E' l'ultima sigaretta che ho nel mio pacchetto, la sto accendendo con l'intenzione di godermela il più possibile, non come la mia vita.
Quella sta andando via sfumando.
Il mare che è a pochi metri da me mi ricorda tanto mia madre, non doveva andare così, non doveva morire, non doveva lasciarmi sola.
Se n'è andata via insieme ad una parte di me e la restante parte si sta lasciando morire.
Il vento sta facendo sventolare i miei mille ricci, a volte non li sopporto proprio.
Sono le tre del mattino, sola nella notte. Ormai è diventata la mia vita.
La cosa peggiore è che mi sento parte di tutto questo schifo.
Il giorno per la maggior parte del tempo dormo o rimando nella penombra di casa mia a sniffarmi della coca o a fumarmi una canna.
Cammino lentamente sulla via di casa.
D'inverno qui fa molto freddo, per fortuna ho la mia felpa che mi protegge, larga tre volte più di me. Dagli strappi sulle ginocchia entra dell'aria gelida.
Respiro profondamente quell'aria notturna, mi si congela il naso, ma non riesco a farne a meno, il suo odore, l'odore dell'erba bagnata, qualche rumore di una macchina da lontano, un gatto che miagolava sul muretto della casa accanto alla mia.
Sono più stanca del solito.
Penso di andarmene a letto.
Sul vialetto di casa mia vedo un ragazzo, è David.
<<Cosa ci fai qui a quest'ora David?>>
<<Ciao Gine, sono passato di qua per vederti. Mi dispiace di non esserci stato un anno fa per tua mamma>>
<<Meglio non parlare di questo.>> non sono ancora pronta ad affrontare questo argomento, credo che non sarò mai pronta.
David è alto molto più di me. Dall'ultima volta che l'ho visto è cresciuto. Ha delle enormi spalle. I suoi capelli sono scuri, tutto il contrario dei suoi occhi azzurri. Era il mio migliore amico prima che partisse senza dirmi niente. Mi è mancato ma non lo do a vedere. Vorrei parlare di mille cose con lui ma in questo momento l'unica cosa che mi viene in mente è <<Ti va una sballata?>> era l'unica cosa che mi avrebbe aiutata in quel momento. Mi fece un cenno con la testa come per dire di si e entrammo in casa.
Arrivai in camera ed aprii il mio armadio, presi quel grosso barattolo pieno d'erba e ne presi mezzo grammo.
Scendemmo nel soggiorno e sul divano iniziammo a fumarcela insieme, ridendo come dei babbei.
Era da tanto che non ridevo così, dalla morte di mia mamma.
David si avvicina,sempre di più, sento il suo fiato corto sul mio collo, "mi sei mancato così tanto", i suoi occhi mi guardano senza distogliere nemmeno per un momento lo sguardo su di me,e ad un tratto, tra le risate e la mente offuscata mi bacia.
E' un bacio occasionale.
Le nostre lingue ad un tratto si incontrano e i nostri respiri si fanno più pesanti. Circondo le sue spalle forti, non le lascio andare.
Il desiderio mi prende.
Inizia ad alzarmi la maglietta, a toccarmi il seno, sono sotto di lui.
Il mio cuore inizia a battere sempre più forte.
Mi sfila la felpa e inizia a mordermi i capezzoli che si fanno sempre più duri.
Due anni ci dicemmo addio senza dire una parola e ora invece siamo qui sul mio divano a baciarci, a toccarci a sentire il bisogno di uno dell'altro.
Nessuno sente il bisogno di me da parecchio tempo, continuiamo a baciarci. La mia mano scivola nei pantaloni, sono un po' tentennante, quasi agitata. Non penso di darlo a vedere perchè lo prendo in mano e poi inizio a farlo godere utilizzando la mia bocca, sempre più veloce.
<<Gine, non voglio venire>> mi dice col fiatone.
Ad un tratto è lui che mi scosta le mutandine, con la lingua disegna dei piccoli cerchi, intanto infila due dita dentro di me, all'improvviso smette, siamo io e lui. Soli.
<<Sei bellissima come due anni fa>> mi confessa nella notte oscura <<Voglio che sia tutto perfetto come lo era prima>>
<<Voglio sentirti>> gli confesso, non voglio pensare ora, lo voglio solo dentro di me.
<<Sei sicura?>> mi chiede, anche con un po' di imbarazzo.
Annuisco alla sua domanda e iniziamo a fare l'amore, mi penetra e io mi faccio indietro per un momento ma subito dopo i nostri corpi si uniscono e si sincronizzano.
Inizia pian piano, poi accelera, sempre più veloce.
Lui viene in un orgasmo dentro di me e io sento il suo calore.
Mi addormento quasi subito appoggiata sul suo petto.
Ciao a tutti, questo è il primo capitolo della mia prima storia. Spero che vi piaccia e che commentiate. Penso di scrivere quasi tutti i giorni. Ciao Cari! :*
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Il bacio nella notte
RomanceGinevra, una diciassettenne caduta nel giro dell'alcol e della droga dopo la morte della madre. Il padre mai conosciuto. Joseph, diciannovenne appena trasferitosi nella villetta accanto a quella di Ginevra. Sarà lui a sconvolgere tutta la vita di G...
