Nell'aria c'era un fortissimo profumo di lavanda. Il vento ne era pregno e arrivava fresco e leggero sulla pelle di Elise, in piedi nei campi color lilla. Era abituata all'odore della pianta, talmente forte in quella stagione da diventare quasi pungente. Da 5 anni ormai coltivava quel campo con i suoi genitori e mai avrebbe pensato di abbandonarlo. Lei, una piccola bambina di 10 anni, gracile e minuta, spaventata anche solo dagli occasionali visitatori che venivano dal paesino più vicino... non le sarebbe mai neanche venuto in mente che ci fosse qualcosa di interessante oltre la staccionata che delimitava la proprietà dei genitori. Quel giorno aveva deciso di uscire presto la mattina per andare a controllare 'il suo campo'. Era un piccolo orto che suo padre aveva recintato e le aveva regalato per il compleanno. Le aveva detto "se farai un buon lavoro, l'anno prossimo lo ingrandiremo" ed Elise ne era stata talmente entusiasta che aveva piantato i semi il giorno stesso. Ormai era passato un po' di tempo e si vedevano i primi germogli. Non erano ancora le 9 e già aveva dato l'acqua alle piantine che erano spuntate, sistemato nel mezzo uno spaventapasseri che aveva costruito con le sue mani e aggiustato come poteva un pezzo di recinzione che era stato bucato da qualche animale. Non vedeva l'ora di mostrare al padre e alla madre le piantine, per dimostrare che anche lei era capace di coltivare la lavanda bene come loro. E poi voleva pavoneggiarsi davanti a Christopher appena sarebbe arrivato. Lui era il suo unico amico e veniva al campo insieme al padre due volte al mese: una per prendere il raccolto e portarlo in paese a venderlo, l'altra per portare ai genitori di Elise i soldi ricavati. In entrambi i casi arrivavano il pomeriggio e ripartivano la mattina dopo, restando a dormire una notte a casa sua. Da qualche mese però ogni volta che tornavano con i guadagni il padre di Christopher aveva una faccia sempre più triste e avvilita, poi diceva qualcosa ai genitori di Elise e anche loro diventavano tristi. La bambina lo notava senza capirne il perché e quando lo diceva al suo amico lui le rispondeva alzando le spalle "sono cose da grandi" e ricominciava a giocare.
Quando ebbe finito di sistemare l'orto, Elise decise di andare a giocare nei campi. Percorse tutto il perimetro della staccionata facendo finta di essere un comandante che dava gli ordini ai suoi soldati, o in questo caso a coccinelle, api e qualche topolino. Quando ritenne di aver fatto abbastanza strada, tornò verso casa, questa volta passando in mezzo alle piante profumate. Adorava camminare tra la lavanda. le piaceva sentirla a contatto con la sua pelle abbronzata e sdraiarcisi sopra, sapendo che sua madre l'avrebbe sgridata se l'avesse scoperta. Restò circondata da quelle piante e, nonostante una foglia fastidiosa le solleticasse un po' il naso, si addormentò. Quando si svegliò sentì lo stomaco brontolare per la fame, capendo che era ora di pranzo, e, non volendo far aspettare oltre i suoi genitori, si mise a correre. Corse più veloce che poteva sfiorando con la punta delle dita i fiori viola e assaporandosi ogni secondo, ogni passo. Le sembrava di volare.
Dopo poco arrivò alla vecchia casa dove abitava. Salutò Felix, il cane, facendogli qualche coccola. i suoi l'avevano comprato per allontanare gli animali dalle piantagioni, ma si era rivelato solo un gran pigrone e se ne stava a dormire al sole tutto il tempo. Elise salì sul portico e prima di entrare si tolse le scarpe, perché sapeva che sua madre non voleva che camminasse in casa sporca di terra. Mise gli stivali impolverati in un angolo e prese un vaso che stava su di un mobile per metterci dentro i fiori che aveva raccolto durante la passeggiata. Riuscì in giardino e versò dell'acqua dentro il contenitore di vetro con una pompa e, una volta in casa, lo mise su di uno scaffale, salendo su una sedia per aiutarsi. In quel momento si chiese perché ci fosse tutto quel silenzio. Chiamò i genitori a voce alta. Cercò la madre e il padre al piano di sopra, ma non c'erano, così scese le scale e si diresse verso la cucina. Arrivata alla soglia si bloccò. Non riusciva a distogliere lo sguardo da quello che aveva davanti. La paura e la disperazione si impadronirono di lei. Sul tavolo c'era il solito cesto di fiori, esattamente come lo aveva lasciato, ma era sporco, schizzato di rosso. I genitori di Elise giacevano senza vita sul pavimento. Furono attimi eterni, nei quali l'unica cosa che la bambina riusciva a percepire era il profumo quasi pungente della lavanda di fine luglio.
Spazio autrice
Questa è la prima storia che scrivo, quindi non so ancora bene come funziona ahahah. Se trovate errori comunicatemelo e verranno sistemati. Grazie per la pazienza e per aver letto il capitolo.
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il significato dei fiori
Teen Fiction- lei è come la lavanda, bella e colorata. ma spesso è anche fragile, e finisce per essere sempre ferita da chi le sta intorno. ha un disperato bisogno di affetto anche se non sa come dimostrare il suo. è una ragazza speciale e non si merita di soff...
