La protagonista, una ragazza di appena 18 è alla scoperta del mondo.
Grande sognatrice sin da bambina ma con molti punti deboli su cui lavorare.
Il centro intorno al quale girano i suoi pensieri è l'amore passionale per un giovane che ha rapito...
Sinceramente, non stavo neanche pensando che mi stesse scattando quella foto, in cui inquadrava quel mio tenue sorriso.
Forse è la mia espressione migliore: i miei occhi scuri guardavano punti lontani, senza destinazione, mentre il mio sorriso si intravedeva
dando un pò di luce al mio volto pensieroso.
Riuscivo ad essere luminosa nonostante quei colori spenti addosso: i capelli neri e il vestito grigio fumo sulla mia pelle bianca come il latte.
Immaginavo di colorare d'amore
tutto ciò che toccavo con lo sguardo,
così rosso come le mie labbra,
come quel fiore
poggiato sul tavolo.
Una rosa.
I miei pensieri dolci scorrevano e si estendevano sul mio volto smielato:
''Ti penso-e sorrido- come se ti stessi guardando proprio qui'', dicevo dentro me,
e invece no.
C'eri stato, ma la volta precedente.
Oggi ero sola, o più o meno. Ero con un'amica che pensava a ritagliare i momenti migliori e faceva caso ai dettagli orientali con la sua Canon.
Ero distante da tutto lì, ma vicina a te più che mai,
che chissà dove eri.
Pensavo a quando tu eri davanti a me quella volta.
Tu mi guardavi ed io ti guardavo
e non accadeva nulla
perché semplicemente mi perdevo nel tuo sguardo.
Si sfioravano i nostri occhi, per poi ritornare lì dove erano
facevano finta che non fosse successo nulla,
negavano quella scossa che c'era stata,
quell'incontro turbolento,
che succede quando si incontrano due labbra
che da tanto vogliono assaggiarsi;
che succede quando si incontrano due anime desiderose di legarsi;
Ci era piaciuto e lo ammettevano i nostri timidi sorrisi
e i nostri sguardi che si toccavano e si nascondevano quando s' incrociavano.
E mi sarebbe piaciuto ancora,
e lo avremmo potuto fare
se tu fossi qui, ora.
Tutto ciò si riproduceva nella mia mente, come un film, mentre da sola, mi accarezzavo le dita della mia mano con l'altra, immaginando fosse la tua. O meglio dire sognando che fossi tu a farlo, mentre lei mi rubava scatti con dentro i miei pensieri.
Anche se in mente avevo quei ricordi non volevo più ritornare indietro nel tempo.
Dovevo liberarmi dalla trappola del passato altrimenti avrebbe reso malinconico ogni istante della mia vita.
I capelli mossi scendevano sulle mie spalle, alcuni seguivano le forme del mio corpo coperte di grigio, percorrendo tutta la schiena, mentre altri si stendevano fino a toccare il tavolo, illuminato dalle luci offuscate, per lo più rosse che rendevano l'ambiente accogliente e rilassante.
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