Capitolo 1

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Chiudo la valigia con un colpo secco e alzo lo sguardo per incontrare gli occhi marroni arrossati dalle lacrime di mia madre e il sorriso incoraggiante di mio padre.

"La mia piccola Ariel sta crescendo" sussurra mia mamma venendomi incontro, per poi stringermi in un caloroso abbraccio.

"Ho ventidue anni mamma sono cresciuta da un pò" dico ridacchiando e stringendola a mia volta.

"Mi mancherai tanto piccolina"

"Anche te mamma" ammetto cercando di trattenere le lacrime, si stacca da me molto lentamente e mi sorride mentre si asciuga le guance bagnate, dopo di che mio padre mi prende dalla vita e mi alza da terra stringendomi forte a lui, ispiro per un ultima volta il suo dopobarba che sa di ciliegia e mi mette giù. Prende la mia enorme valigia e la carica nella mia piccola panda bianca che dovrò sfortunatamente lasciare qua a Torino. Do' un ultima occhiata alla mia casa e faccio un'ultimo cenno con la mano ai miei genitori che mi mancheranno immensamente .

Salgo in macchina e guido verso l'aeroporto pronta a prendere il mio volo verso New Orleans. Quella città è adatta me e al mio sogno di diventare una pittrice conosciuta, sprizza arte da ogni angolo e so di avere molte più possibilità li che qui a Torino, dove le persone iniziano a riderti in faccia non appena sentono la parola "pittrice". Voglio allontanarmi da questa mentalità chiusa e ingiusta. Parcheggio davanti all'entrata ed entro dentro l'enorme edificio, guardo il tabellone con su scritto le partenze e vedo New orleans al terzo posto. Dopo aver superato ogni procedura, tra cui il metal detector che odio profondamente, finalmente salgo sull'aereo che mi porterà via una volta di tutte da qua. Mi siedo al mio posto per miracolo accanto al finestrino e sento la voce dell'hostess spiegare tutte le procedure, io mi limito a sbuffare impaziente di arrivare a destinazione e a infilare le cuffie, nonostante non si potrebbe usare il telefono prima della partenza, facendo partire dysfunctional dei Tech N9ne, beccandomi un occhiataccia dalla signora anziana seduta accanto a me. Finalmente sento l'areo partire e subito porto il mio sguardo fuori dal piccolo oblò; l'adrenalina si sparge in me non appena si alza da terra e la forza di gravità mi spinge leggermente contro il sedile, vedo la mia città diventare sempre più piccola fino a sparire sotto lo strato bianco e candido delle nuvole.

Ciao ciao Torino penso tra me e me sorridendo e chiudendo gli occhi dato che mi aspetta un lungo viaggio.

Sento qualcuno scuotermi il braccio e apro lentamente gli occhi, vedo l'hostess sorridermi e avvisarmi del fatto che siamo atterrati, subito la stanchezza svanisce lasciando spazio all'euforia ringrazio la ragazza dai lunghi capelli biondi e gli occhi verdi e scendo di fretta rischiando di inciampare nelle scalette di ferro, le gambe intorpidite non mi impediscono di continuare a correre verso il nastro dove vedo sbucare la mia valigia nera.

fermo un taxi e salgo con il sorriso stampato in volto, l'uomo barbuto mi chiede dove voglio essere portata e gli dico l'indirizzo della piccola casa che ho comprato risparmiando soldi per quasi due anni facendo lavori part-time qua e là, dalla babysitter alla cameriera per fortuna i miei mi hanno pagato il viaggio. Mentre l'auto sfreccia tra le vie di New orleans io guardo fuori dal finestrino con gli occhi spalancati; nonostante siano le 2 di notte questa città non si spegne mai sempre allegra e pronta a fare festa, vedo persone suonare in mezzo alla strada con intorno un sacco di persone, gruppi di ragazzi che ridono e bevono, locali con insegne enormi e luminose pieni zeppi di persone. Arrivo a destinazione e pago l'uomo per i miei gusti triste e afflitto e prendo la mia enorme valigia. Il quartiere francese è spettacolare e davanti a me vedo la mia casetta bianca uguale alle foto viste il mese prima; intorno c'è una staccionata mal ridotta che dovrò sistemare e un piccolo giardinetto che conduce davanti alla porta, accanto c'è un'enorme e possente villa con le luci accese mi incanto per un po ad osservarla nei minimi dettagli ma poi mi risveglio dal mio stato di trans ed entro dentro la mia piccola e confortante casa arredata dai miei genitori. Appena entro vedo il salotto con un divano posizionato al centro e una tv davanti, le pareti bianche e spoglie pronte per essere riempite di foto e quadri, poi c'è una porta che porta alla cucina con le pareti del medesimo colore, accanto alla cucina un corridoio conduce a due stanze una la mia camera da letto e l'altra il bagno, chiudo a chiave la porta di casa e mi butto a peso morto sul divano addormentandomi subito nonostante le ore passate a dormire in aereo. Mi sveglio di buon umore verso le otto di mattina e chiamo i miei genitori ricordandomi troppo tardi del fuso orario.

"Tesoro come è andato il viaggio?" domanda mia mamma non appena risponde al telefono, dalla voce capisco di averla appena svegliata.

Sorrido sentendo già la loro mancanza e gli racconto tutto quello che vuole sapere, restiamo per quindici minuti buoni al telefono e poi mi assicura che mi saluterà mio padre dato che sta dormendo tranquillamente. Mi aggiro per la casa per un po' e poi entro in bagno facendomi una bella doccia fresca sentendomi sudata e sporca. Esco dopo aver canticchiato le parole di un cartone animato che guardavo da piccola e mi vesto prendendo i primi vestiti che mi capitano sotto mano che ho lanciato a caso nella valigia prima di partire, ovvero dei jeans chiari e una semplice maglia  nera e attillata, mi pettino  e non mi trucco lasciando i miei occhi marroni, uguali a quelli di mia madre, al naturale. Ho fatto una lista di cose da fare
ovvero:

fare la spesa
sistemare la valigia
visitare il posto
e ridipingere la staccionata.

Esco munita della mia borsetta nera e carta di credito per poi cercare su google maps il posto più vicino dove fare la spesa. Lancio uno sguardo all'enorme villa e vedo un ragazzo moro vestito molto elegantemente che si guarda intorno è molto affascinante devo ammettere, non appena si gira incrocia il mio sguardo e io imbarazzata faccio finta di niente continuando a camminare.

 Lancio uno sguardo all'enorme villa e vedo un ragazzo moro vestito molto elegantemente che si guarda intorno è molto affascinante devo ammettere, non appena si gira incrocia il mio sguardo e io imbarazzata faccio finta di niente continuando a cam...

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Alloraa mondo, premetto col dire che questa storia si basa sulla serie tv "the originals"  che se non avete visto dovete correre a vedere o verrò a trovarvi a casa. -so dove abitate-. No no é vero, okay basta.
E che aggiornerò poco in questo periodo perché devo finire l'altra mia storia (che se volete passare a leggere é sul mio profilo blblvl)
E poi scusate gli errori e se c'é qualcosa di strano ,o troppo dettagliato o troppo poco , ditemelo pure in un commento spero vi piaccia e ho già pronto il secondo capitolo se vedo che ci sono un po di visualizzazioni lo pubblico!
Okay allora al prossimo capitolo piccoli esseri. Vi lascio questa piccola capretta come regalo.

 Vi lascio questa piccola capretta come regalo

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The beginning of the end// Klaus MikaelsonStories to obsess over. Discover now