Capitolo 1: L'irlandese

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La vistosa insegna, dalla scritta rosso amaranto, diceva "Hawkeye Tack & Western Wear". Sopra di essa un artificiale cavallo marrone.
L'edificio rettangolare incastonato tra Maple Street e Lyon Street, un anonimo negozio di abbigliamento western della trentesima strada, di fronte alla fiera dello stato. Evento del giorno alla fiera: bevande ghiacciate, ottimo cibo e musica dal vivo. Band d'apertura i Trip Defiance.
Una sobria giornata di maggio. Un giovedì per nulla diverso dagli altri giorni, monotono, ripetitivo, piatto, interminabile, nauseante, giorni di strascicate ore. Il sole cominciava a pizzicare la pelle. L'abbronzatura stentava a palesarsi.
Posai il fondoschiena sulla panchina in legno posta di fronte al mio negozio. Presi una pausa dalla noia per fumare una sigaretta. Non ero schiavo delle sigarette, era un modo come un altro per ammazzare il tempo. Il fumo non lo respiravo neppure. Alla mia sinistra, di fianco a me, seduto su quella panchina, su quel monumento ai patetici, c'era il solito irlandese, Christian Murray, conosciuto dal quartiere anche come "Chris il pazzo". Passava le giornate di fronte al negozio, seduto a spiare i passanti e le loro magnifiche vite, a scambiare due parole, a bere Jack Daniel's e a fumare scadente tabacco trinciato.
L'appellativo pazzo era dovuto al fatto che Chris era un contenitore di disturbi mentali. All'interno dell'abnorme cranio convivevano disturbo della personalità, schizofrenia, psicosi e paranoia. Si diceva che nelle sue vene scorresse l'eroina al posto del sangue. Mi confidò di aver provato di tutto, morfina, cocaina, crack, anfetamine, barbiturici, ipnotici, depressivi, anticonvulsivi, benzodiazepine, LSD, mescalina, ecstasy, marijuana, hashish, qualsiasi sostanza stupefacente che si potesse fumare, iniettare in vena, sniffare, ingoiare o ficcare su per il culo.
Se non fosse stato per la smania di evasione dalla vita reale, avrebbe conquistato il mondo intero. Dalla forza sovrumana, un colosso di due metri, un manzo irlandese. Spalle larghe, da giocatore di football, gambe robuste, pilastri di cemento, vanghe al posto delle mani. Di bell'aspetto, mascella squadrata, barba incolta, occhi verdi. Ai tempi del College parecchie ragazze si bagnavano per lui, finché non iniziò a parlare di elefanti rosa, scolopendre sotto pelle e draghi nella canna fumaria.
Vestiva da pezzente, con i pantaloni strappati, ai piedi i soliti infradito in cuoio e sulle spalle un cappotto da marinaio sudicio e consumato. Un cappotto in cotone cerato, con ampi rever classici e chiusura doppiopetto sul davanti, con bottoni in stile nautico, tasche a filetto rinforzate sui fianchi, maniche lunghe con fodera in raso, chiusura con linguetta e bottone sui polsini, quest'ultimi visibilmente sporchi.
Chris si tagliava i capelli da solo, li rasava a zero con una lametta. Ad un uomo dalla testa grande non gli si addice. Al centro della fronte si era fatto fare un vistoso tatuaggio, una croce celtica. Glielo fece un tatuatore alle prime armi, sempre alla ricerca di cavie sulle quali fare pratica. Il tatuaggio non venne un granché bene.
Viveva nella squallida stanza di un motel da quattro soldi, si manteneva con una pensione di invalidità. Soffriva di cirrosi epatica, epilessia, allucinazioni, atrofia cerebrale, schizofrenia, psicosi e artrosi all'anca.
Per un paio d'anni lavorò in alcune fattorie del granaio d'America. Quando non fu più in grado di lavorare si diede al suo hobby preferito, sconvolgersi con alcol e droga. Le sue gesta nel quartiere erano combustibile per le dicerie e le malelingue locali. Giravano delle storie su di lui che non lo rendevano uno stinco di santo. Pedinamenti, molestie sessuali e gesti bizzarri ai danni di minori. Il giorno della vigilia di Natale si mise nudo sopra il tetto di casa di una anziana signora a urinare e a cantare a squarciagola My Sharona.
L'unica possibilità per lui di evadere era rappresentata dalla panchina di fronte al mio negozio.

Contemplavo il brullo paesaggio, frastagliate nuvole bianche multiforme muovevano verso ovest spinte da un vento fiacco. Si udiva il motore di un tosaerba, il vicino stava tagliando il prato del proprio giardino. L'odore dell'erba appena tagliata si stagliava nell'aria. Essendo allergico alle graminacee mi provocava un leggero prurito al naso.
