I capitolo

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Sono le 8:00 di agosto.
Oggi ho deciso di uscire, dopo tanto tempo.
Quindi inizio a preparami non curando all'aspetto esteriore, esco di fretta prendendo con me sempre le mie cuffiette e il mio cellulare e faccio partire la riproduzione casuale, iniziando a camminare per le strade del mio paesino. Non ricordavo così il mio paesino, dove gente fuma e si droga, questo non è il MIO paesino. Vedo - continuando a camminare - un gruppo di ragazzi che fumano e comprano sigarette tra cui alcuni di questi ragazzi sono di 12 anni. Io ricordo le strade piene di ragazzini che giocavano, ridevano, scherzavano, non ragazzini che fumano e bevono. Decido così di smettere di fissare quel gruppo di ragazzi e di dirigermi verso il centro della città, dove incontro - dopo non so quanto tempo - le mie migliori amiche Valentina e Michela e parlo con loro attraverso Whatsapp. Appena mi vedono vengono incontro per salutarmi in un loro speciale abbraccio. Da lì mi hanno costretto a venire con loro a fare colazione, ma ho detto loro che avevo già fatto colazione - il ché non è vero, perché non avevo fame - ma comunque ho detto che ci potevamo sentire per fare un caffè. Ma niente da fare, come sempre mi hanno trascinato per tutta la strada dicendomi che non potevo restare sempre chiusa dentro casa e che tral'altro dovevo muovermi a fare le valigie perché fra tre giorni devo andare con loro a Milano. Così ho detto - Se dovessi muovermi allora devo assolutamente andare a casa - ma loro in coro - Tranquilla oggi veniamo noi e ti diamo una mano - meglio non contradirle altrimenti non finiremo più di discutere. Dopo le noiosissime ore passate a parlare di ragazzi e i loro fidanzati ricordandomi di non essere fidanzata, si fa viva mia mamma , scrivendomi - Ele, ti ho detto mille volte di avvertire me o tuo padre che sei fuori, dimmi dove sei così vengo a prenderti - così le risposi dicendole - Mamma, una volta che esco dopo tanto tempo potrei almeno questa volta giustificarmi? Sono con Vale e Miki al bar vicino all'ufficio di papà - era ormai da tanto che non vededo l'ufficio di mio papà, e devo dire che è cambiato tutto, è rimasto solo quella fontanina, quella piccola fontanina dove da piccola giocavo con mio fratello Luca prima che lui ci dicesse addio, aveva solo 7 anni e io 4, tutta colpa di quella macchina, non me la dimentico cazzo. Persa nei miei pensieri, arriva mamma con il suo fidanzato Carlo - hanno decisi si sposarsi - molto simpatico e pieno di allegria. Salgo in macchina e vado a casa. Appena entrata in camera arriva un messaggio da Vale - Ele, veniamo intorno alle 4:30 con noi viene anche Giacomo -. Perfetto oltre a loro viene anche Giacomo. - Che ne dici se venite adesso? Vi preparo da mangiare - non faccio in tempo a lasciare il cellurare che arriva un altro messaggio - Va bene, apri il portone che stiamo arrivando -. Inizio a preparare la tavola, e sento il campanello. È mio papà. Gli apro la porta. Inizia a urlare per casa dalla gioia, gli chiedo così - Come mai tutto questo entusiasmo? Che è successo - mi risponde - A breve, conoscerai Nadia, la mia nuova fidanzata - io ero molto contenta per lui - Cosa sento, papà fidanzato, non vedo l'ora di conoscerla - colgo l'occasione per questo momento gioioso per chiedergli se Vale e Miki e Giacomo possono venire per pranzo - Papà, Vale Miki e Gia possono venire per pranzare? - con un tono abbastanza scherzoso mi dice - Non sono mica tua mamma...possono venire -. Fantastico momento migliore non ce né. Sento il campanello e penso - sono loro -, invece no era mamma, - Resto a mangiare da Carlo - e si aggiunge anche papà - Anche io resto a mangiare da Nadia - e io - Quindi ho casa libera? - in coro rispondono - Si, mi raccomando fa la brava e divertiti -. Ordino le pizze.
Sono le 5 e né Vale né Miki non rispondono al cellulare. Aspetto.

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