Questa che vi narro ora è la vera storia di Martino il musicista del sole, del suo infinito amore per Carla e della stupidità della luna.
La nostra storia ha inizio in un piccolo paesino della Scozia chiamato Lielos. Qui vi viveva un tempo un ragazzo di quindici anni chiamato Martino.
Era alto, aveva i capelli biondi, gli occhi azzurri e tutto il giorno non faceva altro che andare in giro, vestito con un tipico kilt scozzese e una cornamusa in mano.
Ma la sua abituale professione non era solo quella di come si vuole dire, non fare niente, il suo compito infatti era di alzarsi tutte le mattine, il più presto possibile, correre sulla collina e suonare la melodia del sole.
Non era questa però una melodia normale, questa infatti permetteva il sorgere del sole, e più Martino era felice, più il sole splendeva bello e lucente.
Questa allegria di Martino non cessava mai durante tutto l'anno, e questo permetteva al sole di sorgere sempre, più splendente che mai, rendendo felici gli abitanti di Lielos. Ma quest'ultimi, non dovevano ringraziare solo Martino, infatti la sua felicità e la sua allegria nascevano dall'amore che provava verso Carla, la più bella ragazza del villaggio e della quale Martino era invaghito.
Carla era stupenda, i suoi occhi erano bellissimi, esprimevano una dolcezza innata e i suoi capelli rossi erano come fuoco che brillava nel villaggio.
Anch'essa era segretamente innamorata del ragazza, ma come Martino aveva sempre avuto paura di esprimere i propri sentimenti.
Un giorno però la luna, acerrima nemica del sole, decise di distruggere la felicità di Martino per impedire al sole di sorgere. Per far questo l'unico modo era quello di far accadere qualcosa di grave a Carla, e far soffrir così il giovane innamorato.
La luna quindi una notte scese sulla terra e colpì Carla con un sortilegio, il suo viso e il suo corpo sarebbero diventati quelli di una vecchia.
Ritornando in cielo la luna aspettò qualche giorno per osservare le reazioni di Martino, sapeva che il giovane faceva visita a Carla tutti i giorni, e la sua infelicità avrebbe offuscato il sole, il suo eterno rivale.
Passarono però i giorni e il sole sorgeva indisturbato e più luminoso che mai.
Sorpresa la luna scese sulla terra, andò da Martino e gli chiese per quale motivo non era triste alla vista della sua amata, così invecchiata e senza forze.
Martino sorrise e disse: forse Carla è invecchiata, forse è stanca, ma i suoi occhi,la sua voce e la sua dolcezza sono più splendenti che mai.
La luna infuriata andò da Carla e con un ulteriore sortilegio gli tolse tutti i cinque sensi. Era ormai un vegetale e la luna era compiaciuta del risultato ottenuto.
Passarono però i giorni e il sole splendeva sempre più luminoso che mai.
La luna non stava più in sé, non capiva come Martino potesse essere felice in una tale situazione.
Si precipitò dal giovane per chiedere il perché di tale felicità, perché continuava a suonare imperterrito la sua cornamusa e far sorgere l'acerrimo nemico.
Martino alla domanda della luna, sul fatto se amasse ancora Carla, gli rispose: forse è cieca, forse sorda, ma lei vive ancora e io l'amerò fino alla fine.
A queste parole, lo sconcerto della luna arrivò al limite e la rabbia la fece impazzire del tutto.
Il giorno seguente volò dalla ragazza ormai ridotta a un vegetale, la prese e la porto dinanzi a Martino che si accingeva a suonare la cornamusa sulla collina.
La luna furibonda uccise la Carla davanti al ragazzo, e soddisfatta di quanto aveva fatto, iniziò a ridere di lui dicendogli: visto Martino era quello che volevi, ora non suonerai più quella cornamusa, il sole non sorgerà più e io sono la vincitrice di questa eterna battaglia.
Martino allora silenzioso si diresse verso il corpo dell'amata, lo raccolse e si diresse verso il dirupo.
Si girò verso la luna e sorridendo disse:tu luna che vuoi tanto primeggiare sul sole, hai creduto anche tu come tutti gli abitanti del villaggio, che io sono l'uomo che fa nascere il sole, ma non è così.
La luna allora sorpresa rispose: ma cosa stai dicendo, tu suoni ogni mattina per far sorgere il sole.
Martino sorrise ancora e rispose alla luna: Io suonavo ogni mattina al sorgere del sole per esprimere il mio amore per Carla. Il sole non aspetta me, sono io che aspetto lui.
Dopo queste parole sorrise per l'ultima volta, si volto e si gettò, con il corpo dell'amata esanime, giù per il dirupo.
Nello stesso momento il sole sorse e si mise a ridere anche lui della stupidità della luna.
La luna quindi vergognatasi di questa figura, si nascose nell'oscurità del cielo, e qui vi rimase per tutta la nottata con inoltre la consapevolezza che ora Martino e Carla sarebbero stati assieme per sempre.
Quindi se ora in qualche notte non vedere la luna, non preoccupatevi, si sta solo nascondendo dalla vergogna.
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MARTINO IL MUSICISTA DEL SOLE
FantasyMARTINO IL MUSICISTA DEL SOLE Questa che vi narro ora è la vera storia di Martino il musicista del sole, del suo infinito amore per Carla e della stupidità della luna. Una breve storia fatta d'amore e d'invidia, di speranza e di rinascita.
