<<Questa sera faremo un bel giretto, siete contente?>>
Nell’abitacolo dell’auto non ci fu alcuna risposta. Abbassai la testa per
evitare che altre lacrime rigassero il mio viso, odiavo farmi vedere fragile
e debole di fronte a lui, l’essere più spregevole presente sulla faccia della
terra.
La cosa peggiore in tutta questa storia, però, era che in questa corsa
assurda in auto in piena notte aveva coinvolto anche la mia migliore
amica, una delle persone per me più importanti. Io ero seduta accanto a
lui, mentre lei era seduta dietro di me, troppo terrorizzata per parlare.
Beh, ero terrorizzata anch’io. Cominciai a pregare in silenzio affinché non
accadesse nulla di male, affinché la polizia lo fermasse presto. Dov’era la
polizia?
All’improvviso tolse una mano dal volante e la mise intorno ai miei capelli,
tirando forte. Urlai disperata e non riuscii a impedire alle lacrime di
scendere ancora.
<<Che cosa ti avevo detto, eh?! Devi rispondermi!>> Urlò furioso al mio
orecchio, poi con un forte strattone mi allontanò. La testa sbatté contro il
finestrino, procurandomi un’altra fitta di dolore.
<<Lasciala stare! Lasciaci stare!>> Urlò improvvisamente la mia amica, la
voce piena di terrore. Mi si spezzava il cuore sentirla così e mi si spezzava
il cuore sapere che se si trovava in pericolo era solo colpa mia. Se le fosse
successo qualcosa non me lo sarei mai perdonato.
Lui cominciò a ridere. <<Ma davvero credete che vi lascerò andare?!
Adesso che sono riuscito a prendervi, niente e nessuno potrà fermarmi!>>
In quel momento mi resi conto che le preghiere sarebbero state inutili,
che solo la polizia, forse, avrebbe potuto fermarlo. Era un pazzo che
guidava a una velocità folle, un pazzo armato di pistola, un pazzo che non
aveva nulla da perdere, un pazzo disposto a tutto pur di vendicarsi, un
pazzo che aveva rapito due giovani ragazze – una anche minorenne –
pronto a far loro del male. Tutto pur di vendicarsi, ma la mia amica non
c’entrava nulla.
<<Ma perché lei? Che c’entra con noi?>> Urlai arrabbiata.
<<Ma credi che io sia stupido?!>> urlò più arrabbiato di me e visibilmente
ubriaco <<è stata lei a dirti di lasciarmi! È tutta colpa sua!>>
<<Non è così! Ti avrei lasciato comunque. È stata una mia scelta, lei non
c’entra nulla!>>
<<Smettila di sprecare il tuo fiato, conosco le ragazzine come voi, so bene
come vanno queste cose. Ora silenzio!>>
Ma non feci in tempo a rispondergli che sterzò velocemente e una luce ci
accecò completamente. Poi un enorme boato. Urla, dolore, sangue e poi
buio.
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La Mia Isola Nel Mare #wattys2017
RomanceLo guardai scioccata. Non smetteva di stupirmi. > Sorrise, senza staccarmi gli occhi di dosso. > Stella è una ragazza di diciassette anni con un passato che le ha lasciato ferite difficili da rimarginare. Un passato che ancora la tormenta. Alex è u...
