Aura

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Non sono mai stata al di fuori della mia città prima d'ora e devo dire che sono molto emozionata, anche se mi mancherà Auckland.

Dopo aver impacchettato l'ultimo scatolone con i miei vestiti mia madre mi chiama dal salotto
"Aura è arrivato papà con il camion sbrigati a prepararti"
"Un attimo, mi vesto e scendo!" ribatto.
Ebbene sì, mi chiamo Aura un nome un po particolare mia madre dice che sono stata la brezza dopo la tempesta,avendo passato un momento difficile prima che nascessi.
Ho 17 anni sono figlia unica e frequento il liceo
non ho molti amici e non sono fidanzata.
Ho i capelli castani e gli occhi azzurri non mi definirei bella ma nn posso dire neanche che sono brutta direi mediocre piuttosto.
Sono la tipica brava ragazza vado bene a scuola, non frequento locali e mi piace leggere e disegnare, insomma la figlia che tutti vorrebbero.
Il mio difetto fatale è il fatto che sono molto maldestra inciampo su qualsiasi cosa si trovi tra i miei piedi.
Stiamo per trasferirci a Dunedin Una città al centro-sud della Nuova Zelanda dove vive mia nonna, ci trasferiamo lì perche il nonno e venuto a mancare lo scorso mese, e mia nonna ormai di una certa età ha bisogno di compagnia e assistenza.
I miei genitori hanno entambi trovato un lavoro,anche se per il primo anno devono fare più turni.
Mi finisco di vestire, semplici shorts di jeans,una cannotiera bianca e converse nere,il viaggio sarà lungo e fa molto caldo essendo Agosto quindi e meglio che mi vesta leggera per non rischiare di fare la fine di un gelato. Mentre finisco di allacciarmi le scarpe sento bussare.

"Avanti " dico.
"Aura potresti aiutarmi a portare gli scatoloni nel camion? Sono almeno un centinaio e fra tre ore dovremmo partire" chiede mio padre guardando l'orologio.
"Okay,arrivo subito"
Mi fece uno dei suoi larghi sorrisi
"Grazie tesoro,ora vado ad aiutare la mamma con il divano...augurami buona fortuna!"
"Buona Fortuna!"
E se ne andò chiudendosi la porta alle spalle.
I miei genitori sono molto comprensivi e non mi hanno mai fatto mancare nulla. Si sono conosciuti all'università.
Mio padre Nickolas Jefferman era uno studente di medicina mentre mia madre Caroline Gaber studiava per diventare infermiera. Dopo essersi laureati si sono sposati, e dopo 5 anni sono nata io.
Scendo le scale e arrivata in salotto vedo i miei impegniati in una accesa conversazione su come far passare il divano dalla porta, nel frattempo cercando di non inciampare sull'infinità di cose sul pavimento inizio a portare gli scatoloni nel camion passando dal retro.

Una volta finito di portare tutto partiamo, mio padre alla guida del camion, io e mia madre con la macchina.
Guardo fuori dal finestrino dove case, parchi, starde e negozi mi riportano alla mia infanzia e alla mia vita precedente prima di oggi...credo, anzi spero che mi troverò bene a Dunedin e mentre gli occhi si fanno pesanti cado in un sonno profondo...

"Aura!Aura!" sento una voce che mi chiama, apro gli occhi e vedo mia madre che tenta di svegliarmi scuotendomi come un cocktail.
"Mmmmm..."
"Svegliati se vuoi mettere qualcosa sotto i denti" uscite queste magiche parole dalla bocca di mia madre sono più che sveglia apro gli occhi guardo l'orario nel telefono sono le 19:38 ho dormito per un bel po....
Alzo lo sguardo e vedo che davanti a me ce un enorme insegna al neon con su scritto Mc Donald's
"In effetti ho una fame da lupi."
Mia madre ridacchia "L'amore per il cibo non te lo toglierà nessuno", mentre scendiamo dall'auto mi guardo intorno e noto che il camion di mio padre non ce.
"Papà dov'è finito?" le chiedo.
"Gli ho appena mandato un messaggio dovrebbe essere qui a momen....Ah! Eccolo lì, come si suol dire Parli del diavolo e spuntano le corna"
Dopo aver parcheggiato arriva verso di noi stiracchiandosi
"Ah una pausa ci voleva propio, dai su andiamo a mangiare cosi possiamo ripartire se continuiamo così per le 5:00 dobbiamo essere arrivati dalla nonna." Ci avviamo tutti e tre al Mc Donald's e dopo aver mangiato un doppio chesseburger riprendiamo il viaggio. Mi addormento verso le 12:15 cullata dalla voce di mia madre che canticchia e dai miei film mentali...

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