Sento il cellulare vibrare sotto al cuscino. Emergo dalle coperte e lo cerco. Lo trovo, sul display compare un nome "Amy". Rispondo.
Io:《Ciao Amy... che succede? Ho lasciato qualcosa la?》
Amy: 《Ciao Roxenne... no tranquilla... -scoppia a piangere- è successa una cosa... non ce la faccio... -tira su col naso e si sente un "dammi qua" molto freddo- Ciao Roxenne... 》
Eccolo, l'ultima persona al mondo che avrei voluto sentire, Leonardo.
L.:《Senti so che sono probabilmente l'ultima persona in questo universo che vorresti sentire al telefono alle 3:30 del mattino dopo una festa... ma... ecco...è... c'è stato un incidente...》
Io: 《E?》
L.: 《 Alessandro... be'... non ce l'ha fatta》si sente un singhiozzo, il respiro un po affannato di chi sta cercando di non piangere o di non ridere.
Io:《Se è un cazzo di scherzo Leonardo vedi di farla finita qui, subito》rispondo io secca sulla difensiva.
L.: 《No Rox... non è uno scherzo...》
Silenzio assoluto
No, no, no, non può essere vero...non voglio crederci, non posso.
Mi tiro a sedere e rabbrividisco, mi passo una mano sulla faccia... non ho ancora realizzato cosa mi è appena stato detto.
L.: 《Rox... tutto bene? Hey?》
Io: 《 No Leonardo... non va per un cazzo tutto bene... un ca...》
La voce mi si incrina e scoppio a piangere.
L.: 《Rox... hey dai non fare così...- lo sento tirare su col naso... sta piangendo anche lui.- senti... passo date con Amy fra 5 minuti così...》
Io: 《okay》non lo faccio neanche finire e riattacco.
Mi risdraio nel letto... Ale... morto... non ce l'ha fatta... è stato un incidente.... queste parole facevano eco nella mia testa.
Mi premetti le mani sopra le orecchie sperando che questo potesse scacciarle ma no... non ce la feci... rimasi lì, sotto le coperte a piangere con le mani sulle orecchie in posizione fetale... avevo perso tutto...
Tutto è iniziato circa 4 anni fa... be' 4 anni tutto sommato non sono molti in confronto alla mia età...dopo 16 anni su questa terra impari un po di cose... 4 anni fa, alle medie, conobbi Alessandro... un ragazzo difficile,sempre di cattivo umore, sempre arrabbiato con l'universo intero... nessuno gli si avvicinava... passava le giornate seduto al banco, immerso nel suo mondo di rabbia e frustrazione, quando, a dicembre, arrivai io... mi ero appena trasferita... la scuola, la classe, la casa, il paese erano tutti una novità per me... il primo giorno di scuola la prof mi fece sedere vicino ad alcune delle mie compagne con le quali, così diceva, avrei potuto recuperare il programma svolto fino ad allora. Quelle due le avrei odiate per il resto delle medie. Fra tutti i ragazzi vicino ai quali ,il secondo giorno, avrei potuto sedermi scelsi proprio lui... che naturalmente mi accolse con uno sbuffo e una mancata sul banco.
Per tutto il tempo lo sentii muovere, sbuffare e borbottare.
Tutte avevano paura di lui... infatti di tanto in tanto qualcuno si girava per osservarci, come se fossi in pericolo di vita.
Alla fine della giornata mi girai verso di lui e gli feci:
《Io sono Roxenne...》
《Mmmm e se te levi dar cazzo è meglio》disse tirandomi una spallata per passare. Scrissi il mio numero su un bigliettino e gli corsi dietro...
《Hey, Alessandro... tieni... 》
Gli presi una mano glie la aprii e ci infilai il mio numero.
《Call me》 dissi sorridendogli.
Lui mi fissò, con quegli occhi bellissimi di ghiaccio. Scosse la testa e se ne andò.
Poi tornai in classe, presi la mia roba, mi infilai il giubbotto ed uscii dalla scuola... sotto la neve...
La vibrazione del telefono mi riportò alla realtà... era sempre Amy, non volevo scendere allora mi affacciai alla finestra e feci cenno loro di entrare da lì. In poco tempo mi ritrovai davanti la piccola figura scossa dai singhiozzi di Amy e la contrastante figura di Leonardo.
