CAPITOLO 1

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La luna piena è alta nel cielo e veglia sulla valle e sul sonno dei suoi abitanti, il silenzio è quasi totale e non soffia neanche un alito di vento a smuovere rami e cespugli. Sembra una notte da favola, ma gli umani che popolano la valle e le colline sono ignari di quello che accade durante la notte. Non conoscono le creature che al calar del sole escono dai loro squallidi nascondigli e vagano nella notte alla ricerca di sangue caldo per saziare la loro eterna sete.
Per me è una nottata di caccia come tante altre, ma le mie prede non sono umane e non uccido per sfamarmi, io caccio i predatori notturni: i vampiri.
É questo il mio compito, o meglio, lo è stato per molto tempo, ma ora le cose sono cambiate. Non sono più una freelance ma appartengo a una coven, o almeno i membri ne sono convinti.
Non amo essere comandata, ma ho dovuto imparare a scendere a compromessi e vivere in un'insolita convivenza di razze.
Gli umani immaginano la notte popolata da fantasmi, folletti, fate, licantropi, vampiri e altre insolite creature, alcune reali e altre frutto della loro fervida immaginazione.
Il mio campo è quello dei vampiri e gli umani conoscono solo la più prospera delle loro razze: i succhiasangue impuri. Ignorano che, in un tempo lontano, non esisteva solo quella razza di antichi ma ce n'erano molte altre. Alcune sono state annientate e altre si sono semplicemente estinte. Pensano che siano esseri immortali ma non lo sono, come gli umani, invecchiano e muoiono, ma lo fanno molto più lentamente e il fatto che siano impuri aiuta a confondere le idee.
Non esiste un vampiro nato tale ma solo umani, solitamente giovani, infettati dal loro veleno che li trasforma in esseri impuri come loro.
Si mormora che da qualche parte, ben nascosti in qualche remoto angolo del pianeta, esistano ancora piccoli gruppi di antichi, ma nessuno sa se sia leggenda o verità.
Io posso affrontare solo ciò che vedo e così lascio le leggende a chi non ha niente da fare e mi concentro sugli incarichi che mi sono stati affidati.
Tutti mi conoscono come una mezzosangue e io li lascio credere che sia così, quando in realtà sono qualcosa di più complicato, una specie di anomalia. Qualcosa che, ne sono certa, farebbe gola sia alla Sorellanza sia ai Volturi. In ogni caso, per me, significherebbe essere nei guai fino al collo, così fingo di essere una di loro.
«Cacciatrice, non percepisco nessuno e tu?»
Sobbalzo quando sento la voce di Demetri nel mio auricolare.
«Niente umani e niente vampiri. Serata fiacca» rispondo, tenendo premuto il pulsante nel centro di quel fastidioso arnese.
«Andiamocene, io mi sono stufato» sbuffa Demetri.
«Gli ordini di Aro non sono questi» tuona a una vocina fastidiosa, quasi quanto il suo potere di causare atroci sofferenze solo con la forza del pensiero. No, la sua voce è decismanete più fastidiosa.
Non ho mai sopportato Jane e se non dovessi fingermi una del loro clan, l'avrei già fatta a pezzi e ridotta in cenere.
Questa è la missione che mi ha affidato la Sorellanza: infiltrarmi tra i Volturi per studiarli da vicino.
Mi sono chiesta spesso quale fosse lo scopo, il loro pare essere il più importante clan del mondo e tutti conoscono chi sono, cosa fanno e i loro poteri.
Ho accettato solo perché avevo già interessi all'interno del clan. Interessi che ho evitato di far conoscere ai membri della mia coven, altrimenti sarei stata sicuramente bandita e questo non posso permetterlo.
«Ok ragazzi. Facciamo così: se entro un'ora non accade nulla ce ne torniamo tutti a casa. è inutile fare un'esercitazione se non c'è nulla con cui esercitarsi»
La mia proposta è seguita da lamentele da parte di Jane e Alec ma alla fine cedono sotto l'insistenza di Felix e Demetri.
Mi levo dall'orecchio l'infernale aggeggio, sicura che sarà un'ora tranquilla.
Mi sdraio su un muretto di pietra che è tutto quello che resta di un antico mulino e osservo il cielo notturno.
Vorrei essere una ragazza umana e non dovermi preoccupare di vampiri, vorrei conoscerli come li conoscono loro: creature che esistono solo nei libri o nei film.
Vorrei essere io stessa la fantasia di qualcuno invece di essere un'anomalia negli annali dei vampiri.
Mi hanno detto che discendo da una razza molto simile a quella umana ma che reagiva diversamente al veleno dei vampiri.
Non mi trasformo in un essere freddo e senza vita come loro ma mantengo le mie caratteristiche umane, acquisendo però la loro forza e agilità. Come alcuni di loro, ho poteri particolari, ma poco tempo per usarli, purtroppo dagli umani ho ereditato la durata della vita.


MoonbowWhere stories live. Discover now