Parisienne.

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Anni '90, Illinois.

Ormai era finita l'estate persino in questo piccolo paesino del'Illinois.
Uscì fuori di casa, nel piccolo cortile sul retro, mi guardai attorno prendendo un grosso respiro. Mi soffermai a guardare di sfuggita ogni singolo oggetto presente in quel giardino, il quale mi faceva riaffiorare ricordi della mia infanzia. Ne è un esempio l'altalena in legno, ormai troppo piccola sia per la mia statura sia per la mia età, sorretta dal grosso albero di quercia. Un dolce sorriso comparve sul mio volto. Molto probabilmente mi sarebbe mancato quel luogo, quella casa, la mia casa, e sotto sotto anche quella piccola città, nonostante tutto tranquilla, nella quale abitavo. In fondo stavo facendo un grande passo, un passo nel vuoto probabilmente. Mi stavo lanciando verso le grandi città. Questa volta mi sarebbe toccata la grande e romantica Parigi, la città dell'amore. Chissà se anche io lo avrei trovato, un giorno.
Ma non è per questo che sono diretto in quella favolosa città, mi attendeva l'università li. Ho appena finito gli studi ed è stata un'ardua e lunga scelta pensare a cosa avrei fatto in futuro, cosa avrei voluto realmente in futuro. Ho una sfida tra le mani, una sfida di vita che non dimenticherò facilmente. Io, ragazzo di neanche venti anni, in una città come Parigi, da solo, dove dovrò studiare e mantenermi. Certi lussi sto già pensando che dovrò evitarli, per mia malinconia.
Presi un altro grosso respiro e rientrai in casa, dove vi era mia mamma, ormai in lacrime, pronta ad aspettarmi sul ciglio della porta accanto alle mie valige. Le rivolsi un ampio sorriso e senza dirle nulla l'abbracciai. Uno di quei abbracci che solo mamma e figlio sanno darsi, pieno di intesa ma anche conforto, come se le stessi comunicando che andrà tutto bene e che starò bene, solo non a parole.
Posai le mani sulle sue spalle e puntai i miei occhi nei suoi rassicurandola che la chiamerò tutti i giorni, sussurrandole quanto le volessi bene.
Presi l'ennesimo grosso respiro dopo aver aperto la porta principale dell'abitazione, prendendo in mano le valige, facendo i primi passi verso il taxi che mi aspettava davanti casa.
Un mondo mi aspettava là fuori, un mondo vasto, enorme, diverso aspettava me.
[...]
Ero appena arrivato in una piccola stazione appena poco fuori Parigi, avevo già le valige in mano e mi guardai attorno. Una certa ansia, un senso di oppressione mi colpì in pieno il petto, cominciando a farmi respirare con lieve affanno. E ora?
Ero partito all'avventura, diciamo. L'unica cosa che avevo di certo era un posto all'interno dell'università e forse un alloggio, ma al momento non avevo nulla.
Strinsi con lieve forza le maniglie dei bagagli e cominciai a cercare l'uscita della stazione. Appena trovata, uscì e mi avvicinai ad un taxi chiedendo all'autista se poteva accompagnarmi a Parigi con un pessimo accento francese. Forse sarei dovuto migliorare anche in questo.
Durante il viaggio mi guardai come sempre incantato attorno a causa delle distese verdi che mi circondavano, alternate da piccole montagne. Inutile dire che mi fermai a fare varie fotografie con la mia vecchia ed usurata polaroid, cercando di cogliere anche il dettaglio.
Arrivati a destinazione pagai l'autista lasciandogli anche una cortese mancia, e cominciai a camminare per le strade parigine, guardandomi attorno con un certo fascino e un lieve sorrisetto stampato sul volto. In quel momento era come se fossi stato una terza persona, come un passante, che vedeva me stesso da fuori, e vedevo un bambino un po cresciuto incantato dal mondo esterno, dal mondo che mai ha conosciuto, come se fosse fatto di caramelle e pan di zenzero.
Durante questa passeggiata vagante, oserei dire, forse per testare un po il territorio, chiesi nel contempo a vari passanti dove potessi trovare il bed and breakfast più vicino. Nonostante tutto le mance generose e la paga datami dal pub dove lavoravo precedentemente saranno sufficienti per sfamarmi e assicurarmi un tetto sopra la testa per almeno un paio di giorni. Non male come inizio Jason.
Ah sì, io sono Jason Sparks, ho diciannove anni e questa è la mia storia, forse più avventura. Si, meglio. E questa è la mia avventura.

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⏰ Last updated: Sep 06, 2016 ⏰

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