Notte d'Inferno

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Storia breve scritta per il concorso "Crociata d'inchiostro".

(Lo scorcio di quadro che ho scelto come ispirzione è il secondo, come spero si capirà durante la lettura, ma non chiedetemi come ho pensato a tutto ciò perché la mia mente contorta ha fatto tutto da sè. Taggo @Crociata_Inchiostro così sono sicura che vediate il capitolo entrambe u.u
Le parole credo siano sulle 1900 o poco più. Buona lettura!)

Un persistente sospiro gelido le rivestiva la cute di pelle d'oca, incurante delle consistenti e calde coltri di lana che rivestivano la bimba. Uno scampanellio flebile, tenue e lontano giungeva indistinto alle orecchie della piccola, la quale cercava di scacciarlo affondando il niveo viso nel morbido guanciale di piume.

Il familiare e fastidioso rumore di tacchi sul lucido pavimento di pietra, accompagnato dal cigolio dei cardini della porta, risuonò per l'intera stanza, provocando uno sbuffo annoiato da parte della mora, vogliosa di sprofondare nuovamente in un placido sonno.

«Vi prego, Anna. Mi lasciate riposare ancora un poco» borbottò ella, le parole soffocate appena dalla candida federa del cuscino.

I passi cessarono e la bimba, timorosa, strinse vigorosamente le coperte tra le dita, pronta a sentirsele strappare di dosso ed esser accolta dal tremendo freddo invernale che aleggiava nel castello in quel determinato periodo dell'anno. Passarono diversi attimi di tensione, prima che la ragazzina lasciasse la presa, interdetta.

Nulla avvenne.

La brunetta, curiosa, sbirciò il panorama circostante da una ristretta fessura tra il vello, notando così la totale assenza di luce tanto quanto quella della matrigna.

«Anna? Dove siete?» domandò confusa, le sue parole che rimbombavano e venivano riprodotte più volte sotto forma d'eco.

Nessuno rispose.

La piccola era certissima di aver sentito il classico ticchettio dei passi della donna raggiungere il suo capezzale, come era certa di aver udito il vecchio portone di legno aprirsi sotto la sua spinta.

Dove si era nascosta quindi Anna? Si era finalmente decisa ad accettare la sua sfida a nascondino?

Euforica all'idea di scovare la ragazza e vincere, la bambina balzò giù dal letto, fiondandosi ad aprire le pesanti tende di velluto per scorgere meglio la stanza alla chiara luce del sole. Rimase, però, molto delusa quando in cielo, al posto della stella, vi trovò una tetra notte d'inchiostro.

Come mai Anna aveva deciso di giocare con lei mentre il sole stava ancora riposando? Così la ricerca sarebbe diventata molto più complicata e difficile.

La bimba scosse la testa e prese un profondo respiro, ripetendosi più e più volte di essere una principessa e che niente e nessuno le avrebbe impedito di ottenere la bramata vittoria.

Rinvigorita di coraggio e determinazione, si incamminò verso l'uscita, cominciando a percorrere il lungo corridoio che connetteva gli alloggi reali alla sala da ballo.

I piedi nudi, a contatto diretto con il liscio e freddo marmo del pavimento, le continuavano a trasmettere gelidi brividi per tutto il corpo, risalendo magistralmente lungo la spina dorsale. I passi erano leggeri, quasi impercettibili in quell'irreale silenzio assordante che pareva inghiottire ogni singola vibrazione, anche il suo stesso respiro tremante.

Man mano che la mora avanzava, il buio sembrò intensificarsi, come se la fioca luce, proveniente dalle varie lampade a olio disseminate nel palazzo, venisse coperta da una coltre oscura, sempre più fitta e asfissiante.

Agli occhi della bimba, quegli interminabili corridoi e quelle enormi stanze, che normalmente riconosceva e denominava come "casa", stavano mutando in un luogo distorto e sconosciuto, dominato da incertezze e paure.

Butterfly's Flag - Raccolta di OSStories to obsess over. Discover now