Non inizierò a raccontarti la mia storia dicendo "Mi svegliai malamente con il solito fastidioso rumore della sveglia, era il primo giorno di scuola ecc..." Oppure "Era l'ultimo giorno che passavo nella mia casa, eppure già mi mancava. Ero pronta per partire ed andare in America bla bla bla". No.
Caro lettore se sei in cerca di una delle solite storie con questo inizio, beh allora forse hai sbagliato libro e ti consiglierei direttamente di cambiare storia. Se al contrario sei in cerca di cose nuove e libri diversi dai soliti, allora tieniti pronto perché penso proprio questo libro faccia al caso tuo.
Casomai stenditi sul letto a pancia in giù, oppure siediti sul divano e sorseggia una bevanda fresca, insomma mettiti comodo.
Ora che sei pronto inizio col dirti che:
«Era una delle tante calde giornate d'estate, le trascorrevo quasi tutte fuori la mia veranda a perdermi con gli occhi nel cielo o a leggere, sempre sola da circa tre anni ormai, da quando i miei genitori non c'erano più. Venni distratta dai miei pensieri quando un ragazzo, passò a tutta velocità con la sua moto dirigendosi chissà dove. Si soffermò a guardarmi per una frazione di secondo rallentando ma poi riacquistò la velocità in un battito di ciglia. Era sicuramente di passaggio, non l'avevo mai visto prima da queste parti, vivendo in un piccolo paese sperso per le migliaia di strade a sud della California. Pensavo a quanto fortunato era quel ragazzo, all'ebrezza che si potesse provare ad essere su un veicolo diretto in ogni dove, alle azioni vissute al momento...alla libertà. Ero rimasta come in uno stato di trance pensando a lui.
Verso le 3:00 dovevo incontrarmi con Abbey, la mia migliore amica, per cui rientrai in casa visto che erano le 2:40 e mi feci una doccia veloce. Pettinai i capelli lunghi e lisci e misi un sottile velo di trucco.
Poi mi diressi verso l'armadio e presi una t-shirt bianca semplice, dei pantaloncino neri a vita alta e le vans dello stesso colore.
Sentii suonare il campanello e mi precipitai ad aprire. Non appena la vidi la abbracciai.
-Bea! Come va?- mi chiese
-Come al solito, che mi dici di te? Ieri non ci siamo sentite- dissi accennando un sorriso. Era la prima volta che la rividi dopo due settimane poiché era stata in vacanza.
-Lo so, mi dispiace ero impegnata a disfare le valigie- disse con aria stanca.
-Non preoccuparti...vado a prendere il telefono così usciamo, poi mi racconti tutto però!- conclusi con una punta di curiosità nella voce e poco dopo eravamo già a parlare del più e del meno camminando dirette alla caffetteria.
***
Appena dentro la caffetteria ci sedemmo in uno dei tavolini liberi. Dopo alcuni secondi il cameriere ci invitò ad ordinare, io optai per un caffè mentre Abbey per un the freddo. Discutemmo del più e del meno e mi fermai ad ascoltare la sua esperienza.
-Beatrice dovevi vederlo! Era bellissimo- disse guardando in aria con occhi sognanti e una strana espressione in viso.
Mi scappo una piccola risata nel vederla così.
Dopo un po' decidemmo di andare e quando stavamo quasi per uscire, sentii una fredda sensazione su tutta la pancia ed espandersi. Guardai la mia maglia ed era ricoperta da una grande macchia gialla.
-Maledizione!- dissi esasperata
-Mi dispiace, scusa, dovevo prestare più attenzione!- disse una voce rauca.
Alzai gli occhi e vidi un ragazzo di qualche anno più di me, con i capelli corvini e gli occhi azzurri come il cielo. Aveva un boccale di birra, ormai vuoto, sul vassoio che portava in mano.
Appena ci guardammo sì irrigidì visibilmente.
-Ehm, ti accompagno a pulirti vieni- disse prendendomi per un braccio e portandomi in bagno.
-ahi!- dissi riprendendosi il braccio dalla sua presa.
-Sei fuori di testa? Perché mi hai presa in quel modo?!- chiesi un po' arrabbiata.
Bisbigliò qualcosa incomprensibile alle mie orecchie, cercai di non farci caso è presi un fazzolettino così da iniziare a pulirmi.
-sei nuovo? Non ti ho mai visto qui prima d'ora- dissi cambiando argomento.
-sì...sono solo di passaggio però. Mi servono dei soldi per ripartire ecco perché mi ritrovo a lavorare qui...-disse distogliendo lo sguardo dai miei occhi.
-E dove vai di bello?- chiesi incuriosita.
Appena gli porsi la domanda riprese a guardarmi e le sue labbra si incresparono in un sorriso e si limitò a dire -Ovunque-
Solo dopo mi venne in mente che era lui il ragazzo che avevo visto in moto prima.
-senti...tra quanti giorni riparti?- chiesi tesa.
-Due, perché me lo chiedi?- chiese a sua volta con un pizzico di curiosità nella voce.
-Hai un posto in più nella moto?- chiesi ancora tesa non rispondendo alla sua domanda di prima.
-NO! NON SE NE PARLA!- disse furioso
-Ma dai, Neanche mi conosci!- disse con tono alterato.
-Solo fino alla prossima città dove ti fermi- chiesi supplicandolo.
Mi guardò incerto e nervoso.
Fece un "no" con la testa.
Mi sentii quasi morire, ancora. Mi trovavo sempre nella stessa situazione, triste e sola.
Uscii dal bagno sbattendo la porta e presi la mia amica per un braccio uscendo dal locale.
-Era lui!- Disse Abbey.
-Lui chi?- chiesi fermandomi e guardandola.
-Era il ragazzo che ho visto quando ero in vacanza! Era lui! Era il ragazzo che ho visto quando ero a Washington!- Affermò incredula.
-Ma che dici! È impossibile. Quanto tempo fa lo hai visto?-Chiesi.
-una settimana- disse.
-No non è possibile- dissi. -non può aver attraversato due stati in meno di una settimana.- Dissi ovvia.
Eppure tutto si ricollegava, lui aveva una moto, gli servivano i soldi per riandare chissà dove, ed essere un ragazzo senza meta.
SPAZIO AUTRICE.
Eccoci col primo capitolo, spero vi piaccia, per farmelo sapere scrivetemelo nei commenti:)
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Whispers
RomanceUn ragazzo, stanco di stare in casa, decide di partire solo lui e la sua moto per esplorare gran parte dell'America. Il suo ritorno a casa è ormai agli sgoccioli e le sue tappe stanno per finire. Arrivato in California però conosce una ragazza poco...
