Caroline.
Otto lettere. Una sola parola. Una sola persona. Un grande significato.
Caroline.
^Persona libera^. Una grande bugia.
Così mi chiamo. Caroline. Otto lettere. Una sola parola. Una sola persona. Un grande significato.
Avevo sedici anni e al tempo vivevo nella parte Sud di Los Angeles. Vivevo in una bella casetta con mia madre, mio fratello e mia sorella. Sono la più piccola. Mio fratello e mia sorella sono gemelli.
"Carrie? Posso entrare?" chiese mio fratello Jackson, fuori dalla porta della mia cameretta
"Mmh-mmh. Che vuoi?" risposi io con poco interesse.
"Voglio parlare bambina mia, solo parlare" dal tono di voce capii che aveva appena smesso di piangere. Solo per questo, decisi di farlo entrare.
Entrò e chiuse la porta subito dopo essere entrato. Quando si girò, ogni mio dubbio svani. Aveva Pianto. Sbattei la mano sul materasso, invitandolo a sedersi accanto a me. Appena si fu seduto, prese parola.
"Mi dispiace tanto bambina, davvero tanto. E' tutta colpa mia, avrei dovuto tenermelo per me. Ora non staremo così male se avessi tenuto la mia lurida bocca chiusa!" ricominciò a piangere, finendo il discorso tra urla e singhiozzi.
"Non dirlo neanche per scherzo! Jack, lui ti picchiava! Hai fatto la stessa cosa che avrei fatto pure io" lo rassicurai, prendendogli il mento con due dita e sollevandogli il viso.
"Carrie, è nostro padre. E per colpa mia ora è in prigione cazzo, ti rendi conto?" aveva iniziato ad agitarsi e ad urlare, tanto che avevo quasi paura di lui
"Ma ti senti quando parli? In prigione c'è finito per colpa sua, unicamente per quello. E fidati, è di gran lunga meglio così. E' dove si merita di essere" sputai fuori tutto d'un fiato.
Jackson, dopo aver sentito le mie parole, scoppiò a ridere.
"Come sono ridicolo. Ho quattro anni più di te, ma nonostante questo ragioni meglio tu di me." disse Jack con un misto tra lacrime di gioia e di tristezza che scendevano sulle guance.
"O fratello mio, hai mai avuto qualche dubbio?" chiesi, mettendomi teatralmente una mano sul cuore e facendo finta di asciugarmi una lacrima.
A quelle parole associate a quel gesto, non feci altro che fare allargare quel suo bellissimo sorriso. Era passato dal piangere al ridere in una frazione di secondo, meglio così.
Passammo l'intero pomeriggio a letto a parlare di un po' di tutto, dalla sua bellissima (per quanto diceva lui) fidanzata, a quando da piccoli ci alzavamo alle due di notte per mangiare il buonissimo dolce alle mandorle di nostra nonna.
Verso le sei di sera, qualcuno bussò alla porta della mia stanza.
"Avanti" dissi, sapendo già chi si trovasse dietro la porta.
"Caroline, Jackson, c'è qualcuno in salotto. E' per voi!" ci avvertì nostra madre.
Io e Jack ci guardammo un secondo, poi scattammo in piedi e corremmo giù per le scale. Proprio come ci aveva detto mamma, seduta sul divano c'era una donna. L'avrei riconosciuta anche dentro un aeroporto, con migliaia di persone sempre in movimento.
"Sam!" urlammo in coro io e Jack, fiondandoci subito tra le braccia di nostra sorella.
Samantha, la gemella di Jackson. Lei, a differenza di Jack, era partita otto mesi fa per tornare al college e fino ad oggi non l'avevamo più vista, se non via Skype. Mi era mancata molto, ma non come era mancata a Jack.
"Jacky, Carrie" ci disse lei una volta sciolto il nostro abbraccio.
Aveva gli occhi lucidi. Come noi due, d'altronde. Ci fece cenno con la testa di sederci con lei, cosi noi facemmo.
"Ragazzi, devo dirvi una cosa importante. E' il motivo per cui sono tornata così presto a casa. Però prima vorrei dirvi anche un'altra cosa. Ho saputo di papà. Jack, so cosa ti gira per la testa e no, non è assolutamente colpa tua. Papà è sempre stato una persona molto violenta, sei stato l'unico ad avere il coraggio di denunciarlo." fece tutto il discorso d'un fiato.
Jack non disse niente, stava guardando la sua gemella negli occhi, il che voleva dire che stavano avendo un 'discorso tra sguardi'.
"Ehm, mi dispiace interrompere il vostro momento tra gemelli, ma io vorrei sapere il motivo del tuo ritorno così anticipato" dissi, beccandomi uno sguardo assassino.
"Spero che non abbiate programmi per stasera, è una storia lunga" rispose Sam
Angolo autrice//
Spero che il capitolo vi sia piaciuto. E' il è primo libro che scrivo, quindi ditemi cosa ne pensate.
lasciate un commento e una stellina. Un bacio
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Lifetime of memories
RomanceSono tanti i ricordi che ognuno ha di se. Delle volte sono belli, delle volte no. Caroline sta cercando dei ricordi felici, Aiden pure. Che i loro ricordi siamo destinati a crearne di nuovi insieme? >
