WinterSBlack
Prova: 1
Autrice: Alice D'Avelli (@AliceDAvelli oppure @Alicelascrittrice)
Titolo: Intelligenza
Crossover:Harry Potter/Percy Jackson
Personaggi: Hermione Granger/Annabeth Chase
Tema:Intelligenza
Numero parole:1215
Guardava il soffitto,indecisa sul da farsi.
Non le piaceva essere impreparata in qualcosa, e il suo nervosismo si manifestava nel tic nervoso che compieva ogni tanto torturando i suoi bellissimi capelli ricci.
Era in quel luogo sconosciuto da più di mezz'ora, ma non aveva la più pallida idea del motivo per cui il suo corpo (e, a quanto pare,la sua magia) l'aveva trascinata in una strana dimensione completamente spoglia.
E bianca.
Di un bianco assordante,che torturava gli occhi, e di cui non si vedeva la fine.
E questo è il problema.
Si ha sempre paura delle cose senza fine.
Se si fosse trovata in una stanza,con almeno una porta, avrebbe tentato di aprirla con la magia, ma su cosa lanci il tuo incantesimo, se ti trovi nel nulla?
Così se ne stava seduta lì, a terra, cercando di mantenere la mente lucida.
Forse quello era solo un sogno,o meglio, un incubo.
E tra non molto si sarebbe svegliata tremante tra le braccia di Ron.
Il suo Ronald.
Forse invece era un piano di qualche ultimo leccapiedi di Voldemort, che per annientare Harry l'aveva rapita per usarla come esca.
Questo pensiero le diede una scarica d'adrenalina, ma la preoccupò anche: c'era forse la possibilità che Voldemort fosse tornato in vita?
Quel nome,per la prima volta da molto tempo, la fece rabbrividire.
Ebbe giusto il tempo di alzare lo sguardo da terra,e con esso i suoi pensieri, che vide davanti a lei materializzarsi un'altra ragazza.
Aveva i capelli biondi, ma ricci come i suoi.
E quell'espressione che conosceva fin troppo bene.
Perché era la sua espressione.
Quella che aveva ogni giorno,l'espressione di chi,come lei,ha vissuto mille avventure: l'espressione fiera di una guerriera.
E proprio perché le erano capitate tante di quelle cose,che non perse un attimo per alzarsi in piedi e afferrare la sua bacchetta, pronta per lanciare un incantesimo.
La ragazza bionda allora,provò a parlare,perché doveva aver capito fin da subito che la persona che aveva davanti non doveva scherzare.
«Chi sei?»
dissero alla'unisolo le due.
Hermione allora ritrovò in fondo alla sua personalità quel pizzico di superbia con cui conobbe Harry e Ron,e, senza pensare più ai possibili motivi negativi per cui quella biondina fosse lì,rispose:
«Mi chiamo Hermione,Hermione Granger...e tu?»
«Annabeth Chase. Hai la minima idea per cui ci troviamo qui?»
Hermione rispose con un secco e sconsolato «No».
Le due ragazze si trovavano terribilmente divise tra il loro istinto e la ragione.
Poi Annabeth spezzò il ghiaccio una seconda volta.
«Devo tornare al campo mezzosangue!» esclamò agitata.
Hermione rimase allibita
«Mezzosangue?Cos'è un campo mezzosangue?»
Annabeth allora le spiegò brevemente cosa fosse, e a malincuore dovette confessarle la sua natura divisa a metà.
Hermione non rimase troppo sbalordita.
Non che lei fosse normale: era una strega.
Le due ragazze si trovarono in sintonia un attimo dopo che Hermione ebbe abbassato la bacchetta.
L'una vedeva qualcosa di sé nell'altra.
Passarono alcuni minuti, e ci fu un boato.
Qualcosa scosse il terreno,se così si poteva definire l'immenso bianco che si trovava sotto i loro piedi.
E davanti a loro si materializzò una porta.
Una semplice porta bianca.
Annabeth ed Hermione avanzarono,ma sembrava che la porta ad ogni loro passo si allontanasse sempre di più.
Dopo diversi tentativi di avvicinarsi delle due ragazze,la porta di colpo si fermò, spalancandosi.
Dietro essa si intravedeva solo una figura,appena visibile, e riconoscibile solo da un cespuglio di capelli rossi.
Il cuore di Hermione perse un battito.
