Prologo

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Dopo una mattinata di lavoro Franco Moretti si concesse un piccolo momento di riposo. Si sdraiò sulla poltrona come faceva ogni martedì, giorno in cui si rilassava dopo aver passato l'intera settimana a firmare carte e amministrare la sua impresa.

Accomodatosi, prese un libro dal mobile attiguo alla poltrona dove era seduto e iniziò la lettura. Dedicata una buona mezz'ora a leggere, pose un segnalibro nel punto in cui si era interrotto e depose il libro nello stesso punto in cui prima lo aveva raccolto. Si alzò e aprì la porta-finestra che dava sul balcone. Scrutò il paesaggio formatosi davanti a lui con malinconia, gli anni passavano e il suo tempo si accorciava, ma di certo non pensava che il solo che gli era rimasto fosse limitato a una manciata di ore, misurabile da un banale orologio da polso.

Proprio da uno di questi il signor Moretti controllò l'orario e si avvicinò allo stereo, premette un pulsante e inserì un disco appena preso dall'album Making Movies dei Dire Straits e appena dopo aver premuto il tasto play si abbandonò nuovamente sulla sua poltrona tra le dolci melodie di Tunnel of Love, riflettendo sulla vita trascorsa senza un'anima gemella e rimpiangendo le sensazioni non provate che la musica tentava in quel momento di fargli nascere.

Intanto, un individuo misterioso varcò silenziosamente la porta che poco fa era stata lasciata aperta dall'altro uomo, l'individuo lo osservò, si rilassava sotto le soavi note dello stereo, mentre lui invece attendeva l'attimo in cui a musica si faceva più forte per muovere il primo passo. Arrivato il fatidico momento, l'uomo non esitò ad avvicinarsi e muovendosi silenziosamente con un cuscino in mano, e con esso, a sangue freddo, soffocò l'uomo finché egli non smise di contorcersi e di spargere urla soffocate dalla stoffa.

Buttato a terra il cuscino verificò dal polso del signor Moretti se esso era veramente morto e si avvicinò alla libreria. Facendo attenzione a non fare troppo rumore tolse i libri situati in uno scomparto e rimosse il poster presente dietro di questi ultimi, scoprendo una cassaforte. Con mano sicura sbloccò il sistema di protezione digitando l'apposito codice e mise tutti i soldi che trovò nel suo zaino, se lo rimise in spalla e si accinse ad evadere dall'abitazione, quando ad un tratto oltre la musica udì dei passi che stavano salendo le scale. Preso da un attimo di panico l'assassino pensò il più velocemente possibile e costrinse se stesso a calmarsi poiché i passi erano ancora lontani e doveva pensare velocemente ad un modo per fuggire. Arretrò portandosi sul balcone e iniziò a valutare alcune possibilità.

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La domestica entrò in cucina e vide l'acqua dentro il pentolino gorgogliare. Cercò tra gli scaffali una scatola azzurra e da questa prese una bustina per il tè.

Dieci minuti dopo si ritrovo a sorseggiare tè caldo da una tazza di porcellana con decorazioni dorate. Soffiò sopra la bevanda per raffreddarla e mandò giù un'altra sorsata fino a svuotare la tazza.

Ne prese un'altra pulita e la pose sul un vassoio d'acciaio, insieme alla teiera. Iniziò a salire le scale avvicinandosi sempre di più alla musica, quando fu vicinissima alla porta mi mise di lato cercando di aprila senza distogliere la mano dal vassoio.

Un urlò partì dalla sua bocca, il vassoi cadde, sul pavimento un liquido giallastro scorreva velocemente e una tazza si infranse in mille pezzi.

La signora Rossetti si precipitò nel piano di sotto e sollevato il telefono compose esitante un numero e dopo una brevissima attesa che per la donna era sembrata eterna una voce finalmente sostituì gli squilli

<<P-pronto Polizia>>.

Folgore RossaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora