Never click suspicious links
Reminder: Wattpad will never ask for passwords, payment information, or other sensitive account security details.

Capitolo 1

2K 83 41
                                        

Apro i miei occhi lentamente. Osservo il luogo in cui mi trovo, ma non è certo il solito posto in cui vivo. Davanti a me c'è un bosco magnifico, pieno di abeti alti e maestosi, incorniciati da un cielo notturno straordinariamente stellato. Sono da sola, ma non ho paura. Contemplo ammirata quel cielo stupendo, e all'improvviso noto delle stelle cadenti che lo attraversano velocissime. A quel punto sento nel mio cuore il bisogno di esprimere un desiderio: trovare qualcuno che mi capisca. Amici veri, non quelli che con ipocrisia ti sorridono davanti per poi pugnalarti dietro chissà quante volte. Di quelli ne ho avuto già abbastanza.
Non mi sembra di chiedere molto, infondo.
A un tratto sento un suono insistente e fastidiosissimo. Maledetta sveglia. Mi accorgo solo ora che stavo sognando. Come se non bastasse ci si mette anche mia madre a urlare dal piano di sotto:"Saraaaaa! Sveglia o farai tardi a scuola! Oggi hai l'esame orale di maturità e ti conviene essere di fronte all'istituto alle otto puntuali, se non vuoi sentirle da me e da tuo padre poi!"
"Ok mamy mi sto alzando, tranquilla!" le rispondo, stiracchiandomi nel letto.
Mi alzo controvoglia, dispiaciuta per aver dovuto abbandonare quel sogno stupendo; ma ne avrò di tempo per sognare in questi mesi di vacanza. Come prima cosa butteró la sveglia dalla finestra, poi il resto verrà da sé.
L'unica consolazione mi è data dal fatto che dopo quest'ultimissimo giorno di liceo, il mio animo sarà più sereno e potrò dedicarmi a suonare la mia adorata chitarra.
Ho sempre ritenuto che la musica sia una compagna fedele che ti comprende meglio di chiunque altro; lei non ti tradisce e ti regala gioia, sensazioni uniche che nessuno in vita mia mi ha fatto provare se non lei. Seriamente, non c'é niente di meglio della musica per viaggiare con la fantasia.
Mentre ho la testa immersa nei miei pensieri mi preparo lavandomi i denti e sciacquando la mia faccia assonnata. Cerco di sistemare come meglio posso i capelli, che al momento sembrano un ammasso peggio dei nidi degli uccelli. Mi faccio spavento da sola appena mi sveglio. Fortunatamente con l'aiuto della spazzola e di un po' di pazienza li sistemo. Tante persone, mamma compresa, spesso mi hanno detto di tagliare questi capelli castani troppo lunghi; ma rimango sempre del parere che la lunghezza fino al sedere per me sia ottima. Ad alcuni rispondo persino che vorrei farmeli crescere fino ai piedi. Ovviamente non lo farò mai, ma gli dico così solo per il gusto di sorridere alle loro reazioni e alle loro facce. Che fastidio la gente che non si fa i fatti suoi.
Io ho questa opinione, che finché non me ne importa dei fatti delle persone io pretendo che a nessuno importi dei miei. Purtroppo ciò non è possibile, e questo è il lato negativo di vivere in un piccolo paese.
Mi trucco leggermente, cercando di coprire le lievi occhiaie che contornano i miei occhi castani a causa del poco sonno. Poi corro a vestirmi. Un paio di jeans scuri ed una camicia rossa con le maniche corte e arricciate andranno più che bene. Il rosso risalta molto sulla mia carnagione chiara, è un colore che insieme al blu amo parecchio.
Metto le ballerine al posto delle ciabatte e via; sono pronta per andare a scuola.
Ah dimenticavo....la mia tesina!! Ma dove ho la testa!
Prima di uscire la mamma mi saluta: "In bocca al lupo Saretta mia, oggi è per davvero il tuo ultimo giorno di scuola al liceo; mi raccomando, fai vedere a tutti quello che vali. Quando torni a casa io sono qui che ti aspetto".
"Grazie mamma, ma non essere ansiosa altrimenti metti ansia anche a me; va bene? Ci vediamo questo pomeriggio".
Detto ciò le sorrido e le do un bacio sulla guancia che lei ricambia, esco di casa e mi incammino verso la macchina di mio papà. Oggi mi accompagna lui a scuola.
Dopo circa mezz'ora sono davanti al liceo classico, con la tesina in una mano tremante e mille preghiere in testa. Approfitto del tempo di attesa per ripassare. Quando arriva il mio turno mi presento in aula, con i professori che mi squadrano dalla testa ai piedi. Ho la sensazione che mi guardino strano.
"E così tu sei Lamberti, la ragazza che ha portato una tesina molto particolare, sul macabro," mi dice la preside, in tono velatamente schifato.
Subito dopo vedo una busta all'angolo dell'aula con quelli che sembrano essere degli invitanti panini; probabilmente la merenda dei professori, visto che di lì a poco sarebbe stata ora di pranzo, e penso: ~Ora vedi che ti combino vecchia megera, ti dirò tante di quelle cose terrificanti e grottesche che alla fine non mangerai per una settimana; così impari~.
Effettivamente ho dato il meglio di me visto che in fatto di cose macabre e horror non mi batte nessuno, e dal viso della preside, professori compresi, ho capito che la mia missione è compiuta.
Non comprendo perché se una vuole fare una tesina per fatti suoi e con il suo argomento preferito ti debbano pure giudicare. Tanto io i collegamenti glieli avevo fatti tutti. E poco importa se mi avrebbero penalizzato per questo, almeno ho seguito le mie preferenze ed il mio stile.
Dopo aver finito quella tortura (penso lo sia stata più per loro che per me) mi precipito subito fuori dall'istituto e in un baleno raggiungo l'auto di mio padre. Voglio solo rilassarmi e infilare le cuffie del mio amato mp3 nelle orecchie, mi manca così tanto.

È trascorsa una settimana e ho da poco saputo che sono finalmente diplomata. I miei mi hanno chiesto cosa ho intenzione di fare nella vita. A dire il vero non so cosa rispondere loro, ho tante idee in testa. Cosí decido di rifletterci un po', finché non giungo alla conclusione che vorrei prendere un anno sabbatico. Ho sempre desiderato trascorrere alcuni mesi in Inghilterra, lì ci abitano da anni il mio caro zio e la sua compagna, che si sono dovuti trasferire per via del lavoro. Con la scusa potrò colmare le lacune del mio "non proprio perfetto" inglese. Fortunatamente i miei genitori accettano felici la mia proposta. Subito contatto lo zio per chiedergli se è d'accordo, e si dimostra contentissimo tanto che è lui stesso a prenotare il biglietto per il mio viaggio. E così, tra sette giorni partirò. Destinazione Londra.

Salve a tutti cari lettori:-)
Questo è il primo capitolo di una storia molto particolare, leggermente creepy ,che avevo intenzione di scrivere già da tempo. Spero vivamente di riuscire nel mio intento!
Qui vi presento Sara e vi faccio capire un po' la sua personalità. Dal prossimo capitolo inizierà la storia vera e propria.
A presto! :-)

Impossible loveStories to obsess over. Discover now