Chris teneva la sigaretta senza filtro tra le dita, tra l'indice e il medio, senza fumarla. La mano all'altezza del petto. Gradualmente la cenere si staccava dalla sigaretta, sgretolandosi per poi finire sui pantaloni, sporcandoli. Si guardava attorno circospetto, girando il largo collo a destra e a sinistra, stava seduto, gambe accavallate, gli occhi semichiusi, lo sguardo perso, la bocca impastata. Nell'angolo destro della bocca si era formata una pallottola biancastra di saliva. Faceva ciondolare il sudicio infradito appeso al piede destro.
«Le esplosioni di maiali nelle porcilaie, ecco un argomento del quale si dovrebbe discutere» esordì l'irlandese.
«Informazione spicciola di buon mattino» dissi io, senza guardare il mio interlocutore.
«Dobbiamo parlarne, è fondamentale che se ne parli.»
«Lo so, me lo hai detto altre volte.»
La piorrea stava divorando la trascurata dentatura dell'irlandese.
Fuoriusciva del sangue e del pus dalle gengive. Faceva ribrezzo.
«Non è abbastanza, dobbiamo essere pronti» disse in tono austero.
«Pronti per cosa?»
Riusciva a coinvolgermi nei suoi demenziali discorsi da predicatore di nicchia. Riempivo il vuoto lasciato dalla noia con illogici argomenti.
«Sei forse cieco?! È la chiesa, utero a noleggio della matriarcale massonica trinità terrena. È colpa loro. Operano per conto di Dio. Siamo in scacco, scacco matto, e tu... tu sei un atomo.»
«E tu sei fuori di testa. Finirò in un ospedale psichiatrico prima o poi a furia di ascoltarti.»
«Non capisci, o non vuoi capire, oggi come ieri la chiesa è figlia del suo passato. Il suo unico scopo è imporre il loro verbo. È la vecchia caccia alle streghe, esiste ancora, in una forma meno cruenta, ma esiste. Fanno esplodere quei poveri maiali con il solo potere della mente. È un modo per dire al mondo di stare attento, i porci incestuosi moriranno se non ci sarà la redenzione. È tutto molto chiaro. Deve esserlo. Sai cosa facevano a coloro che consideravano streghe? Sai quali erano i sistemi di tortura della Chiesa?» Parlava in modo spedito, sembrava avesse imparato a memoria le parole. Le labbra si muovevano svelte come quelle di un pupazzo di Jeff Dunham.
«Ho una vaga idea in proposito.» Sputai dalla bocca nuvole di fumo.
«Erano capaci di inserire un topo vivo nella vagina o nell'ano della cosiddetta strega. La bestiola, con la testa rivolta verso gli organi interni, cercando affannosamente una via d'uscita, graffiava e rodeva le carni e gli organi dei suppliziati. Te ne dico solo un'altra, giusto per farti un'idea, la mastectomia. Uno dei più famosi casi che si conosca in cui fu usata questa tortura è quello di una donna tedesca. Dopo essere già stata torturata, fu spogliata, i suoi seni furono strappati e, davanti ai suoi occhi, furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli adulti.»
«Ok, ho afferrato il concetto. Basta così o le uova e il bacon di stamattina verranno fuori per darci un saluto» lo interruppi, disturbato dalla pseudo lezione di storia.
Quando parlava era come se stesse per avere un orgasmo e poi d'un tratto interrompesse il coito. Delle volte capitava che si bloccasse per una decina di secondi, per poi riprendere il discorso da dove lo aveva lasciato. L'encefalo più disastrato che avessi mai conosciuto. Là dentro, dietro carne e ossa, doveva esserci il festival di Woodstock nella giornata del diluvio durante la pioggia.
«Capisci per quale motivo i maiali stanno esplodendo nelle fattorie del Midwest? È una conquista territoriale ed economica camuffata da missione apostolica. Gesù nel vangelo di Matteo dice: "Non potete servire nello stesso momento Dio e Mammona". Capisci? Dio e Mammona. Stanno cercando di avvisarci. I prossimi ad esplodere potrebbero essere gli umani» disse Chris, convinto che pendessi dalle sue labbra.
«Capisco cosa vuoi dire, o almeno credo.»
Senza trasportare il fumo nei meandri del corpo, rilassato, a modo mio, fumavo. Dialogavo con quell'eccentrico personaggio perché in sostanza non avevo nient'altro da fare, nessun cliente da servire.
