Parte Prima
Aurora Sogna
La solitudine che indossa è più normale
Di una prudente, saggia e isterica morale
Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare
Senza paura un'esclusiva felicità.
CAPITOLO 1
Sogni proibiti e fantasie improbabili
La musica esplodeva incessantemente contro le pareti. Un unico, poderoso battito cardiaco che invadeva la discoteca di un'atmosfera pesante, in perpetuo movimento, come il ventre di una gigantesca creatura che sussulta e freme a ogni movimento della folla accalcata dentro di esso. Centinaia di corpi si agitavano scoordinatamente gli uni contro gli altri in una danza scomposta, disperdendo movimento nell'ampio spazio ai piedi del palco. Su quest'ultimo, il deejay regnava come un sovrano sul suo popolo affamato di musica. Ognuno era colpito o abbracciato da fasci di luce verde e fucsia che, come lame, fendevano l'oscurità riflettendosi in tutti i vetri o superfici lucide che incontravano durante il loro frenetico vagare.
Note insistenti e ripetitive gli pulsavano nelle orecchie, attraverso i timpani, fino a scivolargli all'interno della testa a inibirgli i pensieri e indurre il corpo a muoversi seguendo quel ritmo psichedelico, fastidioso e travolgente al tempo stesso.
Tuttavia lui non sentiva più niente, ormai. Era come sott'acqua.
Da un po' stava osservando le figure sulla pista da ballo, domandandosi come facessero a cedere con tanta leggerezza il proprio corpo a qualunque sconosciuto desiderasse strusciarsi contro di loro. Forse a muovere le loro azioni era ciò che solitamente veniva chiamato "brivido della trasgressione": un irrefrenabile desiderio di liberarsi dalle quotidiane catene della società e del buonsenso, cosicché nulla, almeno per quella sera, potesse ricordare loro che l'indomani sarebbero comunque ritornate alla solita, noiosa vita di sempre, ricca di opinioni altrui e condita di pregiudizi.
Lasciò che i suoi occhi si posassero vacui sul corpo di una ragazza assorta in una sensuale danza col proprio partner. Lui le passava le mani sulla schiena nuda trattenendola fra le braccia mentre il seno di lei strusciava contro il suo petto in un ripetersi di lenti movimenti. Dietro di loro, una coppia di ragazzine si muoveva all'unisono ventre contro schiena, una fra le braccia dell'altra, attirando in tal modo gli sguardi famelici di un piccolo gruppo di uomini appostati vicino al bar. L'improvvisa certezza che quelle due si trovassero lì apposta per procurarsi una sveltina da qualche parte con il primo che si fosse fatto avanti lo indusse ad abbassare lo sguardo sulla bottiglia di Mc Chouffe che aveva fra le mani.
Avranno avuto non più di quattordici anni e già provavano il desiderio di farsi fottere da qualcuno che avesse più del doppio della loro età.
Che facciano, pensò. Se è questo ciò che vogliono...
Con questo breve e freddo pensiero nella mente, Art si accostò la bottiglia di birra alle labbra finendola con un ultimo lungo sorso.
Piegò dunque il capo all'indietro, facendo aderire la nuca allo schienale dello scomodissimo divanetto di finta pelle viola sul quale stava stravaccato dal momento in cui era entrato all'Evil Heaven.
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Evil Heaven
Ciencia FicciónUna società marcia, corrotta e troppo precoce. Una città percorsa dalle ombre. Questo è il mondo di Art, un mondo che da tempo ha imparato a evitare rinchiudendosi in una realtà alternativa fatta di fantasie e disegni, di musica a tutto volume e s...