Mi alzai dal letto e mi avvicinai alla mia amica... la presi e la strinsi a me. E scoppiai a piangere.
Leonardo, dal canto suo, tirò fuori una sigaretta, se la mise fra le labbra e la accese, la luce del l'accendino fu davvero l'unica luce che rischiaró i nostri visi.
Allora decisi di accendere la lampada vicino al mio letto disfatto. La accesi.
Leo era tranquillo, Amy era pallida, col trucco colato e tremante. Nessuno parlò. Era un silenzio quasi religioso. Io dovevo essere un disastro, come sempre. Con i lunghi capelli biondi in disordine, quel poco di trucco colato e la faccia da una che aveva passato le ultime 24 ore a drogarsi. Leo era perfettamente calmo e bello... strafottutamente bello... lo odiavo. Nessuno parlava... non osavamo tanto.
Ma poi decisi di incominciare io.
《Com'è...》
Amy riprese a piangere sommessamente mentre Leonardo toglieva la sigaretta dicendo:《 Era lucido... era in motorino, solo. Aveva deciso di andarsene poco dopo di te... voleva raggiungerti qui... per stare un po insieme... sai quel genere di cose... solo che mentre stava facendo una curva, un tipo ubriaco era nella sua corsia e stava andando troppo veloce... Ale non ha fatto tempo a scansarsi... l'ha preso in pieno e l'ha fatto saltare per 100 metri... alcuni hanno cercato di soccorrerlo... chiamando l'ambulanza e cercando di farlo rimanere cosciente... mi ha fatto chiamare... io l'ho raggiunto... io... 》la voce si spezzò... sapevo che non avrebbe mai continuato in quelle condizioni... non era da lui mostrarsi vulnerabile...
Io d'istinto lo abbracciai. Lui rimase rigido. Freddo. Stava riassemblando i pezzi della sua corazza che quella notte si era distrutta. Mi scostó e riprese la sigaretta.
Rimanemmo così per un po poi Amy disse che doveva andare... l'atmosfera era così irreale... io ero calma... cioè stavo cercando di non crollare davanti a loro.
Si erano fatte le 4:10... Leo riaccompagnó a casa Amy dicendomi che sarebbe tornato entro poco da me... e così fu.
Io mi accoccolai nel mio letto...
Alessandro era il mio migliore amico, mio fratello, e lo avevo perso per un cazzo di ubriaco? Stavo per crollare quando sentii entrare Leonardo.
《Come stai?》gli chiesi inghiottendo la frustrazione.
《Come uno che ha visto morire un amico di infanzia... come uno che ha perso un fratello... una meraviglia...》 disse tentando una risata.
《Senti non volevo dirti questo...》
《Roxenne il tuo ed il mio migliore amico è morto... come credi che io stia? Sto una merda... mi sento una merda...》 disse scoppiando a piangere.
Si sedette a terra piangendo ed animando. Io scesi dal letto con la mia coperta e gli sedetti accanto a lui...
《Hey...non ti avevo mai visto piangere...》
《Che vergogna》
《No... è... bellissino》
《Mi sento uno stupido...》
Mi vennero i lacrimoni... e scoppiai a piangere anche io.
Lui mi prese e mi abbracciò...Quel l'abbraccio mi fece tornare in mente quello che eravamo stati.
Eravamo stati insieme... per un anno e mezzo... poi alla fine abbiamo smesso di cercarci, amarci e basta... ci ho sofferto molto... tutto a causa della sua testa di cazzo.
Lui non si sentiva abbastanza... così mi aveva rifilato il solito discorso... non è colpa tua, è colpa mia, sei troppo per me... eccetera... e ora dopo vari litigi e vaffanculo eccoci lì, in un angolo della mia stanza, a piangere, abbracciati.
Spazio me
Sciaaooo allora... nuova storia, nuovo capitolo... spero che vi piaccia e le solite cose e bla, bla, bla... ricordatevi che la stellina tutta arancione è più carina quindi non esitate.
Grazie♥
{nene★ }
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RunAway
Teen FictionSo, so you think you can tell? Heaven from hell? Blue skies from pain? [...]A smile for a veil? ... "How I wish, How I wish you were here" -We're just two lost souls-
