Prologo

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«CORRI!!»
«Io non ti lascio!»

Disperazione. Paura. Stupore. Fascino. Oscurità. Tenebre. Male. Morte.

Una folata di vento aveva accompagnato l'apertura di quello scrigno, così ben protetto, ma allo stesso tempo troppo raggiungibile. Aveva spento le torce, facendo precipitare la profondità di quella grotta nell'oscurità più totale.

Una forza incontrollabile sembrava essersi sprigionata da quell'antico vaso. Un vaso di Pandora. James era come intrappolato, congelato da quell'ombra scura, se possibile ancora più tenebrosa e terribile del buio che inghiottiva ogni cosa in quel luogo perduto. L'unica cosa che poteva e riusciva a fare era intimare Catherine alla fuga: almeno lei doveva salvarsi, doveva raccontare.

Catherine non l'avrebbe lasciato, mai. Si precipitò invece ad aiutarlo, cercando di liberarlo da quella stretta che lo stava bloccando.
Cercò di strattonarlo, tirandolo per un braccio, affinché si muovessero verso la direzione che sperava fosse l'uscita.

L'incantatrice non avrebbe permesso che qualcuno fuggisse. Nessuno poteva sfuggirle, perché quei ragazzi rappresentavano la sua via di fuga.

Catherine smise semplicemente di tirare James, la forza che prima si era fatta insistente attorno al suo braccio era cessata improvvisamente, e James aveva riacquistato la capacità di movimento.
Ma dov'era Catherine?

Una luce improvvisa illuminò a giorno l'antro: durò una frazione di secondo. Catherine era sospesa a mezz'aria, ancorata al nulla, immobile, mentre quella forza sembrava impossessarsi di lei.

«CATHERIIIINE»

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