Ero davanti all'avengers tower, un edificio altissimo che si perdeva tra le nuvole, con un'enorme A luminosa in cima. Quella torre si vedeva da chilometri di distanza; da piccola la guardavo sempre prima di andare a dormire, dalla mia stanza al dodicesimo piano nel centro di New York e immaginavo tutti quegli eroi indaffarati che studiavano piani per salvare il mondo.
Non riuscivo ad entrare, facevo un passo verso quella enorme porta di vetro e arretravo subito di due. Ero così eccitata all'idea di vedere i miei idoli ma allo stesso tempo spaventata dalle loro figure. La mia fantasia non riusciva a frenarsi; sentivo l'odore di sudore nella palestra mentre Capitan America si allenava, il rumore delle frecce scagliate da occhio di falco e le esilaranti battute di Iron Man.
Preso un po' di coraggio mi avvicinai alla porta, mi ero specchiata nel vetro passando una mano tra i miei capelli bruni cercando di metterli il più in ordine possibile, per poi sistemarmi la camicia leggermente stropicciata. Dovevo apparire al meglio.
Non c'era rumore all'interno, un silenzio tombale. L'arredamento era abbastanza povero, c'erano solamente due o tre quadri sparsi sui muri e due piante abbastanza basse ai lati della porta; ma per qualche strano motivo dava comunque un senso di calore e accoglienza. Il silenzio era stato interrotto un attimo dopo dal rumore di passi di un uomo, probabilmente una guardia o cose simili
-e lei sarebbe?-
-il mio nome è Ashlie Brown, ho chiamato due giorni fa per un colloquio con il sigor Stark-
-per il posto di segretaria se non sbaglio-
-esatto-
L'uomo mi aveva fatto segno di seguirlo fino all'ascensore e intimorita da quella corporatura robusta e alta che avrebbe fatto paura a chiunque gli ero andata dietro.
-vada fino al piano 21-
Con queste parole mi aveva abbandonata a me stessa dentro una minuscola e claustrofobica gabbia di metallo. Dopo aver premuto il pulsante con il numero 21 sentivo chiaramente la tensione estendersi in tutto il corpo; ma in fondo era solo un colloquio per farsi assumere come segretaria.
Quando le due porte di ferro si erano aperte si vedeva solo un lungo corridoio con due alte pareti grige, dopo aver bussato alla porta di legno mi aveva aperto appena due secondi dopo un uomo; elegante, con occhi scuri, barba e capelli perfetti e un grosso sorriso stampato sulla faccia, mentre i suoi occhi mi scrutavano da cima a fondo
-signor stark?-
-l'unico e il solo bellezza-
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Blind Vengeance
FanfictionIl mio nome è Ashlie Brown e la mia missione è di uccidere colui che ha tolto la vita a mia madre, rovinato la mia esistenza e fatto passare piu di un anno di atroci sofferenze che mi hanno portato ad essere il mostro che sono ora. Per farlo c'è un...
