È incredibile come in un solo giorno la vita di una ragazza può cambiare radicalmente.
Mi sveglio di scatto sentendo il clangore di due padelle che sbattono tra loro come i piatti di un'orchestra.
«Europa! Scendi! È pronta la colazione» mi grida mia madre dalla cucina.
Mi strofino gli occhi assonnata e mi infilo velocemente le pantofole.
Scendo le scale e mi trascino in cucina.
Mio fratello Max e mamma sono seduti attorno al tavolo e mangiano i loro pancake.
Raggiungo Max e come un fulmine gli rubo un pezzo del suo.
«ehi! Ridammelo, subito» mi ordina cercando di riprendersi il boccone. Io lo infilo in bocca e corro a prendere il mio toast.
Mi siedo e vedo mia madre sorridere di nascosto. Lei non sorride molto dalla morte di papà.
Faccio colazione, mi preparo e in cinque minuti sono pronta.
«come mai cosí veloce? Mi sono persa qualcosa?» mi chiede mia madre.
«oggi c'è la gita al museo! Non vedo l'ora»
«allora muoviti ad uscire» dice Max davanti la porta d'ingresso.
Gli faccio la linguaccia e lui ricambia.
«divertitevi» sussurra nostra madre e ci fa un cenno di saluto.
Usciamo e prendiamo le bici, montiamo su e ci avviamo verso scuola.
«Europa!» Cherry, la mia migliore amica, sventola la mano dal marciapiede davanti all'ingresso.
Appoggio la bici e le corro incontro.
«oddio non vedo l'ora di andare al museo» dico eccitata.
« se con andare al museo intendi saltare un giorno di scuola anche io» risponde ironica lei.
I suoi capelli rossi sventolano nell'aria primaverile, mentre i suoi occhioni blu mi fissano gioiosi.
A volte provo una fitta di gelosia nel guardarla, i miei capelli sono marroni e corti, mentre il mio fisico è asciutto. L'unico particolare che mi piace del mio viso sono gli occhi, blu e verdi.
«Dobbiamo andare!» urla qualcuno e una massa di ragazzi della mia età si affolla attorno all'autobus che ci porterà al museo di storia di Swelbuy.
Quando siamo tutti sull'autobus prendo l'MP3 e le cuffie. Ne passo una a Cherry e mi appoggio al sedile guardando fuori dal finestrino.
Passiamo davanti ai giardini Cherwoo, al parco del monte nero, alle case rosse e alle fabbriche... Le fabbriche dove lavorava mio padre.
Tutto si fa offuscato.
Mio padre è davanti alla porta di casa. La me di 12 anni gli corre incontro e lo abbraccia, gli scocca un bacio sulla guancia e lo saluta.
Mia madre, felice, lo bacia e lo guarda andare via.
Poi tutto si oscura e compare un'altra scena.
La me di 12 anni è sdraiata sul divano e guarda la TV.
Arriva mia madre e cambia canale. Alla TV ora c'è una signora bionda che sta raccontando di un incidente d'auto. Poi sulla TV compare un'immagine, quella di papà.
Sento una mano toccarmi la spalla e il ricordo svanisce. Mi volto e scopro che è Cherry che mi guarda comprensiva. Lei mi indica gli occhi e io mi asciugo le lacrime che solcavano il mio viso, non me ne ero neanche accorta. Lei si avvicina al finestrino e chiude le tendine. Le accenno un sorriso di ringraziamento, lei sa che quando sono in questi momenti, parlare mi fa scoppiare a piangere.
Guardo dietro il mio sedile e vedo che Max guarda fuori dal finestrino con aria nostalgica. Zack, il suo migliore amico, richiama la sua attenzione scrocchiando le dita davanti ai suoi occhi. Maschi...
Mi giro e riappoggio la testa sul sedile cercando di non pensare a niente.
BINABASA MO ANG
Europa
Fantasyuna ragazza di 14 anni scopre di essere speciale in una gita al museo con la scuola. salvando una vita decide di salvarne altre dando la caccia ad un terribile criminale, più di un semplice umano. questo le complicherà le cose, ma ormai è diventato...
