Back in Black

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Entrai sbattendo la porta dietro di me, lasciandomi andare all'indietro e appoggiandomi a quel pezzo di legno, scivolando a terra.

Basta, pensai.

Afferrai una scarpa col tacco e la lanciai via arrabbiata.

Basta, basta, basta!

Presi anche l'altra e la scagliai contro la parete, con più forza, lasciandoci un segno.

Bene, un'altra ragione per darmi dell'idiota.

Ne farò mai una giusta?

Mi alzai lasciandomi scivolare di dosso la borsa e il cappotto. Mi spinsi in bagno.

No, non potei fare a meno di pensare.

L'immagine che lo specchio rifletteva non potevo essere io.

Come avevo potuto scendere così in basso?

Guardai quel vestitino tutto attillato e corto.

"Troia", lo sentii urlare nella mia testa.

Mi sentivo stretta in quella stoffa, ma toglierlo non sarebbe stato sufficiente.

Mi ero vestita così per lui!

Quello stronzo arrogante....

Prima pretende che mi vesta così e poi fa scenate. Incredibile!

Ma pure tu, lo sapevi che avrebbe fatto così, dovevi troncare tempo fa i rapporti....grazie voce di merda interiore!

Vidi un paio di forbici e le afferrai.

Dalla gonna iniziai a tagliare la stoffa fino al collo. Lasciandolo cadere al suolo, a pezzi.

Poi passai ai collant, stretti e comprimenti. Tagliai anche quelli, uno per gamba fino al ginocchio poi li sfilai via.

Mi guardai ancora, in cerca di qualcosa che riflettesse quella che ero io.

Quei capelli lunghi.

Strinsi i pugni.

Quei capelli che LUI voleva lunghi. Perché a LUI piacevano così e non potevo tagliarli.

Ah si?

Presi una ciocca e la tagliai poco sotto il mento. Stretti tra le mani quei capelli mi davano un senso di vuoto (che cavolo ho fatto?!), ma soprattutto di vittoria, così afferrai altre ciocche e tagliai: ancora, ancora e ancora. Lasciando cadere al suolo quell'esubero che non volevo più.

Alla fine sembravo una pazza. Ma ero felice!

Era da tanto che non provavo più quella sensazione di leggerezza nel petto. Di decidere per me, che fosse una cosa giusta o sbagliata. Ed ogni tanto ne sentivo proprio il bisogno.

Mi passai le dita fra quei poveri capelli, così leggeri ormai che non potevo far a meno di stringere la mano per contenerli e continuare a sorriderne. Erano davvero tagliati male, però! Dovevo ammetterlo. Così, dopo la tempesta, un po' di calma mi invase l'anima e mi permise di affrontare con tranquillità quella fase. Mi dedicai a sistemare le lunghezze e aver un taglio più normale.

Quando ne fui soddisfatta mi lasciai sfuggire un altro sorriso.

Ma qualcosa mancava. Erano un biondo sciatto, era qualcosa ancora troppo legata a lui.

Lui....a cui non volevo neanche pensare.

Aprii lo sportello sotto il lavandino e tirai fuori la scatola con vecchi shampoo color, tinte e simili...scavando un po' trovai quello che volevo. Aprii la confezione e ne spalmai il contenuto su tutti i capelli, per bene. Cercando di coprire ogni singola ciocca.

Back In BlackWhere stories live. Discover now