Capitolo 1 ~Il risveglio~

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Mi sveglio di soprassalto.

ricordo che faceva molto caldo e questa grande esplosione. Sentivo dolore in ogni parte del corpo, non capivo cosa stava succedendo e chi fossero quelle sagome nere che si allontanavano trasportando due corpi... Quando riuscii ad alzarmi corsi subito nella stanza accanto alla mia. gridai i nomi delle due mie sorelle, ma nessuna delle due rispondeva, il mio cuore batteva all'impazzata e nella testa mi frullavano mille pensieri seguiti da troppe domande a cui non riuscivo a dare una risposta. Ero certo solo di una cosa, che quei due corpi a cui inizialmente avevo messo un punto interrogativo erano le mie due sorelle.

Loro sono la mia famiglia, Laura ha 25 anni ed è lei a portarci avanti, lavora in una tavola calda al centro di new york, noi abitiamo in un piccolo appartamento a Midtown. Giulia ed io siamo gemelli abbiamo un rapporto molto stretto, è come se fossimo sintonizzati su uno stesso canale e ogni volta che lei si sente a disagio o magari è arrabbiata, triste o semplicemente felice io lo sento, e lei ovviamente sente me, è una ragazza molto timida, e per aver 18 anni è molto matura. A lei piace molto il disegno infatti sta all'ultimo anno del liceo artistico. Ha seguito anche diversi corsi di danza che è il suo hobby preferito. Io invece frequento il liceo Tecnico Informatico mi piacciono molto i computer infatti conosco molto bene come funzionano ho una media molto alta nelle materie di indirizzo.

Dopo essermi seduto e calmato, noto un piccola spilla per terra vicino al letto di Laura, sopra c'è disegnata una specie di "X" rossa con una scritta indecifrabile. La stessa che portavano sempre dietro i miei genitori per andare a lavoro. Che diavolo c'entrano i miei genitori con questa storia?.

Loro sono morti a causa di un frontale con un camion, il conducente era ubriaco, e deve essersi addormentato invadendo la corsia dove viaggiavano i miei genitori. Quella sera stavano rientrando dal lavoro, erano due scienziati mia madre Biologa e mio padre ingegnere   specializzato sul campo dell'informatica. Ma è stata una situazione  del tutto vaga non hanno neanche voluto farci vedere i loro corpi e  non c'è stata nessun analisi  approfondita su quella dannata notte, noi purtroppo eravamo troppo piccoli per provare a saperne di più, mentre a mia sorella Laura  è stato negato ogni tentativo di indagine cosi chiusero la cosa facendola passare come incidente stradale. Anche se era strano per due motivi; uno e' che quella strada era stata chiusa per lavori ma la cosa  ancora più strana era che non c'era nessun segno di frenata sull'asfalto, neanche dalla parte dove viaggiavano i miei genitori. Qualche tempo dopo ci è stata addebitata una grossa somma di denaro sul nostro conto corrente, ma il donatore non si è mai capito chi sia stato.

Vengo risvegliato dal suono che si sente in lontananza  delle sirene della polizia, sicuramente qualcuno deve averla chiamata a causa del forte rumore causato dalla bomba allucinogena lanciata dai tizi che sono entrati in casa. Cosi faccio in tempo a raccogliere il minimo necessario e scappo, non voglio subirmi le migliaia di domande che mi verrebbero poste dai poliziotti e a cui non saprei rispondere. Prendo la macchina parcheggiata nel piccolo garage di casa, e ancora abbastanza spaventato e preoccupato per Laura e Giulia decido, quasi istintivamente, di andare verso casa dell'unica persona di cui posso fidarmi ovvero la migliore amica di Laura, Cristina. Loro due si conoscono da quando avevano 11 anni.

Cristina è una ragazza molto umile ha avuto tutto grazie alle sue sole forze, nessuno l'ha mai aiutata. Lei è un infermiera ed è la dirigente del suo reparto, è molto brava nel suo lavoro ha tenuto anche diversi corsi  d'informazione su come comportarsi in casi pericolosi, ai quali sono stato presente. Inoltre l'ospedale dove lavora non è molto lontano dalla tavola calda dove lavora Laura.

improvvisamente mi travolge quello strano brivido che sento ogni volta quando giulia è in uno stato di emozione molto forte, e quello che riesco a percepire ora è chiaramente paura. Cosi accelero, deciso a chiedere aiuto a quella persona che per noi è come una sorella.

