Prologo

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Anno 2056
Washington, Stati Uniti D'America.

Erano giorni che papà stava attaccato alla radio in cucina e cercava di captare il segnale muovendo a destra e a sinistra la lunga antenna metallica.

Io ero nella mia cameretta a giocare con i trenini di legno che lo zio Klaus mi aveva regalato per il mio quinto compleanno, quando sentii urlare papà.

"Amanda, corri!"

La mamma passò velocemente davanti alla porta aperta della mia camera e si diresse in cucina.

Io uscii di soppiatto senza fare alcun rumore perché loro non parlavano mai di quello che stava succedendo in mia presenza, mi ripetevano sempre la stessa frase: "Sei troppo piccolo per capire, Noah. Torna a giocare."

Mamma chiuse la porta alle sue spalle per evitare di farmi ascoltare, ma io accostai l'orecchio al muro e sentii tutto.

La radio aveva smesso di gracchiare e si sentiva la voce metallica di una donna anziana.

"Shht, ascolta!" bisbigliò mio papà alla mamma che sicuramente stava per dire qualcosa.

"Salve a tutti cittadini del pianeta Terra, è la segretaria del governatore che vi parla. Ho una notizia bella e una brutta da riferirvi. Cominciamo da quest'ultima. Ormai, come ben sapete, il nostro pianeta sta esalando gli ultimi respiri. La situazione ci è sfuggita di mano e ben presto tutto quello che ci circonda sarà sommerso dalle acque. I ghiacciai hanno accelerato il loro scioglimento e la temperatura è in continuo aumento. Moriremo tutti nel giro massimo di un anno."

La vecchia signora fece una breve pausa e sentii mio papà battere un pugno sul tavolo di legno.

"Ma miei signori, è arrivato il momento della buona notizia!" continuò recitando.

"Come già vi era giunta voce, il nostro scienziato di fiducia Klaus Anderson e i suoi collaboratori hanno portato a termine tutte le loro ricerche e i loro esperimenti. È stato assodato che sul pianeta Gliese c'è una grande quantità di ossigeno, acqua e tutto il necessario per vivere."

Avevano ragione mamma e papà, io non capivo niente di quello che stava dicendo quella vecchia signora ma volevo comprendere a tutti i costi.

"Cosa succede mamma?" dissi entrando nella stanza.

I miei genitori mi fulminarono con lo sguardo e la mamma scese dallo sgabello venendomi incontro. Mi prese in braccio e mi fece sedere sulle sue gambe facendomi gesto di stare in silenzio avvicinando il dito alle labbra.

Io ubbidii e cercai di seguire il discorso difficile e lungo della donna.

"La su è tutto pronto, ognuno avrà la sua casa, il suo giardino, i bambini andranno a scuola e potranno giocare nei parchi. Se vi state ancora chiedendo perché mi state ascoltando, ecco la risposta: la settimana prossima si partirà, è tutto pronto. Nessuno verrà escluso ovviamente. Tutti partiremo e finalmente potremo vivere felici senza il pensiero fisso della morte."

La radio riprese a gracchiare e il papà la lanciò per terra frantumandola in mille pezzi.

"Mamma, dove andiamo?" Domandai girandomi verso di lei.

"Da nessuna parte tesoro, noi da nessuna parte." mi rispose con le lacrime agli occhi.

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