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Video Diary #1

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Tamaroa, Illinois.

Volevo cominciare con qualcosa di figo, qualche frase ad effetto già vista e rivista, ma l'unica cosa che posso dirvi è che sono finita all'inferno, sul serio.
Se vogliamo cominciare con una data ad effetto, come tutti i libri fighi, direi il 1985 l'anno in cui il caro vecchio Anthony Irwin, sindaco della città, ha deciso di bandire la musica e la tecnologia da quella piccola cittadina di poco più di settecento anime.
L'idea che mi sono fatta io è che semplicemente il povero sindaco Irwin si era stancato di vedere il figlio con le cuffiette nelle orecchie ad ascoltare la musica e sentirlo chiedere in prestito l'auto di famiglia.
Perciò gli abitanti di Tamaroa dalla bellezza di trentuno anni si beccano la punizione di un ragazzino.
Il fatto è che Jhon Irwin, il figlio del sindaco, è riuscito a vincere le elezioni ed è diventato a sua volta sindaco. Ed è stato talmente clemente che non ha neanche reintrodotto musica e teconologia!
Ditemi che avete apprezzato l'ironia, per favore. 
Quindi, a Tamaroa i ragazzi non giocano tutti i giorni a Pokemon Go, non pubblicano selfie imbarazzanti su Snapchat con il filtro del cane - credo non sappiano neanche cosa voglia dire "selfie" - non sanno sintetizzare i loro pensieri in 140 caratteri su Twitter e non hanno neanche appreso la vecchia arte dello stalking su Facebook. Come se non bastasse, non hanno neanche conosciuto i One Direction e non sanno neanche del disastro che ha fatto Zayn quando ha deciso di lasciarli, come non sanno neanche che i Tokio Hotel dopo essere spariti per anni sono tornati con album e tour. Inutile parlare del fatto che non abbiano neanche mai sentito parlare di streaming e serie tv e di sicuro non venerano Jessica Lange nelle stagioni di American Horror Story.

E poi ci sono io, Faith Ann Jackson nata e cresciuta a Miami, Florida.
Diciassette anni, un metro e settantacinque, occhi castani e capelli recentemente tinti di nero, appassionata di libri gialli, serie tv horror e cappelli. Mangiatrice compulsiva di mueslie al cioccolato con latte freddo e adoratrice di video diari come questo qui.
E questo qui è il video diario della segregazione a Tamaroa da parte di mia madre, scappata dalla città non appena ne ha avuta l'occasione.
Per cui, eccomi qui, nel mio piccolo inferno personale, con il permesso di usare cellulare e computer solo a casa dello zio Greg, dove devo vivere fino a nuovo ordine.
Sbatterei volentieri la testa sulla tastiera, ma se si rompe non posso neanche mandarlo ad aggiustare.
Quindi si, questo è quanto, per ora.
Spero di sopravvivere alla settimana che mi si prospetta e voi anime gentili che mi seguite nelle mie peripezie, grazie.
Alla prossima!

Dance with me.Historias para obsesionarse. Descúbrelo ahora