Capitolo uno [smoke]

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Scarlett pov's
-Bene,Buongiorno signorina.Benvenuta nel Liceo Superiore Da Vinci, lei é? -
La signora di età abbastanza anziana mi scrutava attentamente, in ogni minimo dettaglio con i suoi piccoli occhietti color ghiaccio e la cosa mi mise molto a disagio.
-B-buongiorno S-signora i-io sono Scarlett Collins e ho diciassette anni.-
Dissi io balbettando, una cosa che odiavo fare ma che era inevitabile,ogni volta che dovevo parlare con qualcuno che fosse fuori dal mio contesto familiare.
-Bene signorina Collins, noto che ha un cognome americano..-Disse la signora anziana scrocchiandosi le nocche delle mani.
-Sì,mio padre era Americano.Era un famoso avvocato di New York.-aggiunsi io.
-Noto che parla al passato, discutendo su suo padre..-disse la preside acuta.
Ecco.Ora devo raccontare la solita solfa della mia vita.Della mia solita e misera vita.
-Ecco..Mio padre é morto di cancro al cervello ed ora vivo solo con mia madre e mio fratello.-
Spero non abbia il solito attacco di compassione che tutti hanno nei miei confronti quando sanno la storia di mio padre,non riesco a reggerlo il più delle volte,
Ma la preside rimase quasi impassibile, ripulendosi i suoi occhiali dorati pronunciò solo:
-Bene, ha già parlato abbastanza.La classe che le assegno é la 4B.-
Rimasi un pò scioccata da come mi aveva liquidato la signora. Rimasi a fissarla per qualche secondo con gli occhi spalancati, ma poi decisi che effettivamente avrei dovuto incamminarmi verso la mia classe. Raccolsi il mio piccolo zaino grigio e raccolsi la giacchetta che avevo distrattamente buttato sul pavimento.Bisbigliai un timido congendo e uscì dalla stanza.Ero abbastanza confusa.Non mi aspettavo un trattamento da regina,ma il fatto che non mi abbia neanche fatto parlare mi ha lasciato un pó perplessa e forse avrei preferito anche un pó di quella fastidiosa compassione.Sospirai leggermente e iniziai la mia ricerca. Girai per tutta la scuola alla ricerca della mia classe ma sembrava quasi non esistesse. Camminai e camminai, fino a raggiungere un piccolo corridoio stretto e polveroso.Lo percorsi tutto ed arrivai davanti ad una piccola porta di legno.Non presentava nessun tipo di segno e sapevo sicuramente che non era la mia classe,ma il mio subconscio quasi mi obbligò a dare una sbirciata.Con molta leggerezza e calma poggiai la mano sulla maniglia fredda e con molta lentezza aprì la porta. Senti una voce e dei movimenti veloci e confusionati finché non infilai la mia testa nella porta.
-Ma che cazz..-Queste parole furono pronunciate da un ragazzo moro, molto più alto di me e con degli occhi verde chiaro e una sigaretta in mano. Dei bei occhi verde chiaro. Rimasi molto a fissare gli occhi del ragazzo e forse anche troppo, perché dopo qualche secondo il ragazzo disse tutto calmo:
-Ma che cazzo vuoi tu, rossa?-
Oddio che cosa dico ora? Non ho mai parlato con un ragazzo così bello, beh in realtà non mai proprio parlato con un ragazzo in generale,perché la mia timidezza mi ha sempre bloccato sul avere qualsiasi tipo di rapporto con un ragazzo.
-Ehm..ecco...io..Tu...-Dissi io balbettando.Oddio lo stavo facendo ancora.
-Okay okay ho capito,sta zitta.Ma tu cosa hai visto qui? -
Il ragazzo teneva la mano nascosta dietro la schiena,con il fumo che era palesemente tutto intorno alla stanza.
-Beh..Tu stavi fumand..- dissi con lo sguardo basso.
-Nessuno stava fumando qui okay?okay.-disse il ragazzo con la sua solita tranquillità.
Non ci credo.Ma mi crede stupida?
-o..okay- dissi io sottovoce.
-Ma tu chi cazzo sei?Non ti ho mai visto pel di carota..- Disse il ragazzo riportando la sigaretta tra le sue labbra.
-I-io sono Scarlett Collins e sono nuova in questa scuola..-balbettai io.
-Uhm okay..Le aggiungo alle cose di cui non me ne frega un cazzo..-
Ma cosa?Ma qual'è il problema di questo ragazzo?
-Ma se me lo hai chiesto tu!E poi tu chi sei?-Dissi quelle parole con rabbia,perché non capivo come una persona che neanche mi conoscesse potesse trattarmi così.
-Senti..stai zitta..E poi come mi chiamo non sono affari tuoi ,rossa..-
Il ragazzo senza nome alzò la schiena dal muro delle piccola stanzina che identificai come lo stanzino delle scope o qualcosa del genere,spense la sua sigaretta contro muro, trattenendo ancora il fumo nei suoi polmoni.Si avvicinò a me con un leggero ghigno, e si piegò verso la mia testa. Iniziai ad andare nel panico,ma il ragazzo mi buttò solo il fumo sulla faccia e poggiò il mozzicone della sigaretta tra i miei capelli.
-Ci si vede,Scarlett..- e dette queste parole uscì dalla stanza,come se niente fosse.Io rimasi impietrita e sconvolta.Tolsi delicatamente il mozzicone di sigaretta tra i miei capelli e decisi di andarmene subito da lì.Per la paura di rincontrarlo e la paura di volerlo rincontrare..

Xoxo
Charlie&Mare

●It Was Destiny●Stories to obsess over. Discover now