LA LEGGE DEL PENSIERO.
"Il mondo è complessivamente diviso in due parti : i creazionisti e gli evoluzionisti", pensò Maharan. "Tuttavia, chi detiene la verità?" Maharan aspirò profondamente dal suo joint , trattenne a lungo il respiro per ottenere un effetto più "audace", come lo definiva lui. Era solo. Maharan adorava fumare da solo. Avere gente attorno lo avrebbe solamente infastidito e non si sarebbe goduto lo sballo. Perché lo sballo gli faceva attraversare porte dei suoi pensieri, che da "sveglio" non attraversava. Allora pensò profondamente. Gli venne un'ondata di odio verso gli altri. Tutti e tutto erano solo perdita di tempo. "Il tempo... Noi essere umani calcoliamo cose e fatti seguendo rigide leggi matematiche. Ma fino a che punto esse sono vere? E se un giorno, ci accorgessimo che tutto ciò in cui crediamo è un misero errore? Dopotutto ciò che è vero oggi non è necessariamente vero domani. Guardiamoci attorno, no anzi guadiamo oltre. Noi rendiamo tutto più piccolo, perché lo riduciamo all'individuo. L'umano è al centro di tutto. Ma egli non può controllare il tempo. E proprio questo che ci manca, il tempo. Non ne abbiamo abbastanza per sfruttarne appieno la sua esistenza e con questo certe teorie ''folli'' vengono distrutte. Il tempo è fattore di ogni cosa, di ogni conseguenza. Il tempo è infinito, noi non possiamo controllarlo, possiamo solo subirlo. Il tempo è infinito, incontrollabile. Dio è il tempo, egli è incontrollabile. Dio è lo spazio, egli è infinito." Maharan si alzò dal divano per prendere un bicchiere d'acqua, la sua gola gli bruciava. "Alla fine la fisica è parte del grande albero della filosofia, è un ramo che appartiene alla filosofia "naturale" (natura). La fisica è intensa e ha per soggetto lo studio di fenomeni che ci circondano e del mondo esterno. Tuttavia ci furono molti errori, il nostro ragionamento attuale è dovuto dagli errori altrui. Prendiamo un semplice esempio : Un tempo si credeva che ogni corpo celeste girasse attorno alla Terra e che essa fosse al centro dell'universo -ovvero il sistemo geocentrico- questa credenza resistette per migliaia di anni, poi nel 1514 Niccolò Copernico osò congetturare che la Terra non era al centro dell'universo, dichiarò che il sole era al centro e che la terra e gli altri corpi celesti gli giravano attorno - ovvero il sistema eliocentrico-. Il nostro mondo, le nostre conoscenze sono frutto di congetture altrui, congetture facilmente discutibili e distruttibili. Ritorno, amici miei, al mio ragionamento iniziale. E se tutto fosse sbagliato? E se veramente tutto ciò in cui crediamo fosse sbagliato?'' Maharan tossì, la sua gola gli bruciava tremendamente, e la sua testa girava. Non si reggeva in piedi. Ma doveva pensare, doveva riordinare i suoi pensieri. Era troppo confuso, doveva mettere ordine nella sua mente e riflettere. "I pensieri sono la base di tutto, noi siamo essenza dei nostri pensieri''- pensò – " La mente, i nostri pensieri creano ciò che siamo'' Maharan posò lo sguardo sul suo comodino dove giaceva un libro di Cartesio: <<Discorso sul metodo>> rammentò la filosofia cartesiana, che pone l'Uomo al centro del ragionamento, dell'analisi, l'Uomo è un essere pensante. "Si je doute, je pense et si je pense, je suis". Il dubbio, non voglio cadere nel nichilismo perché non metto in dubbio l'esistenza umana nella sua forma più pura, tuttavia il pensiero porta sempre al dubbio e il dubbio al pensiero. Più dubitiamo di ciò che ci circonda, più pensiamo e se pensiamo costruiamo la nostra essenza, diventiamo creazione dei nostri pensieri. Diventiamo rappresentazione delle nostre idee, diventiamo potenti e esseri pensatori." Gli occhi di Maharan si chiusero piano, combatteva contro il sonno affinché la sua mente potesse ancora gioire delle delizie del pensiero. Ma non ci riuscì, si addormentò cullato dalla droga.
Quella notte fece diversi sogni erotici, la mattina quando si svegliò, si masturbò e venne urlando. Nulla soddisfaceva sessualmente Maharan, solo se stesso, perché lui sapeva esattamente cosa voleva, lui sapeva. Ormai pensava così tanto che inconsciamente si era creato un suo ideale di persona, un suo mondo ideale. Ma non aveva ancora trovato questo Ideale in un mondo colmo di contraddizioni. La solitudine era diventata la sua compagna, lo seguiva ovunque. Quella mattina, dopo essersi masturbato, lavato e vestito decise di uscire per comprare qualcosa da addentare. Non mangiava da due giorni. I pensieri lo divoravano così tanto da dimenticare di essere ancora vivo. Entrava nel suo subconscio e lì poteva restarci per giorni. Nulla aveva più importanza. Arrivato al supermercato incrociò una bella donna, la guardò e pensieri perversi invasero il suo spirito, distraendolo di nuovo dai suoi pensieri filosofici. Quei pensieri erano troppo forti, primitivi, carnali, crudi, animaleschi. La spogliò con lo sguardo immaginando di leccare tutto il suo corpo , di assaporarla, di toccarla. Alla fine dell'atto, l'avrebbe lasciata tremante e ansimante sul suo letto, osservando il suo corpo nudo: i suoi seni, il suo ventre, le cosce. Poi l'avrebbe mandata via, come faceva sempre con le donne, senza neanche sapere il suo nome, o chi fosse, perché non gli importava. A Maharan non importava di nulla. Il sesso era solo realizzazione di desiderio. Continuò il suo tragitto e prese quel poco necessario che gli sarebbe bastato per una settimana. Arrivato a casa si masturbò di nuovo pensando a quella donna. Si accese un joint molto forte e lì poté rilassarsi e dedicarsi completamente ai suoi pensieri.
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Maharan o la legge del pensiero
Non-FictionMaharan ha ventiquattro anni, perduto nei suoi pensieri che lo confondono e lo travolgono in un universo parallelo, egli scoprirà chi è veramente.
