"L'INIZIO DELLA FINE"

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Buio...

Ansia...

Paura...

Morte...

Sangue...

Orrore...

Sono queste le parole che servono a descrivere una storia così?...Chi lo sa...una bambola assassina pronta a uccidere chiunque gli capiti a tiro...lui farebbe di tutto pur di rientrare in un corpo umano...la vista del sangue che si sparge sul pavimento non gli regala neanche un po' di timore...niente...lui, grazie alle sue malefatte, é diventato uno dei più grandi killer mai esistiti nella storia...purtroppo c'é solo il fatto che...nessuno crederà alle storie raccontate dalle sue vittime sopravvissute...che sono : Andy Barclay, Karen Barclay, Kyle e Nica. Queste quattro, sono le persone che hanno dovuto subire le angoscie di quella bambola assassina. Andy è vissuto in solitudine per molti anni, senza l'affetto dei suoi genitori. Karen è stata rinchiusa in un manicomio perché ha cercato di raccontare la sua sanguinosa storia. Kyle ha rischiato più volte di morire per salvare Andy. Infine Nica non solo è diventata disabile dalla nascita ma ora è nella stessa situazione di Karen. Tutte queste tristi storie sono state causate...

da Charles Lee Ray, meglio noto come Chucky La Bambola Assassina!

La storia che andrete a leggere, racconta l'ultimissimo tentativo del nostro Chucky di rientrare in un corpo umano pr continuare a commettere le sue pazzie in completa tranquillità, senza che nessuno lo riconosca

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La storia che andrete a leggere, racconta l'ultimissimo tentativo del nostro Chucky di rientrare in un corpo umano pr continuare a commettere le sue pazzie in completa tranquillità, senza che nessuno lo riconosca. Detto questo, vi lascio alla storia...

Tutto iniziò in una giornata con una forte tempesta di vento, nonostante fosse il 25 giugno e l'estate era arrivata da poco. Ci troviamo in una città italiana, nella provincia di Salerno : Scafati si chiama. Non è molto famosa come città, anche se tempo fa era chiamata "La piccola Venezia" in quanto era molto navigabile dal fiume che l'attraversa, ovvero il Sarno che oramai é diventato il fiume più inquinato di tutta l'Europa.
A Scafati c'è una traversa : la Traversa Manfredino, ed è qui che iniziò...la fine...
Un camion stava attraversando questa piccola via, fino ad arrivare alla fine dove c'era un'enorme cancello verde che chiudeva dietro di sé una grande casa in cui abitava la famiglia Manfredini. Che coincidenza, eh? Stessa via, stessa famiglia. Comunque, quando il camion si fermó, da lì scese un ragazzo con una scatola in mano, che, appunto, si occupava di consegne. Il ragazzo bussò al cancello. Dopo qualche minuto ad aspettare, capì che in casa non c'era nessuno e dunque lasciò il pacco davanti all'entrata, sperando che nessuno venisse a rubarselo, anche se era al quanto difficile, in quanto in quella traversa non si vedeva passare mai nessuno. Il ragazzo se ne andò col camion, a consegnare il suo prossimo pacco. Tutto sembrava tranquillo : la tempesta era ancora la stessa, con vento forte e alberi che sembravano in punto di cadere da un momento all'altro. C'era un silenzio incredibile, ma questo si interruppe dopo qualche minuto ; dal pacco che aveva lasciato il ragazzo, fuoriuscì un coltello affilato, che man mano passò tutta la scatola, fino ad aprirla. Prima delle mani fatte di gomma, poi...la testa...era Chucky, che si era appena risvegliato da un sonno che fece durante il viaggio dall'America all'Europa. La sua faccia era normale, senza segni di cuciture presentati in passato.
Dopo essersi guardato intorno, uscì dal box che lo teneva rinchiuso, facendo cadere a terra qualche pezzo di poristirolo. Si avvicinò al citofono della casa e non appena vide il cognome Manfredini inciso su quel rettangolino gli scappó un sorriso divertito, uno di quei sorrisi che fanno tutti i pazzi maniaci nei film. Dopo essere rimasto a fissare la scritta, la sua vista si spostò sulla casa e la studiò attentamente : era abbastanza grande, dipinta di un giallo vecchiastro. A destra c'era il garage che era praticamente all'aperto, e sorretto da un tetto con alcuni pilastri sotto. Poi a sinistra c'era una rampa con circa 7 gradini che portavano all'ingresso. Poco più sopra la rampa c'era un lungo balcone con alcuni panni stesi che si prendevano tutto il vento per essere asciugati. Tutta la casa si affacciava su un grandissimo terreno con alcune panchine e affianco un'altra casa più piccola della prima, che probabilmente apparteneva alla stessa famiglia. Lo sguardo di Chucky era fisso sulla casa, come se stesse studiando un piano per infiltrarsi senza farsi notare troppo. Ad un certo punto, dal balcone uscí una signora sui quarant'anni intenta a raccigliere i panni cercando di non farli portare via dal vento. Chucky, come d'istinto, si nascose dietro il muretto osservando l'azione che compiva la donna. Ad un certo punto notò un sassolino ad un passo da lui. Lo raccolse e miró la cancellata. Con tutta la forza che aveva in quel corpo di gomma, lanció il sassolino contro il cancello emettendo così un rumore abbastanza forte da far sobbalzare la donna che stava per portare i panni dentro l'abitazione. Lei osservó la zona in cui si era verificato il rumore e poi rientrando in casa iniziò a parlare.

"LA VENDETTA DI CHUCKY : L'Atto Finale"Historias para obsesionarse. Descúbrelo ahora