Arrivato a casa di Cri, mi parcheggio, scendo dalla macchina e mi precipito a suonare al suo campanello. <<chi è?>> chiede Cristina al citofono, e con voce affannata rispondo << sono ioo aprimiii>>. Il cancello si spalanca e vedo corrermi incontro il suo cane, entro dentro casa e lei molto sorpresa mi chiede: << ciao luchetto come da queste part- >> quasi alla fine della frase la interrompo cominciando a parlarle a macchinetta e raccontandogli tutto quanto dal mio risveglio in casa. Lei incredula da quello che le ho appena detto mi risponde con un tono molto lieve <<stai tranquillo che andrà tutto bene, si risolverà tutto vedrai.>>come fa ad essere cosi calma dopo tutto quello che gli ho detto?  penso tra me e me.

Ma all'improvviso si sente il cane di Cristina abbaiare ferocemente e poi tutto silenzio, la luce si spegne e si sente la porta aprirsi ovviamente  andiamo a vedere cosa accade all'entrata, il tempo di muoverci e ci troviamo davanti due persone vestite con questa mimetica bianca e azzurra e con delle armi. << Luca chi sono queste persone? Cosa vogliono? >> Cristina mi chiede impaurita, quando improvvisamente uno dei due uomini l'aggredisce prendendola e trascinandola fuori casa, io cerco di aiutarla a liberarsi, però mi sento bloccare da dietro dall'altro uomo. appena riesco a liberarmi mi giro e vedo puntarmi una  pistola. Travolto da mille emozioni tra adrenalina rabbia e paura, cerco di difendermi in qualche modo scagliandomi contro il primo uomo lui si sposta velocemente e io cado a terra. Mi trovo davanti a lui distante circa 30cm dai suoi piedi, rivolto con la schiena terra, e la testa verso il muro. L'uomo che sta  in piedi di fronte a me punta la sua pistola per spararmi, e appena apre il fuoco io mi copro con le braccia come se potessi proteggermi.

Si sente lo sparo, ma  incredibilmente sono vivo, ancora steso a terra e con le braccia ancora alzate.

le abbasso e vedo il proiettile fermo davanti a me a circa 2cm dal mio naso come distolgo l'attenzione, ancora incredulo da quello che era successo, la pallottola cade a terra, l'uomo con la faccia sbalordita prova a risparare ma questa volta il proiettile dopo essersi fermato davanti a me si rigira e lo colpisce su una gamba. Come diavolo ho fatto a fare tutto questo? l'ho solo pensato. Continuo a ripetermi. L'uomo con la gamba sanguinante fa tre passi indietro e corre fuori portandosi via anche l'altro uomo.

Con uno scatto felino mi alzo da terra e corro verso Cristina, lei è sdraiata a terra con il volto pallido e le labbra viola. Ha un foro sul fianco sinistro, fortunatamente il proiettile è uscito dall'altro lato, ha perso troppo sangue metto un panno sulla ferita e con la cinta che indosso glielo lego alla vita in modo che faccia pressione. Mi dirigo verso il bagno e prendo tutto l'occorrente per provare a fargli una trasfusione, dal momento che il nostro sangue è dello stesso gruppo sanguigno. Cosi dopo aver fatto tutto il dovuto mi siedo accanto a lei ormai esausto e con il mio sangue che scorre nelle sue vene chiamo un'ambulanza.

Nel frattempo penso a tutto quello che è successo, e quello che ho fatto cercando di capire che cosa sono o che cosa sono diventato.  Tutto d'un tratto sento Cristina che da un grande sospiro e prova a muoversi << Cri ferma sei stata ferita, non sei in grado di muoverti.>> gli dico con voce seria.
Finalmente è arrivata l'ambulanza, i paramedici prendono Cristina e' la caricano sopra la barella, solo dopo io posso entrare e' andare con loro in ospedale.

Ciao a tutti, sono nuovo.. e da poco ho scoperto che scrivere mi piace molto, quindi ho provato a fare questo primo capitolo del mio libro spero vi piaccia... magari scrivetemi quello che pensate. Un saluto ciaoo.

 ~INHUMANS~ Un nuovo inizio (#wattys2017)Stories to obsess over. Discover now