Capitolo I

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Pioveva il giorno che senza rimorsi lasciai la casa della mia famiglia, pioveva quando litigai con mio padre che non mi accettò. Quando lo incontrai però, quel giorno, c'era il sole.

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Era una giornata di fine Aprile, come al solito ero perennemente in ritardo, immerso nel traffico di Roma, alla guida della mia amata smart. Riflettevo sul perché, quel giorno non mi fossi dato malato. Arrivai nel negozio dove lavoravo da 4 anni ormai, con faccia funesta, conscio del fatto che una giornata iniziata in quel modo non poteva di certo migliorare, non avevo idea allora, di quanto mi sbagliassi. Fu una giornata intensa in cui di fronte ai miei occhi si palesarono, oche isteriche alla ricerca della gonna perfetta (la più corta), da indossare nelle notti brave in discoteca; donne in preda ad una crisi di mezza età che pretendevano una taglia 38 al posto della 46 e per finire, una bella riunione del personale dopo la pausa pranzo. Quella giornata disastrosa però ebbe un risvolto positivo, proprio poco prima della chiusura infatti, si presentarono una donna bellissima dai lunghi capelli neri e lisci, occhi neri, espressivi e con una maglia, dalla profonda scollatura che lasciava poco all'immaginazione, insieme a quello che non poteva che essere il suo fidanzato, bello come il sole col suo ciuffo ribelle, i suoi occhi verde smeraldo e un sorriso abbagliante e sbarazzino. Vedendoli pensai subito a come la vita fosse ingiusta, insomma davanti al mio naso, solo coppie felici e io ancora alla ricerca di un uomo, con cui poter passare, più, di una sola notte. I due si avvicinarono alla ricerca di un vestito per la donna, era palese non avessero mai messo piede nel negozio, tanto erano spaesati senza un' idea di dove trovare ciò che stavano cercando e anche se il pensiero di trovarmi difronte ai Brangelina all'italiana non mi entusiasmava per niente, decisi di avvicinarmi, un po' per curiosità, un po' perché in fondo era il mio lavoro. Negli ultimi mesi, ero riuscito a ottenere un contratto a tempo indeterminato, non potevo certo starmene con le mani in mano.
《 Vi serve qualcosa?》dissi con un sorriso a 32 denti, finto quanto i soldi del monopoly.
《 Si grazie, cercavo un abito bello ma semplice, non troppo provocante, non esattamente il mio stile, ma devo incontrare i miei futuri suoceri quindi...》Non so perché, ma appena la donna parlò mi venne subito da pensare alla fortuna di avere un uomo come il suo, bello si, ma anche alla ricerca di un futuro stabile e mentre le consigliavo alcuni abiti, sentii lo sguardo dell'uomo su di me. 《 Rosita, sbrigati, non abbiamo tutto il giorno, sai quanto Paolo detesti aspettare e voleva passare un po' di tempo con te, prima di presentarti ai suoi genitori.》Parlò con tono scocciato e così all'improvviso, in maniera talmente inaspettata, che girai la testa di scatto verso di lui, di questo passo mi sarebbe venuto un bel torcicollo, come premio delle mie prodezze, lo vidi guardarmi con un sorriso quasi imbarazzato che mi avrebbe potuto quasi trarre in inganno, se non fosse stato per i suoi occhi. Occhi furbi, maliziosi, con un velo di mistero che mi intrigava. Rosita, così avevo percepito si chiamasse zittì Claudio, finalmente avevo appreso anche il suo di nome, ma purtroppo per me fece in fretta, trovando il vestito che sembrava il più adatto a lei. Non era giusto, volevo poter ammirare quel gran pezzo di ragazzo ancora un po', insomma non capitava tutti i giorni che in un negozio di abbigliamento femminile si presentasse un adone del genere, etero o gay che fosse, dopo una giornata del genere mi sentivo in diritto di rifarmi gli occhi. Quasi come se avesse sentito la mia idea, Claudio le disse di provare altri abiti, in fondo era per un occasione importante e non c'era nessuna fretta... come non era lui, che le aveva detto di muoversi? Meglio non lamentarsi, per una volta che le cose andavano esattamente come volevo io, non volevo portarmi sfortuna. In seguito ad un altro scambio di battute Rosita entrò in camerino, lasciandoci finalmente da soli. Sembrava non aspettasse altro.
《Come ti chiami?》Una semplice domanda, mi aveva posto una semplice domanda e io troppo concetrato dallo schiudersi delle sue labbra pazzesche, non avevo capito nulla, bella mossa davvero...dovevo inventarmi qualcosa. Non feci neanche in tempo a trovare una via di fuga che Claudio mi salvò dalla mia stessa improvvisa goffaggine, richiedendomi il mio nome, gli risposi, forse in maniera troppo concitata e decisamente troppo entusiasta. Mi sentivo esattamente come una ragazzina in piena crisi ormonale, meno male che vado in discoteca ogni fine settimana o, a questa ora, gli sarei saltato addosso, pensai sconfortato. Dopo il reciproco scambio di nomi ci fu un silenzio imbarazzante, in cui lui mi osservava attentamente e io cercavo di guardarlo di sottecchi, senza riuscirci e imbarazzato tenevo lo sguardo fisso sul muro. Quella situazione era snervante, per fortuna la sua amica aveva trovato il vestito perfetto ed era pronta a pagare, altrimenti sarei diventato paonazzo e sicuramente, non era il caso. Era un semplice cliente, o in questo caso amico di una cliente, che diamine, dovevo darmi un contegno e poi nonostante i suoi sguardi poteva comunque essere etero, meglio essere realisti... . Finalmente mi sarei liberato presto di  quei due, diventati oramai per me solo una presenza scomoda e imbarazzante, erano già di fronte alla cassa, il mio tormento sarebbe terminato presto. Preso dalla smania di mandarli via e porre fine a quell'assurda situazione, insomma Mario Serpa non corre o sbava dietro a nessuno, mai, non mi accorsi che al ragazzo era caduto un orecchino proprio di fronte alla cassa.
《Ciao Mario, spero di rivederti presto》furono queste le sue ultime parole, accompagnate da un sorriso accecante, pensavo stesse solo scherzando, ma in fondo, in cuor mio, speravo anch'io di rivederlo presto. Non sapevo che quell' incontro sarebbe avvenuto, prima di quanto mi aspettassi...

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Hola a todos!
Allora questo è il primo capitolo della storia, spero vivamente vi possa piacere e niente se non sarà così, piangerò in un angolino ahaha. Eh niente, se vedrò che la storia vi piace vedrò di continuarla questa o la prossima settimana, byee

Se questo non è amore || CLARIOStories to obsess over. Discover now