<<Ti devo raccontare l'ultima.>> sospiro e riprendo appena dopo essermi seduta <<L'ho incontrato. E' quello giusto.>> Michela mi sorride ed è proprio quello che cercavo: il sorriso di un'amica che mi dicesse "Brava! Sono felice per te." <<Come? Quando? Dove? Voglio sapere ogni particolare! Non mi lasciare sulle spine!>> sbuffa sorridendo e con la testa mi fa cenno di iniziare a raccontarle. <<E' successo questa mattina: stavo portando Mirtillo dal veterinario ed ero in anticipo, perciò presi la bicicletta e decisi di prendere la strada più lunga passando dentro il parco. Era tutto tranquillo, non vedevo nessuno, così tolsi il guinzaglio al cagnolino e continuai a pedalare. Sai che in questo periodo ho tante cose a cui pensare e avevo la testa fra le nuvole finché non ho visto un ragazzo>> faccio una pausa e penso a quel momento. Mi nasce un sorriso sulle labbra fredde dell'inverno. <<Non è stato un semplice sguardo. Lui portava con sé Mirtillo, che avevo dimenticato lungo la strada. Io, sovrappensiero, tenevo la testa bassa e i miei occhi erano fissi sui pedali. Poi sento una piccola voce chiamarmi "Ehi" "scusami".>> Mi tappo la bocca con entrambe le mani: quel ricordo mi fa arrossire e non voglio che si accorga di quanto sia affascinata da lui. Riprendo con un po' di fatica, soffocando ogni risolino <<Mi spaventai tantissimo. Credevo di essere da sola in tutto il parco! Allora...Michi non ridere...sono caduta dalla bici!>> Ma due sedicenni chiuse in una casetta di legno non tratterrebbero le risate, infatti ci guardiamo e tra sguardi e scherni continuo a raccontare. <<Insomma...dopo esser caduta, lui era paralizzato dalla mia reazione. Lasciò che il cane mi venisse in contro e corse verso di me per aiutare ad alzarmi. E' stata una scena alquanto imbarazzante per me>> termino la frase come se fosse qualcosa di buffo, ma in effetti lo è stato abbastanza.<<Aspetta ...tu non mi hai raccontato tutto...>> mi guarda con un sorriso malizioso e io non riesco a trattenere il rossore: sapevo che alla mia migliore amica non sarebbe sfuggito nulla. <<Devi raccontarmi innanzitutto com'è il ragazzo, l'aspetto fisico, le tue impressioni...continua.>> Mi esorta a raccontare e io, guardando fuori dalla piccola finestra, esaudisco i suoi desideri. <<Bene, il ragazzo è stupendo. Non è una bellezza che si vede tutti i giorni. Non è un bel ragazzo. E' bello per me. Mi piacciono i difetti che ha sul volto: il naso adunco e un mento un po' troppo appuntito, ha una bellezza particolare. Ed è proprio quello che cerco io: qualcuno di diverso dagli altri, che non si lasci trasportare: lui.>> Mi fermo e aspetto la sua reazione a tutto ciò che ho detto, ma non ne ricevo alcuna, lei vuole scoprire ancora, e me lo fa capire dal modo in cui mi guarda. <<E va bene, continuo. Ah, non ti ho raccontato degli occhi. Sono una favola, quando li guardi ti ci perdi dentro. Sono verdi come gli alberi e ti trasmettono pura libertà. E' davvero affascinante.>> Michela mi guarda desiderosa <<Celeste, non mi hai raccontato tutto. Ti conosco meglio di quanto tu non conosca te stessa. Come ti sei innamorata?>> <<Sapevo che non ti sarebbe sfuggito questo dettaglio.>> le sorrido << Beh, quando si è avvicinato per aiutarmi, mi ha preso dalle braccia e mi sono accorta di quanta forza avesse e di quanta dolcezza mi trasmettesse. Poi dopo essermi tirata su, non osavo alzare lo sguardo per la vergogna ma lui voleva vedermi e avrei dovuto ringraziarlo per Mirtillo. Così lui trascinò la mano sotto il mio mento e, sfiorandolo mi sollevò la testa. Voleva che lo guardassi ma io mi ostinavo ad abbassare gli occhi. E' stato bellissimo: una ciocca di capelli mi copriva parte del volto e lui la prese e me la sistemò dietro l'orecchio. Non resistevo più, dovevo guardarlo: mi decisi ad alzare lo sguardo e, appena i nostri occhi si incontrarono, nessuno di noi due si trattenne dall'altro. Mi prese dai fianchi e mi portò vicino a sé. Delicatamente cominciammo a baciarci. Fu un momento magico: il mio primo bacio. Era strano, sembravamo isolati dal mondo e nessuno dei due aveva intenzione di ritornarci. Ci siamo interrotti solo per sorridere alla ridicolosità della scena e lui sussurrò "Ah, e comunque mi chiamo Matteo">> Aspetto le considerazioni di Michela che sembra essere rimasta estasiata dal racconto <<Ma non ci si può innamorare alla follia in un attimo!>> la faccia contrariata. <<Michi, l'ho appena fatto. Ci siamo innamorati alla follia, e solo in un quarto d'ora. E' amore a prima vista, ne ho sentito parlare, ma non pensavo fosse possibile. Adesso ci credo e penso che non me lo scorderò mai.>> la rassicuro e il mio pensiero fisso è il momento in cui lo rivedrò.
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Bianca Ma Celeste
Short StoryQuesto racconto descrive nel migliore dei modi quello che ho sempre sognato. Ogni ragazza, secondo me, sa già cosa e chi vorrebbe incontrare.