Ron.
La ragazza tentò di rimanere lucida.
Come era possibile che Ron fosse lì davanti a lei?Quando era comparso?E soprattutto, perché di trovava in quel luogo indescrivibile assieme a lei ed a una ragazza le cui origini sembravano provenire da un libro di mitologia greca?
Poi ragionò meglio.
Se quello era davvero il suo Ron,non avrebbe mai potuto sapere il motivo per cui il terzo anno aveva potuto frequentare tutti quei corsi...
«Ron!»esclamò.
«Hermione!»,rispose lui.
«Dove ci troviamo?E chi è quella tipa laggiù?»,disse poi indicando Annabeth.
«Al dire il vero non lo so neanch'io,e comunque lei è Annabeth,una mia...amica»,rispose Hermione.
La ragazza si accorse che Ron aveva una nota strana nella voce,sembrava più roca,profonda,innaturale.
Quasi come non fosse lui.
Così a bruciapelo gli chiese:«Ron,ricordi l'anno in cui sembrava quasi viaggiassi nel tempo,frequentando più corsi nella stessa ora?...»lui la guardò senza capire.
«Tesoro perché mi stai facendo questa domanda adesso,che siamo rinchiusi in una specie di stanza inesistente,nel bel mezzo del nulla?!»
Sul viso di Hermione comparve un sorriso dolce,ma che si spense subito.
Quello non poteva essere il suo Ron,con quella voce, quella strana espressione degli occhi...
Il cuore le batteva all'impazzata.
La risposta di Ron(o di chiunque fosse il tizio che aveva davanti e che voleva sembrare Ron),non tardò comunque ad arrivare.
«Comunque sì,certo che mi ricordo.
È naturale che sembrava viaggiassi nel tempo,dato che è proprio così grazie al gira-tempo!»
Hermione alzò la bacchetta,pronta a colpire.
«Tu non sei Ron!»esclamò.
Ma non appena ebbe pronunciato quelle parole,l'essere che aveva davanti,ormai appurato che non si trattava di Ron,scomparve in una nube di fumo.
Le rimase addosso una strana sensazione,quasi di angoscia.
Come se potesse perdere il suo vero Ron da un momento all'altro.
Hermione e Annabeth rimasero sconcertate: che senso aveva quell'apparizione,ed in generale il loro incontro in quel luogo senza spazio né tempo?
Hermione stava quasi per dire qualcosa ad Annabeth, quando notò che la giovane era rimasta impietrita.
La sua nuova amica metà dea stava scomparendo lentamente, ed ormai si era resa evanescente.
Come d'altronde il bianco accecante che le avvolgeva.
Si sentiva soffocare,i polmoni che non funzionavano più e il cuore che le batteva forte.
Hermione sentiva di dover morire,ormai certa che tutto quel gioco psichico era opera di Voldemort.
Anche la visione di quella ragazza...com'è che si chiamava?
Stranamente lo aveva dimenticato,ricordando di lei soltanto i biondi capelli ricci.
Aveva voglia di urlare,soppressa da quella sensazione insopportabile, e stava per farlo, quando spalancò gli occhi.
E si rese conto che quello che aveva vissuto era effettivamente un sogno,di cui ricordava solo poche cose sommarie.
Ron,dei capelli ricci e biondi,un bianco accecante, e quella sensazione insopportabile.
Si alzò dal letto barcollando,tremante e madida di sudore.
Si accorse appena dell'assenza di Ron...Ron?
Non usciva mai senza prima avvertirla.
La testa incominciò a girarle, la vista le si offuscò.
Tutta quella storia non prometteva affatto bene.
Solo allora notò la lettera sul comodino della loro camera da letto.
Su cui c'era scritto: 'Da Ron Weasley ad Hermione Granger-Weasley'
Quando mai Ron utilizzava quel fono solenne nei suoi biglietti?
La lesse.
Non era una lettera da Ron,ma dell'avvocato.
Tutto quello non era possibile...non stava succedendo a lei...
Hermione lesse ancora,i capelli ricci della ragazza senza nome si mescolavano a quelli rossi di Ron...
Era una lettera di divorzio.
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Crossover Challenge
FanfictionChallenge di @WinterSBlack e giudici Spero vi piaccia... ~Felici giochi,e possa la fortuna SEMPRE essere a vostro favore~
