'sei pronta Ca!?' urlò Sofia da dentro al pullman
'si, arrivo, sto prendendo la felpa dalla macchina' urlai correndo
'sempre la solita ritardataria' disse lei
'carlotta medi' chiese al microfono Agnese, la ragazza che stava facendo l'appello
'presente!' risposi
l'appello finí e partimmo per Madonna di Campiglio, un piccolo paesino nel nord Italia.
era la mia prima vacanzina di questo genere, eravamo in 300 circa con tutte le comunità: Ravenna, Imola, Faenza, Lugo e Forlì. non vedevo l'ora di conoscere nuova gente, soprattutto gli imolesi, perché io sono metà imolese, da parte di mia mamma e ho passato la mia infanzia con loro, non so se però loro si ricordano di me come li ricordo io.
dopo circa due ore che eravamo in pullman alcuni miei amici hanno iniziato a suonare la chitarra e a cantare e, ovviamente, tutti noi li avevamo seguiti.
finito questo "break musica" ci siamo fermati in autogrill a fare colazione e dopo dieci minuti siamo ripartiti.
l'autobus sembrava diverso, come se ci fosse entrato qualcuno che non conoscevo, però questo presentimento passo presto quando mi resi conto che era solo un mio punto di vista e non era oggettivo. per le ore successive parlammo e giocammo a carte fino a che non fummo arrivati a destinazione e non ci annunciarono le camere: io ero nella stanza 221 con Sofia e Beatrice: me ne avevano parlato molto di quest'ultima, era l'ultimo anno che poteva frequentare questo genere di vacanzina ed ero contenta di averla in camera, un modo in più per conoscere nuova gente.
andammo in camera e ci stendemmo tutte e tre sul letto. ben presto fu ora di mangiare: avevo un'ansia tremenda.
ovviamente non poteva mancare la figura di merda: quando andai a prendere il pane mi scontro contro un ragazzo: occhi verdi, più alto di me, castano, pelle né chiara né scura e aveva l'aria di uno non tanto sveglio, però era così bello
'scusa' gli dissi a bassa voce
'figurati, piacere, Francesco' disse porgendomi la mano
'ca-carlotta' dissi sorridendo e stringendogli la mano
'ci vediamo in giro allora, ciao!' disse con un sorriso stratosferico
notai che aveva due fossette solcate quando sorrideva e i canini più lunghi rispetto agli altri denti: era perfetto, dio.
alla fine della cena andammo tutti nella sala grande dell'albergo: assomigliava più a un teatro, aveva il palco e molte finestre e a destra del palco c'erano molti computer per regolare musica, luci e microfoni.
cercai con lo sguardo quel ragazzo che avevo incontrato prima. aveva un che di misterioso che mi aveva fatto perdere la testa così da subito.
cercandolo invano, mi rassegnai, forse non era neanche del gruppo in cui ero io ed era un semplice ospite dell'albergo
dopo dieci minuti inizio la serata e vidi arrivare i chitarristi sul palco: uno per ogni comunità.
alzai lo sguardo: era li, suonava da dio, era la combinazione perfetta: bellezza, simpatia e musica.
suono per circa mezz'ora poi si mise tra il pubblico e lo persi di vista
finita la serata ero stanca morta, però decisi di restare di sotto ancora per un po', volevo trovarlo di nuovo, magari scambiarci due parole o semplicemente stare lì a guardarlo.
scendendo le scale per andare nella hall dell'albergo mi sentii stringere ai fianchi e mi girai di colpo: era lui
'ehi ciao' dissi con aria meno nervosa del nostro primo incontro
'ciao bella' disse lui sorridendo 'ci andiamo a bere una birra?'
accettai e andammo al bar dell'hotel: parlammo ininterrottamente per un'oretta e poi andammo a letto..salendo scoprii che aveva la stanza davanti alla mia
entrai in camera piena di gioia e mi steso sul letto: non avevo nemmeno notato che le mie due coinquiline erano già lì e mi stavano guardando stranite
'è successo qualcosa?' dissero in coro le due
'ho fatto amicizia con un ragazzo, niente di che' dissi con il sorriso stampato sulla bocca
'si vabbè questa è andata' disse Sofia
'notte' disse bea
'notte'
mi misi il pigiama e mi lavai i denti e poi mi misi a dormire: questa vacanza non può che migliorare.
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him.
RomanceCarlotta era una ragazza che, nonostante avesse 15 anni, non aveva ancora capito come si facesse a vivere bene, quale fosse il segreto della vita, il perché ci tenesse vivi se la sua unica funzione era soffrire, finché un giorno non lo ha incontrato...
