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Milioni di menzogne uscivano dai suoi occhi castani. Ogni parola che cadeva dalla sua bocca sapeva di bugia e ironia. Il suo tocco non trasmetteva veri sentimenti. Negan era una menzogna vivente. E io ero un'idiota. Una pecorella sperduta che voleva divertirsi un po' fuori dal gregge. Era diventato la mia droga. Con ogni calunnia detta dritta nei miei occhi, mi sentivo sempre più intossicata. Lo volevo. Lo seguivo ciecamente, credendo le sue storielle come un bambino piccolo. Mi piaceva. Colorava la mia grigia realtà. Dovevo credere in qualcosa, volevo credere in qualcosa, e le sue menzogne ne erano degne. Una nuova religione.
Adoravo il modo in cui mi parlava. Mi assicurava che non mi avrebbe mai fatto del male. Mantenne la promessa. Lesioni nel cuore non erano previste. Era solo un incidente. Mi pugnalavo da sola, non mi proteggevo. Lo permettevo. E lui non mi toccò mai, come promesso. Mi piaceva. Ne avevo bisogno. Lo odiavo.
Non sapevo vivere senza di lui.
—Tesoro, sono quello di cui dovresti avere paura. —disse con nonchalance. —Quello che ha sulle mani il sangue degli innocenti. Quello senza pietà. Quello che ha cessato di esistere. Tesoro, sono un dolce serial killer. È questo che vuoi?
—No. —alzai le spalle in risposta. —Ma cosa mi è rimasto, quando anche le mie mani sono macchiate di rosso?
Sorrise.
Feci lo stesso.
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Spazio per me: COS'É SUCCESSO, HO POSTATO DOPO MILLE ANNI?! EBBENE SÍ. Sono molto felice di iniziare questa storia.