Si abbassò il cappuccio nero sul capo, guardò alla sua destra, dopo che un auto rossa gli fu sfrecciata davanti facendo arrivare alle sue narici l'odore di benzina, arricciò il naso disgustato.
Alzò la testa puntando gli occhi celesti sulla staccionata della casa, strinse la lama fredda nascosta nella tasca della felpa, sorrise vedendo uscire un ragazzo dalla casa, indossava la sua stessa felpa, e dietro vi era ricamato in rosso "BloodClan" il ragazzo dall'altro lato della strada corse accanto al compagno di "Clan" e si stiracchiò le braccia, dopo essersi schiarito la gola pronunciò divertito "Mi sa che la prossima volta ci penserà due volte prima di parlare" ridacchiò con un tono quasi macabro portandosi le mani dietro la testa e facendo scivolare il cappuccio nero sulle spalle, mostrando i capelli neri e bianchi. Il ragazzo (molto) più basso sorrise, anche se quel sorriso stonava con il suo viso, esso non era felice, ed era strano vedere quel sorriso su un ragazzo così giovane, lo potevi definire come un sorriso triste ma con uno strano accenno di cattiveria.
Il più piccolo alzò il capo puntando gli occhi celesti sul ragazzo davanti a lui.
"Muoviti dobbiamo andare."
Proferì gelido, il più grande si voltò a guardarlo, dopo aver incrociato le braccia al petto e alzato curioso un sopracciglio chiese: "Perché tutta questa fretta? Non ci sono altri compiti per ora"
Il ragazzino rimase impassibile abbassando nuovamente il capo e superandolo.
Prese a camminare lasciando alle spalle la casa.
"È per mia madre"
Disse alzando la mano facendogli segno di seguirlo.
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Strinse la mano piccola della donna, guardandola nei suoi occhi verdi. La donna portò l'altra mano alla mascherina per l'ossigeno che l'infermiere gli aveva messo, scostandola di poco,
Tossicchiando e parlando a fatica cercò di parlare e con suo grande sollievo il dolore opprimente alla gola non vi era più.
"Tesoro mio... devi sapere una... una cosa importante..." Incominciò affannata venendo però interrotta dal figlio che gli sistemò una ciocca di capelli arancioni dietro l'orecchio, il ragazzo sospirò chiudendo gli occhi, per poi riaprirli mentre iniziava a parlare.
"Mamma, io non voglio dirti che guarirai e che staremo bene insieme, perché io e te sappiamo che non sarà così, -passò le punta delle dita sulla guancia della donna accarezzandola lievemente- non voglio illuderti, perché lo sappiamo entrambi che non sarà così..." il ragazzo inspirò con un accenno di tristezza ed espirò rilasciando tutto il nervosismo e il dolore che provava anche se non vi era niente nel suo viso che esprimesse anche di poco il suo stato d'animo, la donna sorrise e rimettendo la mascherina disse con più calma "Questo lo so, sei il mio bambino so come sei e quello che pensi, però prima che io ti lasci ti devo dire una cosa importante..." La donna tossicchiò e a fatica prese dal comodino dall'altra parte del letto una foto, e la passò al ragazzo con un sorriso, che rispecchiava il suo amore e la sua felicità di tutti gli anni di vita che avevano vissuto insieme, parlò con leggerezza e gentilezza cercando di guardare negli occhi del figlio in vano.
"Devi sapere che questa foto ce l'ha scattata tuo padre prima di partire..." Disse notando lo smarrimento quasi impercettibile del ragazzo nel squadrare accuratamente la foto.
Il piccolo rettangolo che teneva tra le mani raffigurava tre persone che erano nel giardino di casa, la più grande era una donna dal sorriso gentile, i capelli arancioni elegantemente legati in una morbida treccia appoggiata placida su una spalla e gli occhi verdi che guardavano un fagottino azzurro tra le sue braccia, lì vi era un neonato che dormiva sereno tra le braccia della madre, mentre seduto accanto a loro che sorrideva nel vedere il neonato, vi era un bambino di più o meno due-tre anni, i capelli corti e arancioni che erano scompigliati mentre gli occhietti verdi e vispi guardavano il fratellino.
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I'm A Demon, Do You Know It Angel? [Warrior Cats]
Fanfiction[...] Si fissavano da interminabili secondi, il blu mare e il celeste cielo erano immersi in una discussione che solo loro potevano sentire. "Te non andrai" la voce dura di Scourge raggiunse le sue orecchie, orecchie che sembrarono non sentire quell...
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