Capitolo 1.

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Guardare il tramonto in spiaggia era una delle cose che preferivo fare : è magico vedere la notte calare lentamente e il cielo coprirsi con un manto di stelle. Abitavo a Malibù, una città situata a ovest della contea di Los Angeles, in California.

Vivevo con mio padre in una piccola casa affacciata sulla costa; dalla finestra della mia camera si vedeva un'immensa distesa di mare e spesso passavo le ore ad ammirare quel bellissimo paesaggio. Fin da piccola sono cresciuta in quell'ambiente: mare, spiaggia, caldo. Passavo i pomeriggi con i miei amici in spiaggia, sotto il sole che accarezzava la pelle delicatamente. Insomma, quel posto era la mia casa, la mia famiglia.

"Chloe" sentii pronunciare il mio nome una mattina, era mio padre che mi chiamava per la colazione. Adoravo scendere le scale ogni mattina con il profumo di uova e bacon che inondava il piano terra. Quella mattina io e mio padre facemmo colazione in veranda, con la vista del mare di fronte.

"Pronta per il tuo primo giorno di scuola?" mi chiese mio padre, tutto entusiasta. Dovevo passare al terzo anno dell'High School e sinceramente ne ero felice, adoravo studiare e imparare sempre cose nuove, ero una ragazza molto curiosa. "Sì" affermai decisa. Poco dopo sentii il campanello squillare, era Kaitlyn, la mia migliore amica. Passava tutte le mattine a prendermi per andare a scuola insieme. Ma io come al solito ero in ritardo, e Kait ne era consapevole dopo tutti gli anni trascorsi insieme. Entrò in casa "Ciao Chloe, ti aspetto qua" disse sedendosi sul divano e iniziando a chiacchierare con mio padre, come al solito. Avevano un ottimo rapporto loro due, in casa Kait era considerata come una seconda figlia.

Cinque minuti e scesi le scale, salutai Kait con un abbraccio e ci facemmo dare entrambe un bacio sulla fronte da mio padre per poi uscire di casa. Io e Kait ci conoscevamo letteralmente da una vita, eravamo nate a due giorni di differenza nello stesso ospedale e ci eravamo conosciute il primo anno delle Elementari grazie ad un paio di scarpe che indossavamo completamente identiche.

La nostra scuola non era molto distante dal nostro quartiere per cui in poco tempo ci trovammo di fronte a quello che lei chiamava "Inferno": come avrete capito, la scuola non era il suo forte.

Appena entrata nell'edificio la prima cosa che desideravo fare era mettere ordine nel mio armadietto, era essenziale per me : mi ero portata da casa una dozzina di foto e frasi da attaccare sullo sportello. Una volta finito feci un passo indietro per ammirare l'opera d'arte e andai a sbattere contro una persona. Come potevo inaugurare l'anno scolastico? facendo cadere tutti i libri a quel povero ragazzo, ovviamente. Dovete sapere che sono solita a fare figuracce.

Ero talmente abituata a sbattere contro le persone del corridoio che decisi di non guardarlo nemmeno e di aiutarlo a raccogliere i fogli caduti a terra; presi un foglio che attirò la mia attenzione "Blake Gray espulso..." feci in tempo a leggere. Decisi solo di chiedergli scusa per non avere problemi.

Tornai al mio armadietto per chiudere lo sportello quando ad un certo punto "Chloe" urlò Andrew, uno dei miei amici più cari. Subito dopo mi abbracciò , "Mi hai spaventata" dissi facendolo ridere. Era suo tipico presentarsi all'improvviso spaventando le persone. Conoscevo Andrew dal primo anno dell'High School, quindi non da molto tempo, ma era un ragazzo con la battuta sempre pronta e riusciva e far comparire un sorriso anche nei momenti più bui. "Come hai passato l'estate?" mi chiese. "Spiaggia, casa, spiaggia, casa..." risposi, era veramente la mia routine. "In più ho iniziato a prendere lezioni di surf da mio padre, ma sono abbastanza impedita" ammisi; mio padre faceva il surfista come professione e aveva aperto una sua scuola, per cui fin da piccola sono stata circondata dal mondo del surf. Feci scappare una risata ad Andrew , lui era davvero bravo nel surf, ed era pure stato allievo di mio padre.

All'improvviso arrivò Kait che iniziò a baciare Andrew. "Ragazzi, non davanti a me" dissi facendoli sorridere. Già, loro due erano fidanzati ed erano davvero una bellissima coppia, ma quando iniziavano a sbaciucchiarsi di fronte a me era fastidioso.

