se ovviamente ci saranno cambiamenti.
La storia è solamente all'inizio è presto scoprirete di più su entrambi i protagonisti.
Scusate per eventuali errori.
Un bacio.
ŞİMDİ OKUDUĞUN
the last summer / cameron dallas
Hayran Kurgu" Cameron vattene. " urlai in lacrime. " No Jhoe, non me ne vado" rispose lui. " Perché continui ad insistere?" dissi io. " Perché ci sono persone destinate a stare insieme. " finii lui prendendomi il viso tra le mani e stringendo il mio corpo tra l...
