Capitolo 1 - Conoscenze

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<<Forza ragazzi, salutate tutti la nuova arrivata; Si chiama Elisa e si è trasferita da poco, quindi facciamola sentire a casa.>> Disse a gran voce Mary, la professoressa di italiano. Con aria un po timida, Elisa si fece avanti, mi ricordo che alzò la mano e disse <<Ciao... Io sono Elisa, ho diciassette anni e faccio danza.>> tutti in coro la salutarono, ma io non ebbi il coraggio, era bellissima. 

L'anno scolastico era cominciato da poco, quindi l'aria in classe era ancora abbastanza tesa tra i compagni. Ma non m'importava, volevo solo conoscere Elisa e magari offrirle un gelato. Ricordo tutto di lei: un corpo magrolino e delicato, i capelli biondi e sistemati con il codino, un sorriso che ti ruba il cuore e degli occhi che ti rubano l'anima. 

Dio, quegli occhi... Grandi, grandissimi, blu come il cielo notturno. 

A volte riuscivo a vederci le stelle dentro i suoi occhi, riuscivo a vederci il mondo.

Capii da subito che era una ragazza particolare, che non era come tutte le altre. Lo capii dal fatto che camminava a testa bassa, con grande umiltà. Bussava sempre prima di entrare in una stanza, anche con la porta aperta, anche in classe. Lo capii perchè se le facevano dei dispetti lei se ne fregava altamente e li ignorava tutti. " Una ragazza così farebbe impazzire qualsiasi ragazzo... ", pensai tra me e me, poi mi fermai un attimo, con gli occhi spalancati e il cuore a mille; si era girata a guardarmi. Io seduto all'ultimo banco con gli stessi occhi con cui una madre guarda il figlio, pieni d'amore... lei al quinto banco in seconda fila, vicino la finestra. Mi ha guardato e si è resa conto che la stavo fissando, sono diventato tutto rosso in pochi attimi. Poi mi ha sorriso e si è girata.

Sono tornato a casa pensando a questa scena, ci ho pensato tutta la notte. fino alla mattina successiva...

Io la guardavo, e lei mi guardava. Non sembrava disturbata dal fatto che la stessi fissando. Anzi forse le faceva piacere... Diavolo! ero innamorato perso. Ma non mi ero ancora nemmeno presentato. Cosa gli avrei detto? Come mi sarei potuto avvicinare ad una ragazza così senza sembrare uno stalker o uno sfigato? No, non potevo ancora. Non era il momento, dovevo trattenere tutto dentro ancora una volta... e aspettare di conoscerla meglio. Con la mente ormai sottosopra mi misi a dormire, a forza di pensare a lei, tutto il giorno era passato in pochi minuti. Se dovessi descrivere quella giornata oggi, la descriverei in massimo dieci righe; di cui otto parlano di lei.

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Sono in camera mia, sono le 8 di mattina e sono in ritardo... la sveglia non ha suonato e devo ancora preparare lo zaino, fare colazione, mettermi qualcosa addosso e uscire di corsa. Alla mia vecchia scuola si entrava qualche minuto dopo, verso le 8:30, per permettere a chi veniva da lontano di arrivare in tempo. quindi avevo 30 minuti per prepararmi e farmi 3 km. Decisi di saltare la colazione, buttai i libri dentro lo zaino andando a memoria sulle materie che avrei avuto, mi misi una maglietta che avevo stropicciata sulla sedia e uscì correndo verso scuola. 

Riuscì ad arrivare 5 minuti prima e lei era lì... Elisa era lì e mi notò. Mi resi conto di avere tutti i capelli spettinati, lo zaino che mi era scivolato sul braccio e un fiatone che sembravo un vecchio con problemi respiratori. Ma lei si mise a ridere, ed io rimasi incantato ancora una volta. Poco dopo suonò la campana, lei mi salutò lievemente con la mano ed entrò.

 Non sapevo se rideva per me o di me. Mi sono sentito uno scemo. Sai no? ... quel momento in cui hai fatto una brutta figura ma che ha fatto ridere la persona che ti piace.

Finalmente arriva la terza ora, 15 minuti di pura libertà. Gente che mangia, che urla, che ride, che copia i compiti; Poi lei, che invece si mise a disegnare. Era la mia occasione... potevo finalmente presentarmi! Mi avvicino, la guardo, lei mi guarda, io rido e le dico: <<Che cosa fai?>> <<Disegno.>> mi rispose, lo vedevo bene ma ero timido e non sapevo cosa dire, così feci una mezza risata per scherzarci su ma credo di essere sembrato più psicopatico che altro. <<Io comunque sono...>> <<lo so chi sei.>> mi disse, continuando con <<Sei il ragazzo che mi fa tanto ridere!>> ti giuro, mi sono sentito in paradiso. Così le chiesi <<Puoi insegnarmi a disegnare? non sono un gran che...>> e lei mi rispose con <<Anch'io non so disegnare, faccio danza! disegno solo per sfogarmi qui a scuola.>> <<Cosa stai disegnando? posso vedere?>> lei mi mostrò il disegno dicendomi <<Ti piace? è una ballerina.>>

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⏰ Last updated: Jul 18, 2016 ⏰

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