"8 giugno 2016, Varese, Italia"
La campanella di fine lezione e inizio dell' estate suonò per fortuna.
Preparo lo zaino e esco dalla scuola, uscita dal cancello abbraccio tutti i miei amici ma in particolare Stella, la mia migliore amica.
-"Pranve chiamami tutti i giorni e mi raccomando poche cavolate". Mi dice abbracciando mi forte a se.
-"Va bene Stella, ma adesso lasciami non ho più fiato". Dico io ridacchiando.
Finito di salutarci, mi incamminai per casa.
Che sbadata non mi sono presentata.
Mi chiamo Pranvera Imeraj, il 7 settembre compio diciassette anni, sono nata in Italia ma sono di origini americane.
Sono alta 1.60, pelle abbastanza chiara, ne troppo magra ne troppo grassa, nella norma, capelli corti poco più della spalla neri con le punte leggermente più marroni al sole, ricci che piastro ogni giorno, occhi marrone scuro tendenti al nero.
Il mio colore preferito è il rosso credo basta...
-"CIAOO" saluto entrando in casa ma mi viene difficile siccome c'è una peste che corre verso di me per scappare da mia sorella, la peste è mio fratello, si chiama Jacob e ha tre anni invece mia sorella, si chiama Arbelena ma io la chiamo Lena e ha undici anni.
In due secondi mi ritrovo per terra con Jacob tra il petto e la testa e Lena piegata in giù dalle risate, ci mettiamo a ridere anche noi per la caduta.
Il divertimento smette quando mia madre urla dal piano superiore, che devo sistemare le valige per domani.
Come tutte le estati amdiamo in America a New York per tre mesi e dobbiamo essere fuori casa alle 5:30.
Gli rispondo con un va bene e di abbassare la voce perché non sono ancora sorda del tutto ma è come dire inutile.
-----------•--------------•------------•-------------
Dopo aver finito di preparare le valige prendo il mio iPhone 6s plus e guardo l' ora:18:47, che bello ho passato tutto il giorno a fare le valige...
Decido di farmi un lungo bagno caldo per pensare a cosa farò in tre mesi a New York e altre cose del tipo se esiste la pizza più grande del mondo con tante salse dentro...
Dopo un quarto d'ora esco dal box doccia, mi asciugo per bene tutto il corpo e i capelli per poi mettere un maglione lungo fino metà coscia con dei pantaloncini della tuta.
Scendo giù per vedere cosa sta succedendo, siccome ho sentito Jacob piangere.
Lo trovo sdraiato sul divano con la testa sui cuscini così lo prendo imbracciò dandogli un bacio sul naso.
-"Perché piangi?" gli chiedo dolcemente
-"Perché... Pensavo... i mosti vi avessero... Magato" dice singhiozzando
-"Ma no. Vuoi venire in camera mia così ti faccio vedere cosa stavo facendo?!" gli dico e lui annuisce
-"vedi stavo sistemando le valige"
-"Aaaaa pel foltuna" dice con un sorriso contagioso, gli lasciai un bacio sulla guancia per poi giocare a nascondino.
•••••••°•••••••••••°••••••••°••••••°•••••
Dopo aver giocato un po' decido di preparare qualcosa per cena, siccome non ci sono i miei perché dovevano fare cose stra importanti a lavoro.
Toast con prosciutto e formaggio o prosciutto, non avevo molta voglia di cucinare e nemmeno tanto da elaborare perciò ho fatto i toast.
Finito di mangiare metto i piatti, bicchieri e posate nel lavandino per poi lavarli. Nel frattempo i due nulla facenti giocano.
Dopo aver finito di riordinare la casa vado in salotto e vedo Jacob e Lena dormire sul divano.
Prendo in braccio Jacob e lo lascio in camera sua, poi cerco di svegliare Lena ma con scarsi risultati così decido di andare a prendere una coperta e la lascio dormire sul divano.
Mi sdraio sul letto sfinita, dalla giornata appena passata e mi addormento sapendo che domani sarà una giorno pesante.
"Il giorno dopo"
-"Pranvera svegliati!!! Siamo in ritardo! MUOVITI" grida mia madre per tutta la camera
-"Ancora 5 minuti e vado a scuola adesso è presto" dico io tirando mi la coperta fino alla nuca.
-"COSA? Amore vieni, pensa te a tua figlia" dice lei
Neanche in un minuto mi ritrovo senza coperte e con il viso bagnato.
-"Ma la coerenza dove é finita scusate?" dico io guardando malissimo mio padre. Non potevano fare con più gentilezza ma dico io genitori normali no è!?
Io sono una ragazza calmissima sono loro che mi hanno diventare iena.
-"Tesoro con te bisogna fare cosi. Sono le 3:58 e tu non sei ancora pronta e se non ti svegliavo così 1 avremmo potuto perdere l' aereo 2 non era il caso di lasciarti a casa da sola" fa mio padre mezzo serio e mezzo divertito.
Mi alzo dal letto e mi vado a lavare per poi mettere una maglietta della Adidas con una felpa nera e dei pantaloni chiari strappati alle ginocchia e le mie amate Convers bianche e nere alte.
Prendo le valige e scendo giù stando attenta a non cadere, in trenta minuti siamo sul' aereo.
Prendo le cuffie e metto la musica al massimo per addormentarmi.
*qualche ora dopo*
-"Pranvera svegliati siamo arrivati. Dai non fare storie e svegliati"
-"Dove siamo?" chiedo con la voce impastata dal sonno
-"come dove? Ti ricorda qualcosa America!?..." dice mio padre ma lo interrompo io -" Aaaa si si scendiamo" dico ansiosa di rivedere tutti.
Appena usciamo dall'aeroporto
ci aspettava una Audi A3 Sportback bellissima...
Arrivate a casa me la ricordavo tale e quale mi piace di più questa casa che quella in Italia.
Questa è molto più grande ha tre piani. Il primo c'è la cucina grandissima con il salotto anch'esso grande con fuori una terrazza con piscina grande media e piccola con sauna e idromassaggio.
Nel secondo piano c'era la camera matrimoniale, quella per mia sorella e per mio fratello in più una per gli ospiti nelle camere c'era una cabina armadio gigantesca più un bagno con box doccia e vasca e letti giganteschi.
Nel terzo piano c'era una sala giochi per bambini una sala giochi per gli adolescenti e una sala per gli adulti e una sala cinema con i film nuovissimi e seminterrato con piscina interna.
Siccome siamo una delle famiglie più popolari di tutta New York per il lavoro dei nostri genitori possiamo permettercelo.
-"io vado a sistemare le valige ciao" dico prendendo l' ascensore, ah si c'è anche quello.
VOUS LISEZ
let me love you ||Cameron Dallas||
Fanfiction"Innamorati di una persona a cui piace la tua follia, non di un idiota che ti obbliga ad essere normale."