La crisi economica e finanziaria attanagliava l'America e il mondo intero, l'ombra della grande depressione del '29 si stagliava all'orizzonte, coprendo ogni cosa. L'alto prezzo del petrolio, la crisi alimentare mondiale, l'elevata inflazione globale, la minaccia di una recessione, il crollo di fiducia dei mercati borsistici, il fallimento delle banche, una forte contrazione della produzione e degli ordinativi.
Dovevo ancora abituarmi all'idea di un negozio vuoto, privato di assidui frequentatori dalle formicolanti mani pronte a sfilare deceduti presidenti dal loro portafogli per acquistare il loro capo di abbigliamento preferito. La clientela scese drasticamente, di pari passo con la mia autostima e le mie motivazioni. Dagli errori del passato pensavo di aver imparato, e invece decisi di aprire un'attività. Un innato sadismo il mio.
Delle volte non volevo altro che quiete, volevo abbandonarmi al destino di fallito cronico. Appoggiare la testa sul cuscino, per non pensare più. Entrare nell'incoscienza, per non uscirne più.
«Come fai ad essere così tranquillo sapendo che potresti esplodere da un momento all'altro? Mi spieghi come fai?» proseguì Chris.
«Me ne frego, come fanno tutti quanti» risposi, risoluto.
«Mi stai dicendo che dovrei abbandonarmi all'indifferenza e unirmi al gregge di apatici che popola il pianeta?!» Spalancò la bocca, sorpreso.
«Proprio così amico mio» dissi, senza scompormi.
«No, non posso, non devo. Quanto dici è il verbo del rassegnato. Sarebbe stupido lasciare le redini. Il mondo ha bisogno di gente come me. Gli ingrati umani necessitano di un salvatore. Non darò ascolto alle tue parole, mi dispiace, seguirò la retta via.» Scosse la testa, disapprovazione per quanto dissi.
«D'accordo, segui la retta via, conduci il mondo alla salvezza. Liberaci dal male, se questo ti fa sentire meglio.» Lanciai una verticale scia di fumo verso il cielo pigmentato d'azzurro.
«La gioia degli umani è la mia gioia. Il loro dolore è il mio dolore. Scaccerò il demone della perversione che è intrinseco in ognuno di noi. Te lo prometto. È una promessa.» Porse la mano sporca per suggellare la promessa, gliela strinsi mio malgrado.
«Ora basta parlare di maiali che esplodono, ti dispiace concedermi qualche minuto di silenzio?» Ne avevo abbastanza di farneticanti argomentazioni. In quei giorni di fideistiche congetture, in diverse porcilaie del Midwest, avvennero misteriose esplosioni, secondo gli scienziati dovute ad una schiuma che emerge dalle fosse di letame di alcuni allevamenti. Sei allevamenti erano letteralmente saltati in aria dopo che il metano intrappolato in questa schiuma aveva preso fuoco senza un apparente motivo. La schiuma aveva l'aspetto di un gel appiccicoso e attirava i gas emessi dai batteri che vivono tra il letame.
«Quanti?» mi chiese il salvatore dell'umanità.
«Cinque minuti. Non chiedo altro.»
«D'accordo, te lo concedo.» Avrebbe voluto continuare la discussione per lui interessante, glielo si leggeva in volto.
Non dissi altro. Per cinque minuti si udì solamente il regolare brusio del tosaerba. L'irlandese si acquietò, limitando la questione al suo tormentato cervello, e finalmente potei rilassarmi. Nel marciapiede di fronte, un'obesa signora con indosso un paracadute viola, si portava dietro un chihuahua e la sua ostentata cellulite. Una Harley rossiccia sfrecciava sulla larga via, guidata da un vecchio dalle braccia brulicanti di tatuaggi. Alcuni li riuscivo a distinguere, una pin-up, un picchio muscoloso e un veliero sul raggrinzito braccio sinistro.
Fissavo degli insetti vagare per aria. Ripensai a quando mi venne l'idea di aprire un'attività nella parte ovest della città. Una selezione di abbigliamento western alla moda e di alta qualità. E inoltre indumenti da lavoro e accessori per chi ha una fattoria, per chi partecipa ai rodei o semplicemente ama lo stile di vita Country. Abbandonato il college perché stanco dei professori, di libri con argomenti per nulla stimolanti e perché non volevo pesare finanziariamente sui miei genitori, mi arruolai volontariamente nell'aeronautica. La carriera da soldato durò poco, mi bastò un anno per capire che non ero adatto per ricevere ordini, non ero adatto per sparare ad altri esseri viventi e non ero adatto per indossare una divisa. Fu uno spreco di tempo.

IOWAWhere stories live. Discover now