Li designo come Nez'drav, mostri ignoti di cui si sa troppo poco per un'accurata descrizione.
Non so come siano arrivati in questo mondo o se essi si celavano sin dalla creazione di questo pianeta, ma una cosa è certa: loro sono cacciatori e noi costretti a essere cacciati... O meglio, prescelti. Prescelti a morire, soffrire, impazzire; ma forse sotto sotto... Che mi stia iniziando a piacere?
Tutto iniziò quel dannato giorno di metà marzo, mai così violento immaginai potesse essere un compleanno.
Dalia: Mephisto, Happy birthday! Ventitré anni sono tanti, stai diventando troppo vecchio!
Disse euforicamente.
Dalia è mia sorella, i miei
genitori ci lasciarono
quando avevo 6 anni... Ha
3 anni in più di me.
Mephisto: Mi dispiace per te ma ne ho ancora da vivere! Ancora per molto le mie collezioni degli ovetti kinder resteranno a me!
Dalia: Sei l'unico a volerle, rassegnati... Vado a prendere la torta, ritorno tra poco.
Disse sbattendo la porta
dietro di sé.
Mi ero svegliato da poco, dovevo agghindarmi per la probabile marea di persone che avrebbe portato in casa nostra.
Mi ritrovai d'innanzi allo specchio, il mio ciuffo rosso mi cadeva fino a coprirmi completamente gli occhi marroni.
Dopo aver fatto tutto il necessario mi girai a contemplare la casa, troppo vintage per i miei gusti, il legno massello era ovunque.
Nel frattempo entrò mia sorella con amici di amici, di cui metà mi erano sconosciuti, che rimasero abbindolati dalla torta, come lo ero d'altronde io in quanto immensa.
Mephisto: Dalia potevi prendere una torta che passasse almeno dalle porte...
( o ) ( o. )
.I.
Dalia: doveva essere in grande stile!
La festa proseguì fino alla notte, con balli, nuove conoscenze e tanto, ma tanto alcool.
Sfinito uscì dal balcone con uno degli invitati.
Mephisto: serviva proprio questa boccata d'aria.
Ignoto: hai mai sentito una storia chiamata nez'drav? (Scossi il capo in segno di negazione e continuò) parla di mostri che attaccano l'animo delle persone fino a renderle morte dentro, raccapricciante, chi mai potrebbe inventarsi tutto ciò?!
Rise fragorosamente.
Sorrisi a ciò, mi accesi una sigaretta e contemplai il bellissimo viale di villette situato qui a Baltimora.
Qualcosa non andava, i colori di una casa erano completamente morti, fissai le finestre per cercare magari il proprietario e vidi una figura umana con una giacca lunga e un cappello, entrambi marroni chiaro con degli occhi completamente viola che si muovevano, come se dentro di essi vi si potesse trovare il vuoto.
Tre secondi bastarono... E svenni sul colpo, entrai in una fase di sonno in cui sognavo come se tutto ciò che provavo fosse vero.
Sentii dolori atroci al corpo e scossi il capo per guardarmi. Il mio braccio venne tranciato da qualcosa di immaginario, la vista di ciò non mi fece nemmeno gridare da quanto io fossi scioccato. Successivamente l'arto lo ritrovai nel mio ventre dopo che fu tagliato e le budella incominciarono a uscire con una copiosa quantità di sangue, alle orecchie incominciai a sentire strane voci *Benvenuto* che non mi permettevano di concentrarmi. *vuoi iniziare questo gioco!?* Poi non vidi niente.
-Dalia: svegliati Mephisto!! Cosa è successo!!
Piangeva di dolore.
Sentendo quella voce incominciai a realizzare di essere tornato nel mondo reale
Mephisto: D-Da-Dalia... Cosa è successo
Vidi negli occhi di mia sorella una scintilla di felicità nel sentirmi parlare.
Dalia: Mephisto!!
Mi abbracciò con una forza immensa
Dalia: finalmente sei sveglio, sei in coma da due mesi!
Disse con ancora le lacrime.
Sentivo come se non avessi più l'arto sinistro anche se riuscivo benissimo a muoverlo e inoltre ero come vuoto. E ancora, mi bloccai, come ormai per troppo ero stato, al sentire di nuovo quella voce:
*Premio in palio?!?!!!? MORTE*
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Nez'drav
Mystery / ThrillerE qui davanti ai vostri specchi Guardate li attraverso i vostri becchi Non l'aspetto esterior dovete guardare Per capire se buoni o cattivi dovete giudicare Affrettatevi a controllar l'anima vostra Perché è quella che dovete metter in mostra E adess...
