two

9 0 0
                                        

Quel pomeriggio stesso decise di andare a trovare sua sorella minore, perchè era lei la persona più importante nel suo piccolo mondo. Le aveva insegnato tanto sull'amore, nonostante fosse molto più piccola di lei, una bambina. Le voleva un bene dell'anima, e pensare che avrebbe dovuto spiegarle che aveva poco tempo da vivere la faceva stare male, male davvero. La bambina usciva da scuola e lei la andò a prendere. "Ciao. - disse la bimba, la ragazza aveva gli occhi lucidi al solo pensiero di dover lasciare andare un angelo così innocente, di doverlo far soffrire - Che ci fai qui? Non ci sono mamma e papà?" - chiese. "Ehi non sei contenta che ti è venuta a trovare la tua sorella maggiore preferita? - scherzava e nascondeva le lacrime dietro un sorriso falso - Vuoi andare al parco? Prendiamo un gelato." "Si, si andiamo! - la bambina era così felice, saltava dappertutto. Mentre la guardava la sorella era sempre più triste, ma era brava a fingere sorrisi. Aveva paura di ciò che stava per dirle. Presero un gelato e dopo aver giocato sul prato, si sedettero su una panchina all'mbra degli alberi. "Tu non vieni mai a trovarmi o almeno non lo fai da molto tempo, perchè sei qui oggi? - chiese la bambina continuando a mangiare il suo gelato. "Ti sei divertita oggi? - disse guardando la bambina. "Si tantissimo, grazie per il gelato. E' stata una giornata bellissima." "Sono contenta perchè credo che non ci saranno molti altri giorni come questo." "Che cosa vuoi dire? Possiamo divertirci quando vogliamo." - la piccola era confusa, non capiva cosa volesse dire la sorella. La ragazza stava per piangere, era così difficile dire ciò che voleva ad una bambina così piccola e ingenua. A dodici anni non si sa nulla del mondo, perchè farglielo scoprire così bruscamente. "Mamma ti ha detto che sto male, vero? Che sono malata..." "Si, mi ha detto che sei molto malata ma che riuscirai a cavartela, che ti aiuteremo. Non è così? - era preoccupata per sua sorella maggiore, per ciò che stava per dirle. "Non c'è un modo bello per dirlo, per cui lo dirò e basta; ho un tumore, non è curabile probabilmente morirò... tra poco, non ho molto tempo... Oggi sono venuta per dirti... - scoppiò in lacrime, non ce la faceva. La bambina piangeva e disse : "Non dirlo, non dirlo... Se sei qui per dirmi addio, non lo voglio sentire! Non dirmelo! - piangeva così forte che non riusciva a respirare, era spaventata. "Non andare, ti prego. - disse la ragazza con la voce rotta dai singhiozzi - Rimani, ho bisogno del tuo aiuto, non ti dirò addio se è questo che vuoi, rimani. Io ti voglio bene più che a chiunque altro, avrei fatto di tutto per non ferirti. Aiutami, resta con me in questo poco tempo che rimane." La bambina l'abbracciò forte e la riempì di baci sul viso. Non voleva lasciarla andare, lei valeva più di tutti nella famiglia. Avevano giocato insieme per anni, condiviso risate, passato moltissimo tempo insieme sin dalla nascita della piccola e ora tutto stava svanendo lentamente. Tutto il tempo insieme sarebbe stato solo un ricordo non più realizzabile. Si volevano bene veramente, il loro era un legame più forte di qualunque cosa, nato col tempo e l'amore fraterno.

"Ti voglio bene. - disse abbracciando la ragazza - Mamma e papà lo sanno?" "Si." - le lacrime si erano calmate, ma non avevano cessato del tutto. "Quanto tempo possiamo ancora passare insieme?" - chiese la bambina. Daprima la ragazza non volle risponderle, ma poi si vide costretta a farlo: "I medici hanno detto un mese e mezzo." - disse girando lo sguardo lontando dalla bimba. Stava per piangere di nuovo la piccola, ma faceva la forte proprio come sua sorella maggiore. Non voleva essere debole agli occhi della ragazza. Cerchiamo di fare i duri quando abbiamo paura, ma anche i forti devono lasciarsi andare. "Andiamo a casa. - disse la bambina - Ti prego." S'incamminarono. L'accompagnò a casa e se ne andò.

viaggio sola by joanbrownclWhere stories live. Discover now