Il suono della campanella fece tornare alla realtà tutti noi. In poco tempo ci trovammo sui banchi ad aspettare l'ingresso della professoressa di letteratura. Quest'ultima entrò poco dopo accompagnata da un ragazzo. "Sedetevi pure. Vi presento il vostro nuovo compagno , Blake Gray" quel nome mi fece tornare in mente la scena del corridoio, era lo stesso ragazzo. Non attirò la mia attenzione più di tanto , ma notai tutte le ragazze della classe, inclusa Kait, squadrarlo dall'alto al basso. Erano letteralmente rapite dal suo aspetto, e quel povero ragazzo si sentiva leggermente osservato. La professoressa se ne accorse probabilmente dal momento che disse "Blake , vai pure a sederti. E ragazze, sedetevi pure voi."

L'ora di letteratura e quelle successive passarono in fretta, tra professori che chiedevano cosa avessimo fatto durante le vacanze e ragazze che cercavano di attirare l'attenzione del nuovo arrivato. Era finalmente arrivata l'ora di pranzo e Kait, Andrew ed io ci sedemmo al nostro solito tavolino all'aperto. "Come vi sembra il nuovo arrivato?" chiese Kait entusiasta. "Ehm ehm.." si fece notare Andrew "Ti ricordo che sei fidanzata" sottolineò. "Grazie davvero, non lo sapevo. Chiedevo solo se vi sembrava un tipo apposto" si difese Kait. "Ah, perché vorresti sostituirmi o ..." venne interrotto "No, smettila, cercavo solo.." smisi di ascoltarli, erano davvero buffi mentre litigavano. Ciò che mi divertiva era il fatto che litigavano sempre per delle sciocchezze. Iniziai a mangiare il mio pranzo e a guardarmi attorno .

La mia attenzione venne attirata da Blake, il ragazzo nuovo. Se ne stava seduto da solo , al tavolino più isolato di tutti. Era una scena piuttosto triste. Poco dopo arrivarono alcuni ragazzi della squadra di Football e si avvicinarono a lui, gli presero il vassoio e glielo buttarono a terra. Quella scena mi innervosì particolarmente, conoscevo da tanto tempo i ragazzi del Football e devo dire che se dovessero essere messi a confronto con delle galline probabilmente queste ultime risulterebbero più intelligenti. Il ragazzo non poté difendersi in alcun modo, per cui si alzò e se ne andò. Mi dispiaceva veramente. Avrei voluto fare qualcosa per aiutarlo, ma non sapevo cosa.

"Chloe" Kait attirò la mia attenzione "Allora vieni questo pomeriggio con me ed Andrew?" chiese. "No, scusatemi. Devo aiutare mio padre in spiaggia; sta avendo sempre più allievi e ha bisogno di un'assistente. Cerco di dargli una mano". "Tranquilla, vorrà dire che io ed Andrew passeremo del tempo da soli" disse. Ecco che iniziavano a fare i fidanzati sdolcinati. "Vi lascio soli" dissi probabilmente senza neanche essere ascoltata.

Nelle ultime ore di scuola avevo la classe di musica, seguivo un particolare corso di pianoforte. Adoravo suonare. A casa possedevo un grande pianoforte bianco, appoggiato accanto alla parete del soggiorno, vicino alla vetrata che dava sul mare. Mentre suonavo il resto del mondo svaniva, c'eravamo solo io e la musica. Dopo la fine della lezione decisi di rimanere ulteriormente nella classe , da sola, per suonare uno dei brani che preferivo in assoluto "Damien Rice- 9 Crimes" cantando con un filo di voce per non farmi sentire dalla gente che passava in corridoio.

Una volta finito il brano mi ricordai delle lezioni di surf di mio padre, presi la borsa e corsi di tutta fretta per non fare ritardo. Arrivai in tempo a quella che si chiamava "Scuola di Surf" , che in realtà era un piccolo capannone sulla spiaggia che conteneva l'ufficio di mio padre e il deposito in cui stavano tutte le tavole da surf; le lezioni invece si svolgevano tutte in spiaggia, ovviamente. Io dovevo passare la maggior parte del tempo in ufficio a rispondere alle chiamate e ad aiutare i nuovi allievi; quando invece avevo un po' di tempo in più lo aiutavo anche in spiaggia.

Appena arrivai ricevetti un messaggio da Kait, per cui tirai fuori il cellulare per leggerlo mentre mi avviavo verso l'ufficio. Quando all'improvviso andai a sbattere contro una persona, ormai non era una novità. Alzai lo sguardo per vedere chi era la povera vittima e incrociai lo sguardo di una persona a me familiare.

Walking blind // (Blake Gray)Stories to obsess over. Discover now